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Johnson lascia Downing Street: “Sono fiero di quanto ha fatto il mio governo, il più fervido sostegno a Liz Truss”

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Boris Johnson

Johnson lascia Downing Street.  Boris Johnson si è congedato da Downing Street con un discorso d’addio prima di recarsi a Balmoral, in Scozia, dove rassegnerà formalmente le sue dimissioni da premier nelle mani della Regina Elisabetta per passare il testimone alla nuova premier britannica Liz Truss. Davanti a familiari e sostenitori, ha ribadito di essere fiero di quanto fatto nei suoi tre anni di governo, sottolineando il sostegno militare a Kiev contro la Russia e il calo della disoccupazione.

La polemica: “Regole cambiate in corsa”

Ad ascoltare le sue parole c’erano anche la First Lady Carrie, la sorella Rachel, la fedelissima Nadine Dorries, ministro della Cultura, e vari collaboratori. Il primo ministro uscente non ha mancato di sottolineare ancora una volta in tono critico le circostanze che lo hanno costretto a rinunciare alla guida del governo, accennando polemicamente a “cambiamenti ci regole in corsa” invocate contro di lui nel gruppo parlamentare dei Tory per obbligarlo “alla staffetta”. Un’uscita di scena, ha insistito, che colpisce un governo frutto della “più grande vittoria elettorale dal 1979” e che nelle sue parole è stato capace di portare a compimento la Brexit, ridurre la disoccupazione e far ripartire il Paese e la sua economia dalla pandemia grazie a un programma vaccinale anti-Covid realizzato in anticipo rispetto a tutti gli altri Paesi europei.

La guerra e la crisi economica

Sugli aiuti di Londra a Kiev, Johnson ha precisato che potrebbero aiutare l’Ucraina a rovesciare le sorti “della peggiore guerra in Europa in 40 anni”. Ha inoltre imputato parte della responsabilità dell’attuale crisi economica a Vladimir Putin, che comunque, ha affermato, non riuscirà mai a “bullizzare” il Regno Unito e il suo popolo.

“Il mio sostegno a Liz Truss”

Johnson ha inoltre esposto la sua intenzione di “tornare all’aratro” del lavoro politico dietro le quinte, confermando quindi indirettamente di voler mantenere il suo seggio da deputato per garantire “il sostegno più fervido” alla sua erede Liz Truss, finora ministro degli Esteri, proclamata nuova leader Tory e destinata a guidare la Gran Bretagna come primo ministro dopo il passaggio di consegne nelle mani della Regina a Balmoral.

“Ora è tempo per tutti noi di schierarci dietro Liz Truss”, ha sottolineato, precisando che il nuovo governo ha un piano per far fronte al caro-vita determinato dalla crisi attuale dell’energia. “E’ tutto amici”: così ha chiuso il suo discorso parlando davanti al numero 10 di Downing Street, dove ha affermato ancora una volta l’ “unità indistruttibile” del Regno respingendo indirettamente le pulsioni indipendentiste della Scozia.(Tgcom24)Seguici sul nostro canale Youtube 41esimoparallelo
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