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Svezia, sparatoria in un centro commerciale: almeno due feriti

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SVEZIA. La polizia di Malmo svedese ha dichiarato di aver transennato parte di un centro commerciale nella città di Malmo dopo una sparatoria. “La polizia è sul posto con un grande spiegamento di forze e la zona è stata transennata”. I poliziotti svedesi avrebbero risposto al fuoco all’interno del centro commerciale.

Svezia – I Fatti

Il quotidiano Dagens Nyheter riporta che il portavoce della polizia Jimmy Modin ha affermato che due persone sono rimaste ferite durante lo scontro a fuoco, che dopo l’intervento della polizia non è più in corso. Modin ha detto di non avere informazioni sulla gravità delle ferite riportate dalle due persone nella sparatoria. Ulteriori dettagli per ora non sono stati diffusi. (RaiNews)

Dalla Svezia al G20, il presidente dell’Indonesia: “Xi e Putin verranno al vertice”. Usa dice no al presidente russo

G20. Joko Widodo, in un’intervista a Bloomberg, per la prima volta ufficialmente ha confermato la presenza dei due leader: “Xi Jinping verrà. Anche Putin mi ha detto che ci sarà”, ha detto il leader indonesiano. Il summit si terrà a Bali a novembre. Nei mesi scorsi la Casa Bianca ha chiesto più volte che a Russia venga cacciata dal G20 in risposta alla sua invasione dell’Ucraina

Il presidente cinese Xi Jinping e quello russo Vladimir Putin parteciperanno al vertice del G20 in Indonesia, in programma il 15 e 16 novembre sull’isola di Bali. Lo ha annunciato il presidente indonesiano, Joko Widodo, in un’intervista a Bloomberg. “Xi Jinping verrà. Anche Putin mi ha detto che ci sarà”, ha detto il leader. È la prima volta Widodo conferma la presenza dei due presidenti al vertice di novembre. Nei mesi scorsi Joe Biden ha chiesto che la Russia sia cacciata dal G20 in risposta alla sua invasione dell’Ucraina. E diversi funzionari nell’amministrazione americana ha fatto pressioni su Widodo per non invitare Putin al vertice.

La Casa Bianca contro Putin

Alcuni giorni fa la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, in un briefing con la stampa ha fatto sapere che gli Stati Uniti hanno comunicato in privato all’Indonesia che la Russia non dovrebbe essere autorizzata a partecipare al vertice del G20 di quest’anno. “Mancano alcuni mesi, quindi non sappiamo cosa succederà – ha detto Psaki – ma la Russia non dovrebbe partecipare sia pubblicamente che privatamente”. Psaki ha anche detto di ritenere che l’Indonesia ha invitato Vladimir Putin prima dell’invasione dell’Ucraina.

Le tensioni Usa-Cina

Con la visita della speaker della Camera Usa Pelosi a Taiwan si è aperto un nuovo fronte di tensioni tra Washington e Pechino. L’appoggio statunitense a Taipei e le ritorsioni cinesi saranno sicuramente uno dei temi che verranno affrontati dalle due super potenze a Bali. Un possibile incontro fra Joe Biden e il presidente Xi Jinping a margine del G20 di novembre potrebbe offrire spiragli per stemperare la tensione.
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Thailandia, sparatoria in un asilo nido: 31 morti, moltissimi sono bambini. L’aggressore si è tolto la vita

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THAILANDIA. Almeno 31 persone tra cui molti bambini sono morte in una sparatoria in un centro per l’infanzia nella provincia di Nong Bua Lamphu in Thailandia. Un residente, Chanpen Dechpok, ha detto al Guardian che i piccoli uccisi erano tutti in età scolare. Non è stato in grado di confermare il numero di vittime.

Il colonnello della polizia Jakkapat Vijitraithaya della provincia di Nong Bua Lamphu ha riferito che ci sono state “23 vittime minorenni”. L’aggressore avrebbe usato anche un coltello.

In un primo momento era stata diffusa la notizia che l’uomo, ex agente di polizia, era fuggito in un pickup bianco con targa di Bangkok ed era ricercato da tutte le forze armate nella provincia di Nong Bua Lamphu; successivamente la Reuters ha riferito che Panya Kamrab avrebbe sparato anche a sua moglie e a suo figlio, uccidendoli, per poi togliersi la vita.

Stando alle informazioni dei media locali, il 34enne era stato licenziato lo scorso anno a causa di accuse legate ad un traffico di droga, secondo il colonnello Natthawat Wongsanittheera della Na Want Police.

