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cronaca

Bibbona, bimbo di 3 anni scivola in piscina e muore annegato. Il dramma sotto gli occhi dei genitori

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Bibbona

BIBBONA. A Bibbona (nel Livornese) un bimbo di tre anni è morto annegato nella piscina della villa dei nonni, di origine milanese. Il piccolo sarebbe caduto in acqua in modo accidentale. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

La villa si trova tra le province di Livorno e Pisa, sulle prime colline dietro il litorale tirrenico. Per il piccolo non c’è stato nulla da fare nonostante i tentativi di rianimazione dei medici del 118, giunti subito sul posto dopo l’allarme dei familiari.

Da Bibbona a Capaccio Paestum, altro dramma

Capaccio Paestum. E’ ricoverata in gravi condizioni una bimba napoletana ustionata dalla fiamma partita nel tentativo di accendere uno zampirone.

Capaccio Paestum – I fatti

La piccola era in vacanza con la famiglia in località Laura di Capaccio Paestum, nel Cilento. Dopo l’incidente domestico per lei è scattato il trasporto in elisoccorso prima a Battipaglia e poi a Napoli.

La vicenda – come racconta Il Mattino – è avvenuta nel pomeriggio di ieri. La bimba, di appena 9 anni, era nel girato di una villetta a pochi passi dal litorale, dove stava trascorrendo qualche giorno di vacanza con la famiglia.

A causa della presenza di zanzare, avrebbe deciso di accendere uno zampirone. Tuttavia, dopo i primi tentativi falliti, ha deciso di aiutarsi con una bottiglia di alcool. A quel punto si è consumato il dramma: una fiamma di ritorno ha travolto la piccola e le ha dato fuoco. Le urla strazianti della minorenne hanno richiamato l’attenzione dei genitori che hanno subito chiamato i soccorsi.

Capaccio Paestum – I soccorsi

Trasportata in codice rosso all’ospedale di Battipaglia, le sono state riscontrate ustioni sul 40% del corpo. Una situazione critica che ha spinto i sanitari a chiederne l’immediato trasferimento all’ospedale Cardarelli di Napoli, dove attualmente la bimba è ricoverata. Non è in pericolo di vita ma ha riportato ferite dall’ombelico al collo. Sotto choc i genitori, che hanno assistito a una scena terribile nel giardino della villetta normalmente usato per trascorrere momenti di relax. (TeleclubItalia)
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cronaca

Riscaldamento, firmato il nuovo decreto con limiti e orari: le nuove date. Esenti da tagli asili e ospedali

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riscaldamento

RISCALDAMENTO. Le riduzioni per il riscaldamento, previste dal decreto che definisce i limiti di esercizio degli impianti a gas, prevedono alcune esenzioni. In particolare, si legge nel provvedimento del ministero della Transizione ecologica, “non si applicano agli edifici adibiti a luoghi di cura, scuole materne e asili nido, piscine, saune e assimilabili e agli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e simili. Per i quali le autorità comunali abbiano già concesso deroghe ai limiti di temperatura dell’aria, oltre che agli edifici che sono dotati di impianti alimentati prevalentemente a energie rinnovabili”.

Riscaldamento – Il decreto

Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha firmato il decreto dal quale si evince che il periodo di accensione degli impianti. “Ridotto di un’ora al giorno e il periodo di funzionamento della stagione invernale 2022-2023 è accorciato di 15 giorni. Posticipando di 8 giorni la data di inizio e anticipando di sette la data di fine esercizio”.

Le possibili deroghe

In presenza di “situazioni climatiche particolarmente severe, le autorità comunali, con proprio provvedimento motivato, possono autorizzare l’accensione degli impianti termici alimentati a gas anche al di fuori dei periodi indicati al decreto, purché per una durata giornaliera ridotta. Inoltre, i valori di temperatura dell’aria sono ridotti di un grado centigrado”.

Il vademecum

Per agevolare l’applicazione delle nuove disposizioni, spiega il ministero, “Enea pubblicherà un vademecum con le indicazioni essenziali per impostare correttamente la temperatura di riscaldamento che gli amministratori di condominio potranno rendere disponibile ai condomini”.


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cronaca

Grave lutto per Dino Piacenti: “Grazie per averci donato tutto”. L’annuncio sui social

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Dino Piacenti

DINO PIACENTI. Grave lutto per Dino Piacenti che piange la mamma Concetta. L’annuncio è arrivato dallo stesso speaker radiofonico e storico ideatore e conduttore di “We Can Dance”.

Queste le sue commoventi parole sui social: “Sei stata una Mamma meravigliosa e una Nonna senza pari, grazie per averci donato tutto il tuo amore. Una Mamma e’ la luce che illumina la casa… e quando non c’è più e’ la stella che illumina il Cielo. Son sicuro che anche da lassù continuerai a tenermi d’occhio e ad aiutarmi a fare sempre la cosa giusta. Mamma Buon viaggio. Salutami Papa’ e Cucciolo”.

Dal lutto di Dino Piacenti a Cervinara: altro dramma, Giuseppe muore a 39 anni

CAMPANIA. Un malore improvviso e fatale si porta via per sempre Giuseppe a soli 39 anni. Dolore, profondo dolore, e sconcerto a Cervinara per la morte di un ragazzo di appena 39 anni. Si chiamava Giuseppe Cioffi e lavorava come parrucchiere presso un importante negozio che si trova a Rotondi ma che ha una folta clientela che arriva da tutta la Valle Caudina.

