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Addio Regina Elisabetta, se ne va il simbolo del ‘900. Paese ufficialmente in lutto: si ferma tutto. Come funziona la linea di successione

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ADDIO ELISABETTA. Dopo la morte della Regina Elisabetta, a diventare re è il principe 73enne Carlo. La linea di successione al trono britannico è regolata dall’Act of Settlement del 1701, dalla Succession to the Crown Act del 2013 e dalla Common law.

Secondo queste norme, il monarca è seguito nella successione dal suo discendente più diretto. Ecco che quindi dopo Carlo toccherebbe al principe William. Seguirebbero i figli di quest’ultimo in ordine di nascita, dunque George, Charlotte e Louis. Sesto in linea di successione è Harry.

Subito dopo il secondogenito di Carlo e Lady D, ci sono i suoi figli (sempre in ordine di nascita): Archie e poi Lilibet. Solo a questo punto si inseriscono gli altri figli e nipoti della Regina: al nono posto in linea di successione, infatti, si posiziona il principe Andrea (dovrebbe esserci la secondogenita Anna, che invece è diciassettesima perché scavalcata dai fratelli maschi e dai loro figli: prima della Succession to the Crown Act del 2013, infatti, le donne dovevano cedere il posto ai fratelli maschi).

Con la morte della Regina Elisabetta

Quindi la corona passa al suo primogenito Carlo che, a 73 anni, diventa il re più anziano nella storia del Regno Unito. Carlo era già il principe di Galles più longevo della storia britannica, avendo ottenuto il titolo nel 1958. Nell’aprile dello scorso anno ha anche ereditato il titolo di duca di Edimburgo dopo la morte del padre, il principe Filippo.Come prevede la procedura ufficiale, Carlo sarà proclamato re dopo che l’Accession Council (Consiglio della salita al trono), l’organo incaricato per la proclamazione di un nuovo re dopo la morte di un monarca, composto da consiglieri privati, grandi ufficiali di Stato, membri della Camera dei Lord, il Lord sindaco di Londra, gli assessori della City di Londra, alti commissari dei regni del Commonwealth e alti funzionari, si sarà riunito a St James’s Palace per formalizzare l’ascesa al trono del successore designato.

Il nuovo re

Presterà quindi giuramento per preservare la Chiesa di Scozia (il sovrano britannico è il capo della Chiesa d’Inghilterra, non della Chiesa presbiteriana scozzese). Il Parlamento sarà quindi richiamato affinché i suoi membri prestino giuramento di fedeltà al nuovo sovrano.Secondo i media inglesi e gli esperti della Royal Family, è possibile che Carlo decida di confermare il suo nome di battesimo come nuovo re, così come fatto dalla madre Elisabetta. Carlo ha anche la possibilità di scegliere uno dei suoi secondi nomi.

Se dovesse scegliere Giorgio, sarebbe Giorgio VII, come suo nipote George, il principe di Cambridge, che in futuro potrebbe diventare re Giorgio VIII.Come spiegato dalla storica Carolyn Harris al Readers Digest, nel caso di Carlo potrebbe verificarsi una variazione, invece, per quanto riguarda il titolo ufficiale. Il titolo completo della Regina Elisabetta recitava ‘Elizabeth II, per grazia di Dio, del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, e degli altri suoi regni e territori, Regina, capo del Commonwealth, difensore della fede’. “Il principe Carlo – sottolinea Harris – ha mostrato un forte interesse per il dialogo interreligioso e si è ipotizzato che preferirebbe il titolo di Difensore delle fedi, piuttosto che di Difensore della fede”.

Addio Regina Elisabetta – Macron, ho ricordo di un’amica della Francia

“Sua Maesta’ la Regina Elisabetta II ha incarnato la continuita’ e l’unita’ della nazione britannica per oltre 70 anni. Ne conservo il ricordo di un’amica della Francia, una regina di cuore che ha segnato per sempre il suo Paese e il suo secolo”. Lo scrive sul suo profilo Twitter il presidente francese Emmanuel Macron, corredando il messaggio con un bel fotoritratto della regina sorridente.

