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Salman Rushdie aggredito sul palco a New York: fermato l’assalitore. Lo scrittore rischia di perdere un occhio

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Lo scrittore Salman Rushdie, 75 anni, è stato aggredito a Chautauqua, nello stato di New York, mentre stava tenendo una conferenza e l’uomo che lo ha assalito, un 24enne del New Jersey, è stato subito fermato dalla polizia. L’uomo è salito sul palco e ha aggredito lo scrittore, colpendolo più volte con un’arma da taglio. Rushdie è stato portato in ospedale e sottoposto a una lunga operazione. Il suo agente, Andrew Wylie, ha fatto sapere che attualmente è attaccato a un respiratore. Probabilmente perderà un occhio, gli sono stati recisi i nervi di un braccio e ha riportato danni al fegato.

New York, Rushdie aggredito sul palco 

Rushdie doveva tenere un intervento pubblico a un evento alla Chautauqua Institution. La polizia ha dichiarato che è stato trasportato in elicottero in un ospedale locale e ha inoltre confermato che l’aggressore è sotto custodia. L’aggressore di Salman Rushdie si chiama Hadi Matar, 24 anni, del New Jersey, ed era entrato all’evento come tutti gli altri spettatori, ha detto la polizia in una conferenza stampa ricostruendo la dinamica dell’attacco. “L’aggressore è saltato sul palco e ha colpito Rushdie più volte, al collo e all’addome”. Nel primo aggiornamento sulle condizioni di salute dello scrittore, il suo agente ha detto che “probabilmente perderà un occhio, i nervi del suo braccio sono recisi e il suo fegato è ferito e danneggiato”. Rushdie si trova ora “attaccato a un ventilatore per l’ossigeno, e per il momento non è in grado di parlare”.

La fatwa dell’Ayatollah Khomeini

Rushdie, nato a Mumabi nel 1947 e già vincitore del Booker Prize, è l’autore del romanzo “Versi satanici”, il libro bandito in Iran nel 1988 e che molti musulmani considerano blasfemo. Un anno dopo la sua prima uscita, l’allora Ayatollah Khomeini pronunciò una fatwa contro Rushdie, offrendo anche 3 milioni di dollari di ricompensa a chiunque avesse ucciso lo scrittore.

Sentimento iraniano contro Rushdie

La guida suprema iraniana Ali Khamenei ha rinnovato la fatwa nel 2017, e nel 2019 via Twitter. Il sentimento anti-Rushdie comunque è rimasto nella repubblica islamica. Tanto che nel 2012 una fondazione religiosa iraniana semi-ufficiale ha aumentato la taglia su di lui fino a 3,3 milioni di dollari.

I versi satanici

Il romanzo scritto da Rushdie nel 1988, che divenne un caso letterario senza precedenti, racconta le vicende di due musulmani indiani sopravvissuti a un incidente aereo. I due personaggi simboleggiano il bene e il male che si affrontano in una lotta continua e senza soluzione, tra finzione e realtà. Le pagine contengono una rivisitazione romanzata di alcuni aspetti della cultura islamica e, in particolare, dell’episodio dell’ispirazione diabolica di Maometto. Proprio la storia di fantasia ma allusiva nei confronti della figura di Maometto scatenò la rabbia del mondo islamico, che accusò l’autore di blasfemia

Il significato della fatwa

Nel diritto islamico la fatwa ha un significato più complesso, anche se, soprattutto nel nostro Paese, divenne nota, appunto, nel 1988 per la condanna a morte pronunciata contro Rushdie, reo di essere stato sacrilego verso la religione musulmana con il suo romanzo. In generale fatwa significa “consultare qualcuno” o “richiedere un chiarimento”. E’ stimato che si siano pronunciate milioni di fatwe (che, dunque, non è solo una pena capitale) su molte situazioni della vita di tutti i giorni come matrimoni, aspetti sociali, economici o privati.
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