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Covid in Campania, calano i contagi e ricoveri in intensiva: il bollettino del 5 settembre

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Covid Campania

CAMPANIA. Continuano a calare, in Campania, i contagi. Secondo il Bollettino della Regione Campania, sono 499 i neo positivi al Covid su 4201 test esaminati. Ieri il tasso di incidenza era pari al 13,97%, oggi a fronte anche di un numero inferiore di test, è pari alll’11,87%.

Un decesso nelle ultime 48 ore; tre deceduti in precedenza ma registrati ieri. Calano anche i ricoveri in intensiva con 8 posti letto occupati (-1 rispetto a ieri); in degenza c’è invece un aumento con 277 posti letto occupati (+13 rispetto a ieri).

Ci sono 499 nuovi casi di positività al Covid-19 registrati in Campania a fronte di 4.201 test processati. Hanno dato esito positivo 467 test antigenici e 32 tamponi molecolari. Lo comunica l’unità di crisi regionale. I deceduti sono quattro, un morto nelle ultime 48 ore e tre in precedenza ma registrati ieri. I ricoverati in degenza sono 277 e sono 8 i posti letto di terapia intensiva occupati.

Dal Covid alla sicurezza. Napoli, spari tra i turisti in centro: “Qui si rischia di morire”. E’ allarme sicurezza: incontro in Prefettura con il sindaco Manfredi

NAPOLI. Dopo i colpi di pistola esplosi in piazza Trieste e Trento nella notte tra sabato e domenica, per oggi pomeriggio è stata convocata in Prefettura una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza. Lo ha riferito il sindaco d Napoli, Gaetano Manfredi, che nella giornata di ieri ha sentito il prefetto, Claudio Palomba.

“Durante il Comitato – ha detto Manfredi – analizzeremo questo caso e prenderemo i provvedimenti che sono necessari. Ricordo sempre che come Comune noi possiamo disporre delle nostre competenze sulla polizia municipale e che i problemi della criminalità sono questioni in capo alla Questura e ai Carabinieri, ma stiamo lavorando tutti insieme”. Il primo cittadino ha ribadito che “Napoli ha bisogno di più controllo e più sorveglianza e su questa linea ci dobbiamo muovere sempre”.

Il Comitato servirà, ha spiegato il primo cittadino, ad analizzare “questo caso (gli spari a piazza Trieste e Trento, ndR) e prenderemo i provvedimenti che sono necessari. Ricordo sempre che come Comune noi possiamo disporre delle nostre competenze sulla polizia municipale e che i problemi della criminalità sono questioni in capo alla Questura e ai carabinieri, ma stiamo lavorando tutti insieme”.

Manfredi ha anche ribadito che “Napoli ha bisogno di più controllo e più sorveglianza e su questa linea ci dobbiamo muovere sempre”.

Napoli, gli spari in piazza Trieste e Trento

L’obiettivo del raid, avvenuto poco prima delle 2 di notte, pare fosse un 49enne pregiudicato. L’uomo peraltro sembra sia anche stato raggiunto da un proiettile ad una gamba. Il teatro degli spari a quell’ora era ancora frequentato e c’erano anche diversi bambini. Un video della sorveglianza ha ripreso ogni cosa, panico dei presenti compreso.

Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Napoli e Campania, ha rilasciato un duro comunicato su quanto accaduto sottolineando che “gli esercenti di piazza Trieste e Trento non ne possono più”. È necessario – ha aggiunto – “agire in fretta per evitare che molti imprenditori decidano di gettare la spugna”.
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Torre Annunziata, il Savoia pagava la camorra per “giocare in tranquillità”

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Torre Annunziata

TORRE ANNUNZIATA. Costretti a versare 130mila euro al clan per portare avanti in tranquillità la loro attività sportiva di squadra di calcio dilettantistica al campionato di Eccellenza campana.

I dirigenti del Savoia Calcio, di Torre Annunziata (Napoli)

Avrebbero pagato il pizzo richiesto agli emissari dei Gionta nel giro di sette mesi, tra il novembre 2021 e il maggio 2022. E’ quanto emerge da un’inchiesta in seguito alla quale i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro soggetti ritenuti vicini al clan locale.

Associazione a delinquere di tipo mafioso ed estorsioni

Per loro l’accusa a vario titolo è di associazione a delinquere di tipo mafioso ed estorsioni, aggravate sia dalle modalità mafiose sia dall’agevolazione del sodalizio criminale operante tra Torre Annunziata e le zone limitrofe. Il Savoia ha una lunga tradizione alle spalle, con trascorsi in serie B (l’ultima volta nel 1999/2000) e l’orgoglio di una finale scudetto nel 1924, nel calcio dei pionieri, quando il titolo vinto dal Genoa.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, che mantengono il più stretto riserbo sull’identità dei soggetti raggiunti dall’ordinanza cautelare in carcere, sono emersi due episodi di estorsione consumata e uno di tentata estorsione.

