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Mafia, “Brusca libero è socialmente pericoloso”. Sorveglianza speciale per l’ex boss pentito scarcerato dopo 25 anni

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MAFIA. La scarcerazione di Brusca, l’uomo che azionò il telecomando a Capaci e che uccise il piccolo Giuseppe Di Matteo, autore di decine di omicidi, accolta da violente polemiche.

L’ex boss Giovanni Brusca, da anni collaboratore di giustizia, scarcerato un anno fa, sarà sottoposto alla sorveglianza speciale perchè ritenuto socialmente pericoloso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Roma. Lo scrive l’edizione palermitana de La Repubblica. La notizia confermata da fonti investigative.

Chi è Giovanni Brusca

La scarcerazione di Brusca, l’uomo che azionò il telecomando a Capaci e che uccise il piccolo Giuseppe Di Matteo, autore di decine di omicidi, accolta da violente polemiche. L’ex boss liberato per espiazione della pena dopo 25 anni dal suo arresto.

Il fedelissimo di Totò Riina era stato arrestato dalla polizia il 20 maggio 1996, un mese dopo era già davanti i magistrati della procura di Palermo per svelare i segreti di Cosa nostra. In questi anni, Giovanni Brusca ha continuato a testimoniare in tanti processi, da ultimo davanti ai giudici di Palermo che si sono occupati della “Trattativa Stato-mafia”.

Collaboratore attendibile, “ma non ha mostrato pieni segni di resipiscenza” scrissero i giudici che nel 1999 rigettarono una richiesta di scarcerazione anticipata.

La posizione del “boia” di Capaci ha sempre creato grande dibattito all’interno della magistratura: nonostante da tempo usufruisse di permessi premio ogni 45 giorni, tre anni fa la Corte di Cassazione gli aveva negato anche agli arresti domiciliari, nonostante il parere favorevole della procura nazionale antimafia. (Repubblica)
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