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Scuola, ritorno in aula: quando inizia, date e calendario regione per regione

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SCUOLA. Per milioni di studenti italiani si avvicina l’inizio dell’anno scolastico 2022/2023. I primi a tornare tra i banchi saranno gli alunni della provincia autonoma di Bolzano, gli ultimi quelli della Sicilia e della Valle d’Aosta. Gli istituiti chiuderanno ovunque a giugno: nella maggior parte delle regioni il 10, ma ci sono delle eccezioni.

Scuola – ci siamo al via il nuovo anno

L’estate sta per finire e si avvicina per milioni di studenti italiani l’inizio dell’anno scolastico 2022/2023. Ecco, regione per regione, quando iniziano le lezioni e quando finiscono.

Ecco il calendario completo regione per regione

  • In Abruzzo, in base al calendario scolastico regionale, il primo giorno di scuola è il 12 settembre 2022. Le lezioni finiscono il 10 giugno 2023
  • Stesse date per la Basilicata: si torna sui banchi il 12 settembre 2022 e le scuole chiudono il 10 giugno 2023
  • In Calabria il primo giorno di scuola è il 14 settembre 2022, l’ultimo il 10 giugno 2023
  • La Campania riapre le scuole il 13 settembre 2022 e le chiuderà il 10 giugno 2023
  • Gli studenti dell’Emilia-Romagna tornano a scuola il 15 settembre 2022. L’ultimo giorno sarà il 7 giugno 2023
  • Il 15 settembre 2022 è la data in cui riaprono le scuole del Lazio. Data di chiusura l’8 giugno 2023
  • In Liguria scuola al via il 14 settembre 2022. Dal 10 giugno 2023 tutti in vacanza
  • In Lombardia l’inizio delle lezioni è fissato per il 12 settembre 2022. Gli istituti chiuderanno l’8 giugno 2023
  • Si riparte il 14 settembre 2022 nella Marche. Ultimo giorno il 10 giugno 2023
  • Stesse date per il Molise: si inizia il 14 settembre 2022 e si finisce il 10 giugno 2023

E ancora

  • Il calendario scolastico del Piemonte indica il 12 settembre 2022 come data d’inizio e il 10 giugno 2023 come giorno finale
  • In Puglia l’anno scolastico 2022/2023 inizia il 14 settembre e finisce il 10 giugno
  • Si ricomincia il 14 settembre 2022 e si termina il 10 giugno 2023 anche in Sardegna
  • Gli studenti della Sicilia tornano sui banchi il 19 settembre 2022. Ci rimarrrano fino al 10 giugno 2023
  • In Toscana si torna in classe il 15 settembre 2022. L’ultima campanella suonerà il 10 giugno 2023
  • L’Umbria riapre le scuole il 14 settembre 2022 e le chiuderà il 10 giugno 2023
  • Il 19 settembre 2022 è il primo giorno di scuola in Valle d’Aosta, l’ultimo sarà il 15 giugno 2023
  • Si parte il 12 settembre 2022 in Veneto. Le scuole chiuderanno il 10 giugno 2023
  • Nella provincia autonoma di Trento, le lezioni riprendono il 12 settembre 2022. Termineranno il 9 giugno 2023
  • Infine, la provincia autonoma di Bolzano: la scuola ricomincia il 5 settembre 2022 e chiuderà il 16 giugno 2023. (Skytg24)
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Primo giorno di scuola per oltre 7 milioni di studenti: mancano 200mila insegnanti

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SCUOLA. Sono 366.310 le classi per l’anno scolastico 2022/2023, il primo dopo tre anni che vedrà alunni e docenti senza mascherine (tranne i fragili) e in presenza, senza che sia prevista la Dad in caso di positività. Oggi rientrano in aula i ragazzi e le ragazze di Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Trentino, Piemonte, Veneto e Lombardia. Il ministro Bianchi ha detto che “non mancano docenti”, ma i sindacati non sono d’accordo e segnalano l’assenza anche di 15mila amministrativi e circa 500 dirigenti

Sono oltre 7 milioni (per la precisione 7.286.151) le studentesse e gli studenti che tornano sui banchi delle scuole statali nell’anno scolastico 2022/2023, per un totale di 366.310 classi. Oggi è il primo giorno per i ragazzi e le ragazze di Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Trentino, Piemonte, Veneto e Lombardia. Domani, 13 settembre, toccherà rientrare tra i banchi ai ragazzi campani

