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Elezioni 2022

Elezioni 2022, Carfagna a Napoli contro le destre: “Prima attaccano il Patto per il Sud, poi sarà la volta del Pnrr”

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Elezioni Carfagna

ELEZIONI 2022. “Chi dice che non c’è posto per il terzo polo o possiede una sfera di cristallo o è dotato di una presunzione enorme e sfacciata. Io penso che in Italia ci sia posto per il polo della serietà, della responsabilità, della concretezza, che ha un obiettivo molto semplice: proseguire con il metodo Draghi, quel metodo che ha prodotto risultati importanti, consentendo al Paese di affrontare una pandemia drammatica, abbassando le tasse per 8 miliardi di euro, stanziando 45 miliardi di euro per far fronte al caro energia, al caro prezzi e materie prime, e affrontando anche per la prima volta, non in toni rivendicativi, il tema della questione meridionale”.

Lo ha spiegato la ministra per il Sud Mara Carfagna, intervenendo a margine di una iniziativa elettorale di Azione e Italia viva a Napoli. “Noi proponiamo la continuità con il metodo Draghi e il nostro auspicio, la nostra speranza – afferma – è che dopo Draghi a palazzo Chigi ci sia quel premier che tutto il mondo ci ha invidiato perché considerato l’italiano più autorevole”.

Elezioni 2022 – L’autonomia PER I TERRITORI

“L’autonomia rappresenta sicuramente un’opportunità per i territori, per responsabilizzare gli amministratori, ma è un’autonomia che deve essere fatta nel pieno rispetto del dettato costituzionale”. La pensa così la ministra per il Sud Mara Carfagna, interpellata a margine di una iniziativa elettorale a Napoli. “La costituzione – aggiunge la ministra – prescrive l’istituzione di un fondo di perequazione per tutelare i territori con minore capacità fiscale, più svantaggiati, e soprattutto l’introduzione e il finanziamento dei Lep. Noi abbiamo iniziato a farlo perché grazie al governo Draghi abbiamo iniziato ad abolire il principio della spesa storica e ad affrontare con energia il tema delle discriminazioni e delle disuguaglianze, finanziando per la prima volta i Lep. Non sono affermazioni teoriche, sono cose molto pratiche”.

La crisi in Forza Italia

“Per ragioni di stile mi sono imposta di non commentare ciò che accade dentro Forza Italia. Non commento quello che è accaduto negli ultimi giorni, è sotto gli occhi di tutti, invito solo a fare una riflessione: quella che un tempo era la casa dei liberali e dei moderati, una volta che è stata occupata ed egemonizzata dagli estremisti, è diventata inospitale per molti. Mi limito a fare questa riflessione che riguarda anche me e che ha determinato la mia scelta, sofferta, dolorosa, di abbandonare”. Ha poi commentato i numerosi addii registrati in Forza Italia Campania dopo la presentazione delle liste.

Il Patto per Napoli

“Quando sento mettere in discussione il Patto per Napoli penso che sia solo l’inizio, perché chi oggi approfitta della caduta del governo Draghi per rimettere in discussione il Patto per Napoli probabilmente domani metterà in discussione la quota Sud del Pnrr, cioè quella clausola che ha blindato a favore del Mezzogiorno il 40% delle risorse del Pnrr”. La ministra assicura che i partiti del terzo polo sono “determinati a difendere ogni euro che il governo Draghi ha stanziato a favore del Mezzogiorno. Non permetteremo che le speranze di 20 milioni di cittadini meridionali vengano distrutte con la solita scusa sentita già tante volte che il Sud non sa spendere e, quindi, dirottiamo le risorse al Nord. Il Sud sa spendere e, soprattutto, di fronte a qualunque tipo di inadempienza abbiamo introdotto i poteri di affiancamento e di sostituzione che aiuteranno le amministrazioni a spendere bene”.

L’emergenza gas e l’inflazione

“Siamo assolutamente consapevoli delle preoccupazioni degli italiani. Il governo farà la sua parte fino in fondo, soprattutto per quanto riguarda l’emergenza gas e l’innalzamento dei prezzi dell’energia e l’inflazione”. “Siamo al lavoro nonostante il governo si trovi a operare nella cosiddetta dimensione dell’ordinaria amministrazione, ma – osserva la ministra – stiamo facendo il nostro dovere e lo faremo, provando a reperire in Italia le risorse necessarie, oltre ai 45 miliardi di euro che abbiamo già stanziato e che evidentemente non sono più sufficienti, ma lo faremo soprattutto in Europa, dove grazie all’autorevolezza di quel premier che è stato mandato a casa da partiti e leader irresponsabili, si fa strada sempre di più l’idea di mettere un tetto al prezzo del gas”. “L’apertura della Germania in questo senso – dice – apre una prospettiva importante alla possibilità che si possa agire insieme per proteggere famiglie e imprese dagli aumenti”.

“Sul gas il governo farà il suo dovere fino in fondo: l’apertura tedesca sul tetto europeo ai prezzi, che Mario Draghi ha sollecitato fin dall’inizio del conflitto in Ucraina, apre nuove, concrete, possibilità per un’azione comune a tutela delle famiglie e delle imprese. Certo, è surreale vedere gli stessi che hanno messo alla porta Draghi supplicarlo di intervenire prima del voto per trovare soluzioni. Solo la nostra responsabilità, solo il nostro rispetto per l’Italia e per gli italiani, ci impedisce di rispondere: perché non aspettate un mese e ci pensate voi, che siete così bravi?”.

Il ponte sullo stretto

“Ritengo il ponte sullo Stretto un’opera molto importante, sicuramente a completamento poi di un sistema di collegamenti che noi abbiamo programmato e finanziato. Penso all’Alta velocità Salerno-Reggio Calabria ma anche alla tratta Palermo-Messina-Catania sono opere che verranno completate grazie al Pnrr e al fondo complementare. A completamento di questo quadro, sicuramente ritengo indispensabile il ponte sullo Stretto di Messina, ma chi dice che si può fare con il Pnrr non conosce com’è fatto il Pnrr, che impone che le opere vengano completate entro il 2026”.
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