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Usa, lo Stato di New York dichiara l’emergenza poliomielite

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USA. La governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, dichiara lo stato di emergenza per la poliomielite. Tracce del virus trovate nelle acque di cinque contee (tra le quali New York). Lo riporta il New York Times. L’ordinanza consentirà di accelerare la campagna di vaccinazioni, consentendo anche agli operatori dei servizi di emergenza, alle ostetriche e ai farmacisti di somministrare il farmaco.

Usa: cinque persone trovate uccise da colpi arma da fuoco in Maryland

Cinque persone trovate uccisi da colpi di arma da fuoco all’interno di una casa nel nord-est del Maryland. Lo comunica l’ufficio dello sceriffo della contea di Cecil. I corpi trovati all’interno di una casa a Elk Mills, a poche miglia dal confine di stato del Delaware. Gli agenti chiamati subito dopo le 9 del mattino, in seguito alla segnalazione di una sparatoria, avvenuta in un quartiere residenziale intervallato da aree boschive a circa 97 km a nord-est di Baltimora.

Usa: giudice archivia causa avanzata da Trump contro Hillary Clinton

Un giudice federale in Florida archivia la causa intentata dall’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nei confronti di Hillary Clinton e altri 26 tra enti e persone (tra cui l’ex direttore dell’Fbi, James Comey, e il rappresentante democratico Adam Schiff). La causa definita “un manifesto politico, prova del suo rancore nei confronti degli oppositori”.

Nella sentenza, il giudice Donald Middlebrooks afferma che la causa “manca di sostanza, e non ha basi legali”. A marzo di quest’anno, Trump ha fatto causa alla Clinton, sua avversaria alle elezioni presidenziali del 2016, al Comitato nazionale dei democratici e ad altri avversari politici per aver “cospirato per minare la sua campagna elettorale, attribuendogli falsi legami con la Russia”. Secondo il giudice, le accuse di Trump “sono difficili da riassumere in maniera concisa e coerente: sicuramente non sono state presentate in questo modo”. Una degli avvocati di Trump, Alina Habba, ha diffuso una nota affermando che lo staff legale dell’ex presidente ricorrera’ in appello contro la decisione del giudice.
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Usa, Biden nomina una donna nuova ambasciatrice a Mosca: è Lynne M. Tracy

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Il presidente americano, Joe Biden, ha nominato Lynne M. Tracy nuova ambasciatrice in Russa. Lo riferisce la Casa Bianca in una nota. La diplomatica prende il posto di John Sullivan, che ha lasciato l’incarico – a sorpresa – a inizio settembre.

Chi è 

Ex ambasciatrice degli Usa in Armenia ed ex consulente sulla Russia al Dipartimento di Stato, Lynne Tracy è stata vice capo missione dal 2014 al 2017 all’ambasciata americana a Mosca e parla perfettamente il russo. È un’esperta di Russia e di tutta l’area sin dai tempi in cui frequentava l’Università della Georgia dove si è laureata in studi sovietici. Poi ha preso una seconda laurea in giurisprudenza all’Università di Akron. All’estero ha anche ricoperto l’incarico di vice capo missione all’Ambasciata degli USA ad Ashgabat, Turkmenistan, e di ‘principal officer’ in quella di Peshawar, Pakistan, e di Astana, Kazakistan.

La nomina di Biden e i prossimi passi 

Perché la sua nomina avanzi si attende che la Russia dia segnali di approvazione della scelta, secondo un protocollo per cui i paesi ospitanti esprimono un parere sull’ambasciatore di un paese prima che venga ufficialmente nominato. Elizabeth Rood, vice capo missione presso l’ambasciata Usa a Mosca, che sta sostituendo Sullivan diventerà il prossimo ambasciatore degli Stati Uniti in Turkmenistan.

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Draghi premiato a New York come statista dell’anno: “Niente ambiguità su autocrazie”

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Il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi è stato premiato alla Appeal of Conscience Foundation. Nel suo discorso dice: “È in gioco il futuro del mondo: pronti al dialogo ma fermi sugli ideali. Ottimista sull’Ucraina”. Arrivano i complimenti di Kissinger e Biden. Il presidente Usa sottolinea “il suo lavoro per fare avanzare i diritti umani nel mondo. Draghi è stato una voce potente nella promozione della tolleranza e della giustizia, lo ringrazio per la sua leadership”.