Quest’anno frequenteranno la scuola dell’infanzia 821.970 bambine e bambini, gli alunni della primaria saranno 2.260.929, quelli della secondaria di primo grado saranno 1.557.403, 2.645.849 ragazze e ragazzi andranno alla secondaria di secondo grado. Il 51,1% di questi ultimi frequenterà un indirizzo liceale, il 31,8% un Istituto tecnico, il 17,1% un Professionale

Per quanto riguarda il personale scolastico

In base agli ultimi dati disponibili, che sono in aggiornamento, le operazioni di immissione in ruolo effettuate ad agosto hanno consentito l’assunzione di 50.415 docenti, 9.021 ATA (personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario) e 317 dirigenti scolastici. “Allo stato attuale cominceremo un anno scolastico in cui non mancano i docenti”, ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi

“A tutta la scuola italiana – ha detto il ministro Bianchi – va il mio ringraziamento per il grande impegno profuso in questi due anni difficili, che sarà alla base di questo nuovo anno scolastico e di quel ritorno a una normalità per cui abbiamo lavorato e che consentirà, finalmente, di tornare a guardarci in viso, di sederci più vicini, di riprendere attività e abitudini che avevamo dovuto mettere da parte”

I sindacati

Tuttavia i sindacati non sono dello stesso avviso del ministro: secondo le sigle mancano circa 200mila docenti e 15mila amministrativi, e non sono stati nominati circa 500 dirigenti previsti dall’organico. I sindacati lamentano anche la non prevista presenza, in quest’anno scolastico, del cosiddetto organico Covid, che è stato prima di 80mila persone tra docenti e Ata, poi, l’anno scorso, di 40mila

Quest’anno, per la prima volta, si torna a scuola senza mascherine – tranne per il personale scolastico e gli alunni a rischio – senza orari diversificati, senza misure di distanziamento e non è prevista la didattica a distanza: se un alunno si ammalerà di Covid, rimarrà a casa come quando si prende l’influenza e non potrà seguire le lezioni dalla sua camera

Le novità a scuola

Altra novità di questo anno scolastico è che è il primo in cui l’educazione motoria verrà insegnata nelle classi quinte della scuola primaria da docenti specialisti della materia; per le classi quarte la novità decorrerà dall’anno scolastico 2023/2024.

Per le classi quinte, le ore di educazione motoria sono da considerarsi sostitutive delle ore di educazione fisica finora stabilite da ciascuna istituzione scolastica e affidate ai docenti di posto comune. “Pertanto – spiega il Miur in una nota – i docenti di posto comune delle classi quinte non progettano più ne realizzano attività connesse all’educazione fisica. Le ore precedentemente utilizzate per questo insegnamento vengono attribuite ad altre discipline del curricolo obbligatorio”

Sull’anno scolastico incombe anche il tema del caro energia, ma il ministro Bianchi, i sindacati e i partiti su questo sono concordi: il peso non dovrà ricadere sulle scuole. E dunque no a settimane corte (con la Dad a compensare le ore che non si fanno a scuola), a meno che non intervengano altre necessità per le quali le scuole decidano autonomamente di adottarle. (Skytg24)
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Scuola, da lunedì rientrano 7 milioni di studenti. Bianchi: “Due anni difficili, ora si torna alla normalità”

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SCUOLA. Ora le vacanze sono davvero finite. Da lunedì rientreranno a scuola 7.286.151 studenti, per un totale di 366.310 classi. Il 12 settembre parte il nuovo anno scolastico in Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Trentino, Piemonte, Veneto e Lombardia. Il 13 settembre tocca invece alla Campania; il 14 è la volta di Calabria, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Umbria. Il 15 tornano sui banchi gli studenti di Emilia Romagna, Lazio e Toscana. Ultimi a rientrare in aula gli alunni di Sicilia e Valle d’Aosta, il 19 settembre. Le lezioni sono già cominciate solo in Alto Adige, il 5 settembre.