Le sparatorie di massa sono rare in Thailandia, ma nel 2020 un soldato ha ucciso almeno 29 persone e ne ha ferite 57 in una furioso attacco che si è esteso a quattro località nei pressi della città di Nakhon Ratchasima, 250 chilometri a nord-est di Bangkok. Secondo quanto riferito dal primo ministro, il sergente, 32 anni, avrebbe compiuto il massacro per un “problema personale” legato alla vendita di una casa.
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Petrolio: Opec+ taglia, da Mosca minacce su price cap

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Mentre l’Opec+ taglia la produzione di petrolio di 2 milioni di barili al giorno, la Russia afferma, per bocca del vice premier Aleksandr Novak, che fermerà la fornitura ai Paesi che stanno imponendo il price cap.

Petrolio, tagliata la produzione

Una dichiarazione che avviene nel giorno in cui l’Ue ha annunciato il via libera all’ottavo pacchetto di sanzioni contro Mosca per la guerra in Ucraina, che comprende il price cap al greggio russo.

Intanto, gli Usa si scagliano contro la decisione dell’Opec+ di tagliare la produzione di petrolio. Una scelta che – secondo quanto ha affermato la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre – mostra “un allineamento” dell’organizzazione con la Russia.

La pressione degli USA

La Casa Bianca ha cercato fino alla fine di fare pressione sull’Opec+ affinché non procedesse a un taglio che rischia di far salire i prezzi dell’energia e della benzina a un mese dalle elezioni di metà mandato, complicando gli sforzi dei democratici a mantenere il controllo del Congresso. Il pressing però non ha avuto esito.

L’Arabia Saudita ha infatti deciso di schierarsi con la Russia e spingere per una riduzione della produzione, voltando le spalle agli alleati americani e riaccendendo violente critiche contro la Casa Bianca per la recente visita di Biden a Ryad. “Non è stato uno spreco di tempo”, ha respinto le accuse John Kirby, il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale.

Biden si è impegnato a consultare immediatamente il Congresso per valutare gli strumenti e i poteri necessari per ridurre il controllo dell’Opec+ sui prezzi dell’energia, e ha aperto a un nuovo rilascio di riserve petrolifere strategiche per calmierare i prezzi. Anche l’Europa guarda con preoccupazione al taglio della produzione. Secondo gli analisti, la scelta dell’Opec+ è “politica ed è un chiaro segnale del malcontento sul price cap perché considerato un precedente pericoloso”.

L’Arabia Saudita avendo spinto per la riduzione “si mette in rotta di collisione” con gli Stati Uniti e l’Occidente mostrandosi alleata con la Russia ed “esponendosi a conseguenze politiche” non trascurabili.

Per l’Opec+ il taglio deciso è il maggiore dal 2020 ma, in realtà, si tradurrà in una riduzione che è la metà di quella annunciata. Molti Stati membri infatti stanno producendo meno delle loro quote. Dunque sono già in linea con i nuovi limiti senza dover ricorrere a un taglio della produzione. I mercati azionari guardano con preoccupazione al taglio del cartello temendo ulteriori tensioni geopolitiche. Le Borse europee chiudono tutte in rosso.
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La Corea del Nord lancia nuovi missili balistici: “Ritorsione contro Usa e Seul”

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corea del nord missile balistico

La Corea del Nord ha lanciato due nuovi missili balistici a corto raggio verso il Mar del Giappone.

Secondo Pyongyang il test, effettuato dalla zona di Samsok, rappresenta “una misura di ritorsione” contro le esercitazioni militari congiunte di USA e Corea del Sud, che “stanno aumentando le tensioni militari nella penisola coreana”.

La replica dell’ambasciatrice Onu

Non si è fatta attendere la replica dell’ambasciatrice americana all’Onu, Linda Thomas-Greenfield: “Il nostro messaggio alla Corea del Nord è di dire basta con questo atteggiamento sconsiderato e provocatorio che porta all’esclation. Si torni al dialogo”.

I nuovi lanci nordcoreani seguono il test di martedì di un missile balistico a raggio intermedio che ha sorvolato il Giappone.

Lo Stato Maggiore sudcoreano ha rafforzato il monitoraggio e la sorveglianza e “mantiene la massima prontezza in coordinamento con gli Stati Uniti”.

Usa: “Nessuna minaccia per gli alleati”

I lanci di missili da parte di Pyongyang non hanno posto una minaccia immediata agli alleati. Lo afferma il commando americano indo-pacifico, sottolineando che i test balistici “mettono in evidenza l’impatto destabilizzante del programma di missili balistici della Corea del Nord.

L’impegno americano a difesa della Corea del Sud e del Giappone resta ferreo”.
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