Elisabetta II: la regina che scrisse storia musica

Era la sua passione segreta, la musica. I bene informati di Buckingham Palace rivelano che lei stessa amasse scegliere le note con cui accompagnare gli eventi a Palazzo. Ma l’amore era reciproco: non ci sono personaggi sulla scena internazionale dell’ultimo secolo piu’ celebrati di lei, primi fra tutti dai Sex Pistols che parafrasando l’inno nazionale gli dedicarono il celebre brano “God Save the Queen”, diventato uno dei capisaldi della storia della musica contemporanea. Il selvaggio comportamento da anticonformisti di Sid Vicious e compagni fece allora tremare i salotti londinesi al punto che venne perfino boicottato dai media nazionali.

Il fatto e’ che al famoso pezzo, pubblicato nel maggio 1977 durante il Giubileo d’argento (i 25 anni di regno della regina) venne affibbiato quel titolo proprio per creare piu’ clamore possibile, anche se in realta’ la critica era rivolta agli inglesi e alla loro mentalita’. Fatto sta che vendette oltre 200 mila dischi solo nella prima settimana diventando l’inno nazionale del movimento punk, e piu’ in generale della ribellione giovanile. Ma torniamo indietro nel tempo: della regina, musicalmente parlando, si erano accorti anche i Beatles. Nell’album Abbey Road, quello in cui in copertina i quattro di Liverpool attraversano sulle strisce pedonali, la prima ghost track moderna – ossia un brano nascosto, che non compare nell’elenco delle canzoni – e’ proprio dedicata a lei, “Her Majesty”, a Sua Maesta’. Con soli 23 secondi, peraltro e’ la canzone piu’ breve dei Beatles.

La band piaceva alla regina al punto che il 24 ottobre del 1965 li nomino’ baronetti dell’Ordine dell’Impero Britannico

La decisione di Elisabetta II fece molto scalpore, e rappresento’ un atto di vera e propria rottura con un certo tipo di aristocrazia, diffidente nei confronti della musica moderna in generale, rea a suo avviso di trasmettere messaggi dirompenti e troppo dissacranti. E infatti molti tra coloro che avevano ricevuto il riconoscimento, decisero di restituirlo.

Il caso John Lenon

In realta’, quello che aveva scandalizzato un certo tipo di opinione pubblica era il fatto che John Lennon avesse confessato di aver fumato uno spinello nei bagni di Buckingham Palace. Ma la regina non batte’ ciglio e non cambio’ di certo registro nei suoi criteri di selezione. Anzi. Altri musicisti sono stati nominati baronetti famosi come Elton John, che ha ricevuto il titolo nel 1997, e Mick Jagger, che venne premiato nel 2002. Secondo indiscrezioni, David Bowie avrebbe invece respinto il riconoscimento regale. Sia come sia, il legame tra la sovrana e la musica non finisce mica qui.

I Queen

Ad ogni loro concerto, i Queen salutavano i fans proprio con le note dell’inno inglese e anche altri musicisti l’hanno ‘pensata’ nel comporre i loro brani: gli Smiths nel 1986 scrissero “The Queen is Dead” e i Manic Street Preachers “Repeat (Stars And Stripes)” ma non come un attacco a lei, bensi’ come invito a cantare un insulto alla monarchia. Le dure parole erano indirizzate all’ordine precostituito, alle istituzioni monarchiche, al conservatorismo della Thatcher, alle tradizioni (che sappiamo come siano radicate in Inghilterra) e la regina sembra non le avesse mai prese, per cosi’ dire, sul personale.