Cosa cambia

Il nuovo anno scolastico porta con sé alcune novità. Prima fra tutti, l’addio alle regole anti-Covid che hanno accompagnato gli studenti negli ultimi due anni di pandemia. Niente mascherine (tranne per il personale scolastico e gli alunni a rischio), niente misure di distanziamento e orari diversificati. Stop anche alla didattica a distanza: se uno studente si ammala di coronavirus rimarrà a casa come se fosse una qualunque influenza e non potrà seguire le lezioni dalla sua camera.

È inoltre il primo anno scolastico in cui i docenti specialisti in educazione fisica insegneranno

Educazione motoria nelle quinte classi della scuola elementare. Proprio su questo aspetto il ministero dell’Istruzione ha emanato una circolare dettagliata agli uffici scolastici e agli istituti.

La polemica sui docenti

Continua a tenere banco la questione del numero di docenti. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi aveva assicurato a margine del Forum Ambrosetti di Cernobbio (Como) che “si sta aprendo un anno scolastico in cui avremo tutti gli insegnanti al loro posto”. Non la pensano così i sindacati, secondo cui mancano ancora circa 200mila professori e 15mila amministrativi. Denunciano inoltre che non sono stati nominati circa 500 dirigenti previsti dall’organico. Altro aspetto su cui stanno dando battaglia è la mancata presenza del cosiddetto “organico Covid”, che due anni fa è stato di 80mila persone tra docenti e Ata (personale amministrativo, tecnico e ausiliario), dimezzato poi a 40mila l’anno scorso.

Le nuove assunzioni

Il ministero fa però sapere che le operazioni d’immissione in ruolo effettuate ad agosto hanno consentito l’assunzione di 50.415 docenti, 9.021 Ata (personale amministrativo, tecnico e ausiliario) e 317 dirigenti scolastici, e che il sistema è tutt’ora al lavoro. “A tutta la scuola italiana – ha detto il ministro Bianchi – va il mio ringraziamento per il grande impegno profuso in questi due anni difficili, che sarà alla base di questo nuovo anno scolastico e di quel ritorno a una normalità per cui abbiamo lavorato e che consentirà, finalmente, di tornare a guardarci in viso, di sederci più vicini, di riprendere attività e abitudini che avevamo dovuto mettere da parte”.

II caro energia

Al Forum Ambrosetti, il ministro Bianchi aveva anche specificato di non aver “mai parlato della possibilità di fare un giorno in Dad per via del caro energia. La mia posizione è chiarissima: di fronte ai problemi che abbiamo e che tutti conosciamo, la scuola deve essere l’ultima a essere toccata”. Su questo versante ministero, sindacati e partiti sono concordi: niente settimane corte per risparmiare (con la Dad a compensare le ore che non sarebbero state fatte a scuola), a meno che non intervengano altre necessità per le quali le scuole decidano autonomamente di adottarle.
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Scuola chiusa in Campania, per il caro bollette: firmata l’ordinanza. La decisione del sindaco

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CAMPANIA. E ci risiamo con el ordinanze, ma stavolta nulla ha a che vedere col Covid. Il 12 settembre, come da copione, la campanella suona nella terra di De Luca, ma a quanto pare non ovunque. Facciamo chiarezza.

Il sindaco di Castello di Cisterna ha deciso di chiudere l’unico plesso di scuole primarie del territorio trasferendo i bambini in quello delle secondarie di primo grado per far fronte al caro energia.

L’ordinanza in Campania

La decisione di Aniello Rega contenuta nell’ordinanza firmata dal sindaco, permetterà i lavori per l’adeguamento energetico, ma ha comunque scatenato il malcontento tra le mamme del piccolo plesso Leonardo Sciascia, che ospita solo cinque classi delle primarie, e di alcuni esponenti di opposizione del piccolo comune del napoletano, che ora chiedono al sindaco di rivedere la decisione presa.

Nel documento, il sindaco ha sottolineato che il provvedimento, che durerà per tutto l’anno scolastico, si è reso necessario visto “il recente notevole aumento delle tariffe dell’energia elettrica e gas” che sta producendo un “forte incremento dei costi a carico dell’amministrazione” e che si “prevede che il mercato energetico possa essere ulteriormente condizionato dalla recentissima evoluzione delle dinamiche internazionali“. (Internapoli)
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