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Pnrr, Draghi chiede sprint: 20 obiettivi in 2 mesi. Il piano

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PNRR. Il premier ha chiesto ai suoi ministri di accelerare sul Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’idea è di realizzare nei prossimi 2 mesi oltre il 50% degli obiettivi e dei traguardi in scadenza a fine anno. Per questo è stato chiesto uno “sforzo eccezionale” per anticipare, rispetto alle previsioni condivise con l’Ue, il raggiungimento di alcuni obiettivi: a settembre 11 invece di 3, a ottobre 9. Sono 55, in tutto, i traguardi in scadenza a dicembre

Accelerare sul Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. È questa la richiesta del premier Mario Draghi ai suoi ministri. Una richiesta arrivata nel corso della riunione del Cdm di giovedì e accompagnata, di fatto, da un cronoprogramma dei lavori che rappresenta un vero e proprio sprint autunnale per centrare i target. Sarà uno “sforzo eccezionale richiesto alle amministrazioni coinvolte per i prossimi due mesi”, ha detto il sottosegretario Roberto Garofoli. Entro ottobre dovranno essere realizzati 20 obiettivi

L’idea è di realizzare nei prossimi 2 mesi oltre il 50% degli obiettivi e dei traguardi del Pnrr in scadenza a fine anno

La presidenza del Consiglio ha chiesto ai ministeri di anticipare, rispetto alle previsioni condivise con l’Ue, il raggiungimento di alcuni obiettivi: in particolare, ha chiesto di raggiungere a settembre 11 obiettivi invece di 3 e di raggiungerne altri 9 entro ottobre (quando non erano previste scadenze). A novembre e dicembre si dovranno conseguire i restanti traguardi in scadenza: 55 in tutto, da verificare poi con la Commissione europea

Secondo la ricognizione fatta da Palazzo Chigi, al momento risultano conseguiti 9 traguardi del Piano di ripresa e resilienza, di cui 8 in anticipo rispetto alla scadenza prevista per il quarto trimestre 2022. Si tratta dei piani di investimento per progetti di rigenerazione urbana presentati dalle città metropolitane; della strategia di investimento dei fondi della Bei per i piani urbani integrati; della riforma delle commissioni tributarie; del piano d’azione per la bonifica dei siti orfani

E ancora: dell’aggiudicazione degli appalti per la progettazione e la realizzazione del sistema europeo di gestione del traffico ferroviario. Ok anche alla semplificazione delle procedure per la pianificazione strategica del sistema portuale italiano e delle procedure di autorizzazione per gli impianti di cold ironing (lo spegnimento dei motori navali durante l’ormeggio in porto). Via libera alla legislazione primaria in materia di formazione di qualità del personale scolastico e all’istituzione della nuova Agenzia per la cybersicurezza nazionale

I TRAGUARDI DI FINE SETTEMBRE

Dei quattro traguardi che scadono il 30 settembre 2022, uno risulta conseguito, mentre per gli altri tre si prevede il rispetto della deadline. Poi ci sono gli altri otto risultati da anticipare. Tra questi: il sistema di certificazione della parità di genere e i relativi meccanismi di incentivazione per le imprese; l’entrata in vigore della legge annuale sulla concorrenza 2021 (si richiede l’adozione di un provvedimento legislativo d’urgenza)

E ancora: il piano di rafforzamento 2021-23 dei centri per l’impiego; il decreto ministeriale di adozione del piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso. Tra gli step indicati per ottobre, poi, ci sono: gli atti delegati per la riforma del processo civile e penale e l’aggiudicazione dell’appalto (o degli appalti) per la ferrovia ad alta velocità sulle linee Napoli-Bari e Palermo-Catania

Intanto, ci sarà un mese in più di tempo

quindi 3 mesi in totale e non 2 – per l’esame preliminare a Bruxelles della richiesta dell’Italia di pagamento della seconda tranche da 21 miliardi del Pnrr. Secondo l’Ansa, il termine è ora il 29 settembre, 4 giorni dopo le elezioni. La Commissione ha confermato che c’è stata una proroga di un mese, decisa “a seguito di una valutazione congiunta” e convenuta “per consentire un tempo sufficiente per gli scambi durante il periodo estivo e facilitare il lavoro da entrambe le parti”

La seconda richiesta di pagamento nell’ambito del Recovery per 21 miliardi (al netto dei prefinanziamenti) era stata fatta dall’Italia il 29 giugno dopo aver rispettato 45 tappe e obiettivi: target e milestone relativi a riforme “all’interno della pubblica amministrazione, degli appalti pubblici, dell’amministrazione fiscale, dell’istruzione e dell’assistenza sanitaria territoriale, nonché gli investimenti in banda ultra larga e 5G, turismo e cultura, idrogeno, rigenerazione urbana e digitalizzazione delle scuole”, ha ricordato la Commissione

Completata la valutazione, la Commissione invierà il parere al Comitato economico e finanziario, che si esprimerà entro 4 settimane. La parola tornerà alla Commissione, che adotterà la decisione finale sull’erogazione. Ad agosto 2021 la Commissione aveva versato 24,9 miliardi all’Italia (8,957 a fondo perduto), come anticipo del 13% sui 191,5 mld dell’ammontare totale del Recovery previsto fino al 2026 (68,9 mld di sovvenzioni previste). Il primo pagamento vero e proprio per 21 miliardi è arrivato ad aprile 2022. (SKYTG24)
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