Draghi: “Elisabetta protagonista assoluta della storia”

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Sua Maesta’ la Regina Elisabetta II. “La Regina Elisabetta – afferma Draghi – e’ stata protagonista assoluta della storia mondiale degli ultimi settant’anni. Ha rappresentato il Regno Unito e il Commonwealth con equilibrio, saggezza, rispetto delle istituzioni e della democrazia. E’ stata il simbolo piu’ amato del suo Paese e ha raccolto rispetto, affetto, simpatia ovunque nel mondo. Ha garantito stabilita’ nei momenti di crisi e ha saputo tener vivo il valore della tradizione in una societa’ in costante e profonda evoluzione. Il suo spirito di servizio, la sua dedizione al Regno Unito e al Commonwealth, la profonda dignita’ con cui ha ricoperto la sua carica per un periodo cosi’ lungo sono state una fonte incessante di ammirazione per generazioni. Alla Famiglia Reale, ai Governi e a tutti i cittadini del Regno Unito e dei Paesi del Commonwealth, le piu’ sentite condoglianze”.

La Regina Elisabetta – scrive Draghi – è stata protagonista assoluta della storia mondiale degli ultimi settant’anni. Ha rappresentato il Regno Unito e il Commonwealth con equilibrio, saggezza, rispetto delle istituzioni e della democrazia. È stata il simbolo più amato del suo Paese e ha raccolto rispetto, affetto, simpatia ovunque nel mondo. Ha garantito stabilità nei momenti di crisi e ha saputo tener vivo il valore della tradizione in una società in costante e profonda evoluzione. Il suo spirito di servizio, la sua dedizione al Regno Unito e al Commonwealth, la profonda dignità con cui ha ricoperto la sua carica per un periodo così lungo sono state una fonte incessante di ammirazione per generazioni. Alla Famiglia Reale, ai Governi e a tutti i cittadini del Regno Unito e dei Paesi del Commonwealth, le più sentite condoglianze, conclude.

Mattarella: “Una figura di eccezionale rilievo entra nella storia”

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato a Sua Maestà il Re del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord il seguente messaggio: “In occasione della scomparsa della Regina Elisabetta II giungano a Vostra Maestà, alla famiglia reale e a tutti i cittadini del Regno Unito le più sentite condoglianze della Repubblica Italiana e mie personali. Una figura di eccezionale rilievo entra nella storia. Se ne ricorderà l’autorevole saggezza e l’altissimo senso di responsabilità, espresso soprattutto nella generosità di spirito con la quale la Sovrana ha consacrato la sua lunga vita al servizio dei cittadini britannici e della più ampia famiglia del Commonwealth. Nel corso di sette decenni ha rappresentato per milioni di donne e uomini un esempio di dedizione, mantenendo uno sguardo sempre rivolto al futuro e alle esigenze dei tempi che ha attraversato. Il popolo italiano e i suoi rappresentanti istituzionali che hanno avuto l’onore di incontrare la Regina Elisabetta II ne hanno potuto ammirare la straordinaria levatura e l’ineguagliabile personalità. Con sentimenti di intensa partecipazione al lutto della famiglia reale e del Regno Unito, rinnovo le espressioni del profondo cordoglio dell’Italia ed esprimo fervidi voti augurali per l’inizio del regno di Vostra Maestà”.

ELISABETTA, BERLUSCONI: “FIGURA STRAORDINARIA E GRANDE PROTAGONISTA DELLA NOSTRA ERA”

“Mi unisco al lutto del governo di Sua Maestà e del popolo britannico nel ricordo di una figura straordinaria che gli storici del futuro riconosceranno come grande protagonista della nostra era”. Così Silvio Berlusconi ricorda la Regina Elisabetta II sul suo profilo Instagram.

Biden: “NOSTRI CUORI SONO CON LA FAMIGLIA DELLA REGINA E POPOLO GB”

“I nostri cuori e i nostri pensieri vanno ai membri della famiglia della regina e al popolo del Regno Unito”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karin Jean-Pierre, al termine del briefing, anticipando una dichiarazione di Joe Biden.

Il cordoglio di Giorgia Meloni

“Ci riempie di dolore la notizia della scomparsa di Sua Maestà la Regina Elisabetta II, una donna che è entrata nella storia e che ha saputo essere anche nei momenti difficili punto di riferimento per il suo popolo, ricevendone in cambio amore incondizionato. Ci uniamo al cordoglio della famiglia reale e di tutti i cittadini britannici”.
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