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Assegno Unico, BRUTTE NOTIZIE PER I PERCETTORI: CHI RISCHIA DI PERDERE IL SUSSIDIO. Cosa sta accadendo e come fare per non perdere le mensilità

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ASSEGNO UNICO. Chi rischia di perdere il diritto all’Assegno unico? Vediamo insieme cosa dovranno fare tutti quei cittadini che percepiscono l’ultima mensilità – la diciottesima o la trentaseiesima – di reddito di cittadinanza nel mese corrente.

Assegno unico e reddito di cittadinanza, due misure compatibili

Il reddito di cittadinanza, la prestazione di contrasto alla povertà introdotta per la prima volta nel 2019 per aiutare tutti quei cittadini che si trovano in condizione di disagio economico, è compatibile con l’assegno universale per figli a carico.

Potremmo anche dire che le due misure sono profondamente legate. Poiché a chi percepisce mensilmente la prestazione pentastellata,arriva quasi contemporaneamente anche il pagamento dell’assegno per figli a carico.

La differenza tra i normali percettori della misura per figli e i beneficiari del reddito di cittadinanza sta proprio in questo. Ai primi, l’assegno per figli viene corrisposto su domanda; mentre i secondi lo ricevono in automatico, anche se in alcuni casi è richiesta la compilazione del modulo Rdc com AU.

Abbiamo poi altre differenze

Ai normali percettori, il sussidio per i figli da zero a 21 anni viene versato dall’Inps su l’IBAN, mentre aipercettori di reddito di cittadinanza arriva sulla carta RdC.

L’ultima differenza

Sta nella mensilità corrispondente all’assegno unico, che ai normali percettori corrisposto nel mese stesso di competenza. Mentre ai beneficiari di RdC si riferisce al mese antecedente.

Per i percettori del reddito di cittadinanza, però, c’è un grande problema a cui dover far fronte: il mese di sospensione del pagamento.

Ricordiamo brevemente che la misura viene erogata dall’Inps e da Poste Italiane per un totale di 18 mensilità consecutive, al termine delle quali potrà essere richiesto il rinnovo previo un mese di stop.

Quindi, cosa deve fare chi ha iniziato a percepire la prima rata RdCa marzo 2021 e riceverà la diciottesima e ultima ad agosto, per non perdere l’assegno unico?

Stop all’assegno unico sul reddito di cittadinanza: ecco cosa fare per non perderlo

Purtroppo, chi termina le 18 o le 36 mensilità del reddito di cittadinanza, per ottenere ancora l’assegno unico deve presentare domanda all’Inps.

La domanda per percepire normalmente l’assegno unico terminate le mensilità di percezione del Rdc dovrà essere inoltrata all’Istituto di Previdenza Sociale nello stesso mese in cui si percepisce l’ultimo accredito.

Facciamo un esempio, chi ha ricevuto l’ultima rata di reddito anti-povertà nel mese corrente e dovrà attendere il mese di settembre per richiedere il rinnovo, se non vuole perdere il pagamento dell’assegno unico deve richiedere il sussidio per figli a carico proprio nel mese di agosto.

Inoltrando la richiesta ad agosto, il nucleo beneficiario del reddito di cittadinanza riceverà il pagamento dell’assegno unico a settembre, riferito al mese stesso di competenza (settembre per settembre) e non al mese precedente, come accade solitamente.

Inoltre, come abbiamo visto in precedenza, l’accredito sarà effettuato non più sulla Rdc card, ma sull’IBAN che la famiglia interessata al sostegno inserirà in fase di presentazione della domanda.

Dal mese di ottobre, poi, il nucleo, se rispetta tutti i requisiti per ottenere nuovamente il sostegno, riinizierà a percepire il reddito di cittadinanza e, con esso, l’assegno unico, che tornerà ad essere corrisposto sulla Rdc card.

Insomma, abbiamo visto che il meccanismo per ricevere l’assegno unico per i percettori di Rdc non è così semplice. Andiamo, ora, a vederecome si può presentare domanda per l’assegno unico.

Assegno unico, come fare domanda all’Inps

L’assegno universale per figli a carico potrà essere richiesto secondo tre modalità differenti. La prima è per via telematica, la secondatelefonica e la terza attraverso Caf e patronati.

Partiamo dalla prima delle tre. Il sostegno per figli da zero a ventuno anni potrà essere domandato effettuando l’accesso con una delle tre identità digitali fra SPID (sistema pubblico di identità digitale), CIE (carta di identità elettronica), CNS (carta nazionale dei servizi).

Da questo momento, il nucleo interessato alla prestazione dovrà digitare nella barra di ricerca “assegno unico e universale” per poi procedere alla compilazione della domanda. Ricordiamo che in presenza di più figli dovranno essere presentate due domande, attraverso l’opzione “aggiungi figlio”.

La seconda modalità per la richiesta del sostegno è attraverso il call center integrato, attivo dal lunedì al venerdì dalle 08:00 alle 20:00, il sabato dalle 08:00 alle 14:00. Potrete chiamare da rete fissa al numero 803 164 gratuitamente, oppure secondo i costi del vostro piano tariffario, da cellulare al numero 06 164 164. In questo modo un operatore Inps invierà la richiesta per voi.

Infine, potrete chiedere aiuto ad un centro di assistenza fiscale CAF o ad un patronato.

Ricordiamo che, per presentare la domanda è indispensabile l’ISEE, soprattutto per avere il giusto compenso. In assenza dell’indicatore della situazione economica, infatti, Inps corrisponderà l’importo minimo erogabile, che solitamente viene versato a chi possiede redditi superiori a 40 mila euro. (TheWam)
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