Chi era Giuseppe Cioffi

Giuseppe era appassionato del suo lavoro e tante clienti chiedevano sempre più spesso di lui. Giuseppe aveva un tocco magico e poi sapeva scegliere sempre il taglio o la pettinatura migliore ed adeguata rispetto alle esigenze della persona che si rivolgeva a lui.

D’estate e durante le belle giornate raggiungeva Rotondi a piedi dalla sua abitazione che si trova a Rione San Pietro. Questa mattina, purtroppo, nessuno lo ha visto camminare verso Rotondi.

Gli ultimi istanti di Giuseppe

Nella notte, intorno all’una e mezza, Giuseppe ha accusato un malore. La mamma, la signora Anna Manna, ha dato subito l’allarme. Sul posto è arrivata un’ambulanza della postazione 118 di Cervinara.

I sanitari hanno fatto di tutto per salvargli la vita ma il cuore di Giuseppe ha deciso di non ripartire. La mamma, già vedova, ha visto morire anche quel suo figlio che rappresentava un vero e proprio orgoglio per lei. Dolore straziante per la povera donna e dolore straziante anche per la fidanzata di Giuseppe, Rosa. (Edizione Caserta)

Ambulanza senza medico

Giuseppe Cioffi è morto per complicazioni cardiache. Tempestivi sono stati i soccorsi. L’ambulanza del 118 della postazione di Cervinara è arriva velocemente nell’abitazione del 39enne. Ma lo stesso mezzo di soccorso era senza medico a bordo.

Purtroppo si tratta di una situazione che è esplosa durante la stagione estiva. I medici convenzionati in servizio presso il 118 di Cervinara non erano in numero tale da coprire tutti i turni.

Questo voleva dire che, in alcuni turni, l’ambulanza doveva uscire senza medico, ma solo con infermiere ed autista volontario. Con la visita a Cervinara, lo scorso 25 agosto del nuovo direttore generale dell’Asl Avellino, Mario Ferrante, l’emergenza sembra risolta. Il manager si impegnò a riportare la normalità e, quindi, un medico per ogni turno.

Purtroppo, però, da sabato scorso, primo ottobre, i quattro comuni irpini che vengono serviti dalla postazione 118 di Cervinara, devono fare i conto con la roulette russa della mancanza di un medico di determinati turni.

Uno di questi turni è stato proprio quello della notte scorsa, quando Giuseppe Cioffi ha avvertito il malore fatale. Noi non abbiamo gli strumenti per rispondere alla domanda. Non sappiamo se Giuseppe poteva salvarsi se ci fosse stato il medico di turno.

Impossibile per scongiurare la morte

Di certo, l’infermiere ed il soccorritore hanno fatto l’impossibile per scongiurare la morte di Giuseppe. E’indubbio, però, che con il medico si poteva fare ancora di più. Questo non vuol dire che gli avrebbe salvato la vita, ma Giuseppe avrebbe avuto qualche chance in più.

Del resto, le regole del Triage, ossia del soccorso moderno, impongono la presenza del medico sull’ambulanza. Anche perchè, durante il tragitto verso l’ospedale, le condizioni del paziente possono peggiorare.

Grande è il dolore per la morte di questo ragazzo, fortissima è la rabbia per una domanda che resterà senza risposta. Nella notte è toccato a Giuseppe, oggi o domani può capitare a tutti noi. Il diritto alla salute non può essere regolato da un gioco come la roulette russa.  Fate presto a risolvere questa situazione e fatelo ora.(VocediNapoli)
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campania

Torre Annunziata, il Savoia pagava la camorra per “giocare in tranquillità”

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Torre Annunziata

TORRE ANNUNZIATA. Costretti a versare 130mila euro al clan per portare avanti in tranquillità la loro attività sportiva di squadra di calcio dilettantistica al campionato di Eccellenza campana.

I dirigenti del Savoia Calcio, di Torre Annunziata (Napoli)

Avrebbero pagato il pizzo richiesto agli emissari dei Gionta nel giro di sette mesi, tra il novembre 2021 e il maggio 2022. E’ quanto emerge da un’inchiesta in seguito alla quale i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro soggetti ritenuti vicini al clan locale.

Associazione a delinquere di tipo mafioso ed estorsioni

Per loro l’accusa a vario titolo è di associazione a delinquere di tipo mafioso ed estorsioni, aggravate sia dalle modalità mafiose sia dall’agevolazione del sodalizio criminale operante tra Torre Annunziata e le zone limitrofe. Il Savoia ha una lunga tradizione alle spalle, con trascorsi in serie B (l’ultima volta nel 1999/2000) e l’orgoglio di una finale scudetto nel 1924, nel calcio dei pionieri, quando il titolo vinto dal Genoa.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, che mantengono il più stretto riserbo sull’identità dei soggetti raggiunti dall’ordinanza cautelare in carcere, sono emersi due episodi di estorsione consumata e uno di tentata estorsione.

Torre Annunziata – Minacciate anche altre persone

Le indagini confermano come anche il titolare di un’attività ittica costretto, sotto le minacce estorsive degli stessi soggetti, a versare 300 euro alla settimana nello stesso periodo di riferimento delle verifiche. E’ stato inoltre appurato che un elettricista sarebbe stato minacciato, e forse anche fatto oggetto di violenze (ma su questo non ci sono certezze) da parte di alcune delle stesse persone coinvolte. Secondo quanto emerso, l’uomo aveva realizzato lavori privati nell’abitazione di un elemento di spicco del clan Gionta e sarebbe stato poi oggetto delle attenzioni degli estorsori affinché non pretendesse il pagamento per i lavori svolti. (Tgcom24)


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