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Elezioni, Italia al voto, Letta a Renzi: “No veto”. Domani la decisione di Calenda

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ELEZIONI. Il segretario dem conferma: “Nessuna alleanza con M5s. Di alleanze discuteremo in questi giorni”. Di Maio sigla l’accordo con Tabacci. Calenda: “Pd o Centro, lunedì decidiamo”. Salvini ‘lavora’ ai nomi dei ministri. “Sapevamo di dover combattere contro zombie che avrebbero fatto di tutto per contagiarci” scrive sul suo blog Beppe Grillo. Il Cremlino smentisce le accuse di ingerenza nella politica italiana.

Elezioni, Grillo all’attacco dal suo blog:

“Sapevamo di dover combattere contro zombie che avrebbero fatto di tutto per contagiarci, ma alla fine vinceremo”. Poi il fondatore dei 5 Stelle difende il tetto dei due mandati, e saluta chi ha servito con altruismo. Intanto il leader del M5s Conte promette posti ai non rieletti e apre alla società civile. Non si ferma la fuoruscita dal Movimento. Lasciano anche Crippa e D’Inca. “Con il Centro o con il Pd, entro lunedì decidiamo”, è quanto ha scritto ieri su Twitter il leader di Azione, Carlo Calenda.

Intanto è stato siglato l’accordo tra il ministro degli esteri Luigi Di Maio, fondatore dei gruppi parlamentari di Ipf, e il sottosegretario Tabacci, fondatore di Centro Democratico. Domani mattina a Roma ci sarà il lancio del nuovo progetto. E il centrodestra pensa già ai ministri. “Saranno nomi di peso”, dice il capo della Lega, Matteo Salvini.

Speranza: destra pericolosa non dividere il campo

Crede che sia un errore “dividere il campo dell’alternativa”, invita tutti “alla riflessione” e sulla spaccatura tra Conte e il Pd ribadisce che “l’avversario è la destra, dividendo il campo dell’alternativa la stiamo favorendo”. Così in un’intervista a ‘Il Corriere della Sera’, il ministro della Salute, Roberto Speranza su elezioni e alleanze.
“Bisognerebbe evitare di lasciare alla destra una prateria nei collegi – sottolinea – voglio essere chiaro, non si tratterebbe di fare alleanze o coalizioni. La legge elettorale prevede solo apparentamenti”. Parlando di Calenda e Renzi, poi, precisa: “Non mi piace il gioco della torre – commenta – penso però che la fragilità del sistema politico italiano ha fatto esplodere troppi personalismi e a volte persino narcisismi. Io su questo terreno non voglio starci”.

Elezioni, Speranza così spiega la sua linea:

“Con la comunità di Articolo Uno abbiamo deciso di costruire la lista Democratici e Progressisti, di cui siamo cofondatori e che è il fatto nuovo di questa campagna elettorale”. “Stare insieme al Pd e ad altre forze nella lista Democratici e Progressisti – spiega – è solo il primo passo”. Secondo Speranza, “bisogna costruire una forte agenda sociale, partire dai salari, dal potere di acquisto dei redditi più bassi, dalla difesa della scuola, della sanità pubblica e dell’ambiente. Vogliamo un programma coraggioso”. E l’agenda Draghi? “Era un compromesso tra forze politiche diverse. Noi abbiamo bisogno di un’agenda fortemente sociale e radicalmente alternativa alla destra. Questa destra è un pericolo per l’Italia”.
Sostiene di aver maturato la scelta di abbandonare il M5S “la sera del 20 luglio, dopo il non voto sulla fiducia” perché si è sentito “estraneo” nel suo “stesso gruppo” e non per la questione legata al doppio mandato. Lo spiega in un’intervista a ‘La Repubblica’, il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà. Parlando di quel giorno sottolinea: “Una giornata di confronto tesissimo, dove ho assistito in presa diretta alla fine del governo Draghi – racconta – quando sono rimasto solo nella sala del governo mi sono detto che dovevo lasciare il M5S, quella giornata non poteva rappresentare me e i miei valori”.
Secondo D’Incà, quanto accaduto è legato “da una parte, a una certa inesperienza politica o ingenuità del M5S. Dall’altra, nel centrodestra c’è stato grande cinismo”. “Sono convinto che oggi i cittadini, senza guardare la classica distinzione tra populismo, sovranismo, destra o sinistra – osserva – penseranno al senso di responsabilità. A chi lo ha avuto e a chi no”.
Quindi, parlando di cosa farà adesso e di un suo eventuale passaggio al Pd spiega: “Ora sono concentrato sui lavori parlamentari della prossima settimana, l’ultima effettiva per Camera e Senato. Sul decreto aiuti ci sono ancora 14 miliardi stanziati. Abbiamo provvedimenti importanti da approvare, sia in Cdm che nelle Capigruppo ho chiesto di poter concludere la legislatura in maniera ordinata”. Poi, “cercherò di poter comprendere il da farsi parlando con la mia famiglia”. Secondo D’Incà “per non consegnare il Paese alle destre serve l’impegno di tutti, il campo è quello delle forze progressiste”, assicura.(Skytg24)
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