Dialogo ma niente ambiguità. Perché le autocrazie “prosperano” davanti alle “esitazioni”. È la ricetta che Mario Draghi spiega a New York, alla platea della 57esima edizione dell’Annual Awards Dinner della “Appeal of Conscience Foundation”, la fondazione che gli ha conferito il premio World Statesman (“Statista dell’anno”), che prima di lui hanno ricevuto diversi capi di Stato e di governo, da Gorbaciov ad Angela Merkel fino a Shinzo Abe, proprio lo scorso anno, che Draghi ricorda in apertura del suo discorso.

I complimenti di Biden e Kissinger

Joe Biden, in un messaggio alla fondazione, ringrazia il premier per la sua “leadership” e per la “voce potente” che ha avuto nella promozione dei diritti umani. E ancora più lusinghiere sono le parole della laudatio di Henry Kissinger: “Il suo coraggio e la sua visione faranno sì che resterà con noi a lungo”, dice l’ex segretario di Stato americano mentre Draghi fa con la mano il gesto di frenare.

Il discorso di Draghi

Davanti al rischio di una nuova Guerra Fredda, di una nuova “polarizzazione” innescata dalla guerra della Russia contro l’Ucraina, scandisce il premier, sarà il modo in cui “trattiamo con le autocrazie” che “definirà la nostra capacità di plasmare il futuro”.” Servono quindi, sintetizza, “franchezza, coerenza e impegno”. Intanto bisogna essere “chiari ed espliciti sui valori fondanti delle nostre società”, la fede nella democrazia e “nello Stato di diritto”, il rispetto dei diritti umani, la solidarietà globale. Ideali che dovrebbero “guidare la nostra politica estera in modo chiaro e prevedibile”. Se si traccia una “linea rossa”, la metafora, bisogna “rispettarla”. Se si prende un impegno, ripete spesso peraltro in questi ultimi giorni, “dobbiamo onorarlo”. Anche per non “pentirsene dopo”.

Le parole su Russia e Ucraina

Bisogna essere pronti insomma a “collaborare” anche con i governi autoritari ma senza “compromettere i nostri valori fondamentali”. Vale prima di tutto per la crisi ucraina: Ue, Usa e tutto l’occidente si sono mostrati “fermi e uniti” nel sostegno a Kiev il cui “eroismo” è “un potente promemoria di ciò per cui lottiamo, di ciò che stiamo per perdere”. Nonostante la “tristezza” di questi tempi, Draghi si professa comunque ottimista: che la Russia possa “tornare alle norme che ha sottoscritto nel 1945” e che l’Ucraina possa trovare quella “pace” che non bisogna smettere di cercare. “Solo la cooperazione globale – ha concluso il premier che ribadirà il concetto stasera nel discorso all’assemblea generale dell’Onu – può aiutare a risolvere i problemi globali, dalla pandemia ai cambiamenti climatici”. (Skytg24)
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Usa, strage familiare: marito, moglie e tre bambini uccisi a colpi d’arma da fuoco

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Usa, strage familiare: marito, moglie e tre bambini uccisi a colpi d’arma da fuoco

USA. Marcus Edward Milligan, 39 anni, sua moglie Tara Devina Ricker Milligan, 37 anni, e i loro figli Teresa, 14, Nora, 11 e Finn, 8. Le autorità hanno identificato le cinque persone trovate morte in una casa di Elk Mills, nello Stato USA del Maryland venerdì 9 settembre.

L’agghiacciante mattanza era stata scoperta dai poliziotti intervenuti dopo una telefonata anonima al numero delle emergenze che parlava di 4 morti. Le vittime facevano dunque parte tutte della stessa famiglia; sono rinvenute in diverse parti della casa – presentavano ferite da arma da fuoco.

Vicino al corpo del 39enne è stata trovata una pistola semiautomatica, secondo l’ufficio dello sceriffo della contea di Cecil.  Potrebbe essere stato lui l’autore della strage. “È un giorno tremendo per la nostra comunità”, si è limitato a commentare Scott Adams, sceriffo della contea di Cecil, un’area con centomila abitanti al confine con la Pennsylvania.

“Il mio telefono non ha smesso di squillare da quando è stato scoperto tutto questo, ci troppe persone sconvolte per quello che è successo”, ha detto lo sceriffo.

La polizia è intervenuta a di Elk Mills dopo una telefonata, arrivata alle 9,19 di mattina, che segnalava la morte di una donna e tre bambini. Sono morti tre bambini e una donna”, aveva avvertito una voce nella cornetta. Non è chiaro se sia stato Marcus a effettuare la chiamata da casa. La sparatoria è avvenuta in una strada senza uscita a circa 60 miglia a nord di Baltimora.

La polizia non ha ancora fornito altri dettagli. Le indagini continuano. Fonte: Fanpage
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