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Noemi morta a 17 anni, travolta e uccisa dall’alluvione. Il fratello: “Ho visto il fiume trascinarla via insieme alla mamma. Io vivo perché aggrappato a un albero”

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Noemi Bartolucci

NOEMI MORTA A 17 ANNI. “Ho visto mia sorella e mia madre travolte dal fiume. L’acqua me le ha portate via davanti agli occhi e non so se le rivedrò vive“. C’è tutta la disperazione negli occhi di Simone Bartolucci, 23 anni, che ha assistito in presa diretta all’orrore della tragica alluvione che ha travolto il paese e gran parte delle Marche con morti e dispersi.

Il Nevola in piena, lo stesso che più avanti confluisce nel Misa, ha travolto verso le 20,30 l’auto di Brunella Chiu, 56 anni di Barbara salita al volo sull’abitacolo con la figlia Noemi  Bartolucci 17 anni nel disperato tentativo di mettersi in salvo.

Il racconto del fratello di Noemi

“Non so se le rivedrò vive – ripeteva senza darsi pace il ragazzo che viaggiava vicino a loro a bordo di un’altra auto-. Io mi sono salvato solo perché la corrente mi ha trascinato fino ad un albero al quale sono rimasto aggrappato per 2 ore. Due ore così, aspettando i soccorsi”.

Purtroppo in serata è arrivata l’identificazione della 17enne Noemi Bartolucci, il cui corpo è stato rintracciato a qualche chilometro di distanza dal luogo in cui era stata trascinata via dalla forza dell’acqua. Ad identificare la salma è stato proprio il fratello 23enne.

I soccorsi e la paura negli occhi di centinaia di abitanti

A far scattare i soccorsi sono stati proprio alcuni amici del ragazzo che lo avevano sentito disperato nei concitati minuti prima dell’esondazione. Una sorta di tsunami: qui il fiume ha sovrastato il ponte che collega Barbara a Castelleone di Suasa e Ostra Vetere. Il giorno dopo quello che resta racconta da solo la tragedia di quelle ore:vegetazione rasa al suolo, alberi abbattuti, fango, acqua e strade chiuse.
Devastazione e danni intorno ai soccorritori, uomini della Protezione civile e dei vigili del fuoco ma anche persone comuni, che non si sono fermati mai, nemmeno un secondo, nella folle corsa alla ricerca dei dispersi.

Anche il sindaco di Barbara, Riccardo Pasqualini

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div>E’ arrivato in mattinata nella zona ponte vicino al quale sono state travolte tre persone. “È stato come il cedimento di una diga – ha detto il primo cittadino -. E’ venuto giù il mondo in un attimo. Un rumore sordo terrificante e poi l’ondata. Non è stata un’alluvione ma uno tsunami. Il proprietario del mulino nelle vicinanze, ha riferito il sindaco, si è affacciato dalla finestra e ha visto 1,5 metri d’acqua. Le responsabilità? “Stiamo cercando di risolvere la situazione, non è questo il momento – conclude – lo vedremo poi”.
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