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Messina, 5 migranti morti di sete su un peschereccio: fermati i presunti scafisti

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MESSINA. Polizia e guardia di finanza hanno fermato cinque egiziani, tra i 21 e 28 anni, considerati i presunti scafisti di un peschereccio arrivato domenica a Messina con a bordo decine di migranti. Sull’imbarcazione rinvenuti anche cinque cadaveri. Secondo l’accusa i decessi sarebbero causati da disidratazione vista la scarsità di acqua potabile, fortemente razionata. Alcuni testimoni hanno raccontato di essere picchiati durante il viaggio con bastoni e cinghie.

Il provvedimento è stato eseguito dalla squadra mobile della Questura e dal nucleo Pef della Guardia di finanza. I 179 migranti e i corpi delle cinque vittime sono arrivati domenica mattina al molo Norimberga di Messina a bordo di due motovedette della capitaneria di porto. Le indagini, basate sui racconti dei testimoni, hanno permesso di ricostruire che i migranti, dopo circa un mese di permanenza in una connection house sulle coste Libiche, erano portati sul peschereccio, che è salpato la sera del 19 luglio.

Presi a cinghiate e bastonate: un bicchierino d’acqua ogni 10 persone 

Durante la traversata i membri dell’equipaggio hanno improvvisamente spento i motori e chiesto soccorso, con un dispositivo satellitare di cui si sono poi liberati, gettandolo in mare. I migranti hanno raccontato di essere picchiati a bordo con colpi di bastoni e cinghie anche come reazione alla richiesta di cibo e acqua. Durante la traversata, ricostruisce la Procura di Messina, “le risorse idriche e di cibo sono state disumanamente razionate, al punto che i migranti erano costretti a spartirsi un bicchierino da caffà pieno d’acqua in dieci”.

Alcuni costretti a bere acqua di mare o del motore

A causa del forte caldo e della mancanza di acqua potabile, molti di loro, è il racconto dei testi, “hanno accusato dei malori”. Hanno detto di “aver visto morire i loro compagni di viaggio per il caldo e la disidratazione. Infatti sono stati tutti costretti a bere anche l’acqua del mare e del motore”. Un testimone ha anche raccontato che i membri dell’equipaggio del peschereccio hanno assegnato ad un migrante il compito di gestire e razionare le scorte di acqua potabile. Quando si rifiutava di svolgerla o non usava la dovuta parsimonia, era picchiato violentemente e i migranti subivano un ulteriore progressivo razionamento dell’acqua da bere.

Viminale: martedì mille trasferiti da Lampedusa

Entro martedì mattina saranno trasferiti da Lampedusa circa mille migranti presenti nell’hotspot dell’isola, di cui 600 sono già in partenza con la nave “Diciotti”. Le operazioni di svuotamento dell’hotspost proseguiranno nella serata di martedì e nella giornata di mercoledì con l’impiego di traghetti di linea e di unità navali della Marina militare e della Guardia costiera. E’ quanto si apprende da fonti del Viminale.
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