Torre Annunziata – Minacciate anche altre persone

Le indagini confermano come anche il titolare di un’attività ittica costretto, sotto le minacce estorsive degli stessi soggetti, a versare 300 euro alla settimana nello stesso periodo di riferimento delle verifiche. E’ stato inoltre appurato che un elettricista sarebbe stato minacciato, e forse anche fatto oggetto di violenze (ma su questo non ci sono certezze) da parte di alcune delle stesse persone coinvolte. Secondo quanto emerso, l’uomo aveva realizzato lavori privati nell’abitazione di un elemento di spicco del clan Gionta e sarebbe stato poi oggetto delle attenzioni degli estorsori affinché non pretendesse il pagamento per i lavori svolti. (Tgcom24)


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Covid in Campania, 2.281 casi. Tasso di positività al 16,18%

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Covid Campania

COVID. Negli ospedali si continua a registrare un aumento di ricoveri nelle terapie intensive con 11 posti letto occupati (più due rispetto a ieri). Aumento anche nelle degenze con 575 posti letto occupati (22 in più rispetto a ieri)

Aumentano in Campania sia i contagi che i ricoveri. Secondo i dati del Bollettino della Regione Campania, sono 2.281 i neo positivi al Covid su 14.091 test esaminati. Ieri l’indice di contagio era pari al 14,9% mentre oggi sale al 16,18%.

Il bollettino

Nessun decesso nelle ultime 48 ore, due deceduti in precedenza ma registrati ieri. Negli ospedali si continua a registrare un aumento di ricoveri nelle terapie intensive con 11 posti letto occupati (più due rispetto a ieri). Aumento anche nelle degenze con 575 posti letto occupati (22 in più rispetto a ieri).

Covid in Italia: il bollettino del 6 ottobre 2022

Processati 222.926 tamponi. In aumento ricoveri (+115) e intensive (+9). “Aumentano ancora le dosi di vaccino somministrate in Italia ogni giorno”, riferisce il ministero della Salute. Gimbe: +51,9% di contagi, si inverte curva intensive (+21,1%). Balzo dei ricoveri ordinari, giù i decessi (-8,5%).

Continua a salire la curva delle infezioni in Italia. Sono infatti 44.853 i nuovi casi di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore a fronte di 56 decessi. Processati in totale 222.926 tamponi per un tasso di positività al 20,1% mentre sul fronte ospedaliero crescono sia i ricoveri (+115 a quota 5.188) sia le terapie intensive (+9 a 180). È quanto emerge dagli ultimi dati giornalieri pubblicati dal ministero della Salute sull’andamento della pandemia nel nostro Paese.

In peggioramento anche i dati su base settimanale registrati da Gimbe. Secondo la fondazione, nei sette giorni dal 28 settembre al 4 ottobre i contagi sono aumentati del 51,9% a quota 244.353, i ricoveri sono passati da 3.653 a 4.814 e le rianimazioni hanno toccato le 155 unità contro il precedente dato di 128. Si intensifica però anche la campagna vaccinale, che ha toccato un nuovo record: il 5 ottobre sono infatti state inoculate 34.389 dosi, una cifra che supera anche il primato messo a segno nel mese di settembre. (Skytg24)


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Ingeriscono mandragora convinti di mangiare spinaci: 10 persone ricoverate, una è grave

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Ingeriscono mandragora convinti di mangiare spinaci: 10 ricoverati a Pozzuoli

Avrebbero ingerito verdura velenosa, probabilmente della mandragora, convinti di mangiare degli spinaci o delle biete. Ci sarebbe questo, secondo le prime ricostruzioni, dietro il ricovero di 5 persone, finite in ospedale nella notte a Pozzuoli, in provincia di Napoli, con sintomi da intossicazione; una di loro, le cui condizioni sono più gravi, è in prognosi riservata.

Dopo i primi ricoveri ce ne sono stati altri 5, portando a 10 il numero degli intossicati, con tutta probabilità collegati tra loro.

Le prime cinque vittime appartengono a due distinti nuclei familiari; quattro di loro, una coppia di mezza età e due coniugi anziani, abitano a Monte di Procida mentre la quinta, un giovane, vive a Quarto; le altre 5 appartengono ad altre due famiglie, portando quindi a tre i nuclei fino ad ora coinvolti.

La verdura sarebbe stata acquistata in diversi negozi dei due comuni flegrei, venduta come prodotto sfuso e non imbustato. Non si esclude che i commercianti si siano riforniti dalla stessa persona, che potrebbe aver venduto loro la mandragora inconsapevolmente. L’Asl Napoli 2 Nord ha allertato i Pronti Soccorso del territorio per eventuale arrivo di altri intossicati.

In ospedale sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Pozzuoli, incaricati delle indagini col supporto dell’Asl; i militari in mattinata, insieme agli specialisti del Nas e ai tecnici della prevenzione dell’Asl Napoli 2 Nord, hanno ritirato a scopo precauzionale alcune partite di verdura da fruttivendoli e market alimentari di Pozzuoli e Quarto; si tratta, in tutti i casi, di verdura venduta sfusa.

In queste i militari stanno cercando di ricostruire la provenienza della merce e capire quanta verdura velenosa risulta venduta. L’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate ha invitato i cittadini di quelle zone a prestare particolare attenzione alle verdure acquistate, soprattutto se non confezionate.

Le parole del sindaco di Pozzuoli

In merito ai casi di intossicazione da mandragora verificatisi nell’area flegrea il sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni, invita alla prudenza: “In attesa dei relativi chiarimenti si raccomanda di evitare di acquistare e consumare verdure simili sfuse (spinaci, biete etc.).

Siamo vicini ai cittadini intossicati e ai loro familiari e seguiamo, insieme alle forze dell’ordine ed alle autorita’ sanitarie, l’evolversi della situazione”. Le forze dell’ordine, in collaborazione con l’Asl Napoli 2 Nord, stanno lavorando per risalire alla filiera che ha provocato i casi di intossicazione.
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