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Benzina, al self scende sotto 1,7 euro: ai minimi da un anno

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Continua il calo dei prezzi dei carburanti sulla rete italiana con la benzina al self service che scende nella media nazionale sotto 1,7 euro al litro. In base all’elaborazione di Quotidiano Energia, il prezzo medio praticato della benzina in modalità self è 1,696 euro al litro (contro 1,709 di venerdì). Il minimo – incrociando i dati con quelli settimanali del Mite – da inizio ottobre 2021, ovvero da circa un anno. Favorisce il calo la proroga fino al 31 ottobre della riduzione delle accise su gasolio, benzina, gpl e gas per autotrazione inserita nel Dl Aiuti Ter approvato venerdì scorso dal consiglio dei ministri. La proroga dovrebbe comunque essere estesa a tutto il mese di novembre, come affermano fonti di governo. Ad allentare le tensioni sui prezzi dei carburati incide anche la variabile data dalla discesa del prezzo del petrolio.

Esaurita l’onda di rimbalzo, determinata dalla ripresa dell’economia mondiale post-covid e dalle tensioni geopolitiche che avevano portato lo scorso maggio il Brent sopra i 123 dollari al barile e il Wti verso i 120 dollari, sono ora i timori di un’onda recessionista a svalutare l’oro nero. Nella giornata di lunedì il petrolio con il wti texano con consegna a ottobre è scambiato intorno agli 85 dollari al barile, in calo anche il brent che si avvicina a quota 90 dollari. Il proseguire della guerra in Ucraina e l’impossibilità di intravedere a breve una via diplomatica di soluzione della crisi sta peggiorando il quadro economico spingendo verso il basso insieme al petrolio, anche il gas naturale che al Ttf di Amsterdam passa di mano a 181,51 dollari (-3,35%). Buona notizia: gli stoccaggi europei di gas naturale hanno superato l’85%, ancor meglio gli stoccaggi italiani che hanno coperto l’87,2% del fabbisogno.

Tiene l’oro giallo, classico bene rifugio dei tempi incerti, con il gold spot scambiato sopra i 1.671 dollari l’oncia. In controtendenza salgono ferro e l’acciaio, materie prime, care anche alle industrie di armamenti. Il primo a 718 dollari la tonnellata, il secondo a 3.714 dollari la tonnellata. Per il bene di tutti, sui mercati internazionali, cala il prezzo del frumento grazie anche alla tenuta dell’accordo per le esportazioni di grano dai porti in territori di guerra attraverso il Mar Nero. Nel dettaglio il grano duro (-1,66%) scende a 919,75 dollari l’unità contrattuale da 5mila staia, mentre quello tenero (-1,8%) è a 844,25 dollari.

Purtroppo al momento il calo non si vede sugli scaffali dei supermercati e dei negozi alimentari di tutta Europa. Il prezzo del pane non è mai stato così alto nell’Ue, denuncia l’Eurostat. Nell’Unione Europea ad agosto il costo di questo bene primario è cresciuto mediamente del 18% rispetto allo stesso mese del 2021. In Italia, secondo dati del Codacons, lo scorso mese il prezzo del pane in Italia è rincarato in media del 13,6%.

Situazione critica, denunciano le organizzazioni dei consumatori. “Il risultato è che in Italia le famiglie spenderanno nel 2022 oltre 900 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente”. Avverte Coldiretti che denuncia rincari di oltre dieci volte nel passaggio dal grano al pane. Il doppio effetto delle difficoltà di approvvigionamento e il caro energia pesano non solo sul pane ma su tutti i derivati del grano. Significativo il caso della pasta, i cui prezzi sono aumentati in Italia del +25,8%. In aumento anche le farine con un +23%.
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Covid, 44.853 casi e 56 morti. Tasso al 20,1%. Il bollettino

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Covid

COVID. Processati 222.926 tamponi. In aumento ricoveri (+115) e intensive (+9). “Aumentano ancora le dosi di vaccino somministrate in Italia ogni giorno”, riferisce il ministero della Salute. Gimbe: +51,9% di contagi, si inverte curva intensive (+21,1%). Balzo dei ricoveri ordinari, giù i decessi (-8,5%).

Continua a salire la curva delle infezioni in Italia. Sono infatti 44.853 i nuovi casi di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore a fronte di 56 decessi. Processati in totale 222.926 tamponi per un tasso di positività al 20,1% mentre sul fronte ospedaliero crescono sia i ricoveri (+115 a quota 5.188) sia le terapie intensive (+9 a 180). È quanto emerge dagli ultimi dati giornalieri pubblicati dal ministero della Salute sull’andamento della pandemia nel nostro Paese.

In peggioramento anche i dati su base settimanale registrati da Gimbe. Secondo la fondazione, nei sette giorni dal 28 settembre al 4 ottobre i contagi sono aumentati del 51,9% a quota 244.353, i ricoveri sono passati da 3.653 a 4.814 e le rianimazioni hanno toccato le 155 unità contro il precedente dato di 128. Si intensifica però anche la campagna vaccinale, che ha toccato un nuovo record: il 5 ottobre sono infatti state inoculate 34.389 dosi, una cifra che supera anche il primato messo a segno nel mese di settembre. (Skytg24)

Covid in Campania, 2.281 casi. Tasso di positività al 16,18%

Negli ospedali si continua a registrare un aumento di ricoveri nelle terapie intensive con 11 posti letto occupati (più due rispetto a ieri). Aumento anche nelle degenze con 575 posti letto occupati (22 in più rispetto a ieri)

Aumentano in Campania sia i contagi che i ricoveri. Secondo i dati del Bollettino della Regione Campania, sono 2.281 i neo positivi al Covid su 14.091 test esaminati. Ieri l’indice di contagio era pari al 14,9% mentre oggi sale al 16,18%.

Il bollettino

Nessun decesso nelle ultime 48 ore, due deceduti in precedenza ma registrati ieri. Negli ospedali si continua a registrare un aumento di ricoveri nelle terapie intensive con 11 posti letto occupati (più due rispetto a ieri). Aumento anche nelle degenze con 575 posti letto occupati (22 in più rispetto a ieri).


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Covid, Gimbe: +51,9% di contagi e +31,8% di ricoveri in sette giorni

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Covid Gimbe

COVID. Corrono i contagi di Covid (+51,9%), si inverte la curva delle intensive (+21,1%) e si registra un balzo dei ricoveri ordinari (+31,8%), mentre calano dell’8,5% i decessi. È quanto emerge dal monitoraggio della Fondazione Gimbe, relativo alla settimana 28 settembre-4 ottobre. L’aumento dei casi, in particolare, risulta consistente: dai 160.829 della settimana precedente si passa a 244.353, mentre i decessi calano da 307 a 281.”Per la terza settimana consecutiva – ha dichiarato il presidente Nino Cartabellotta – si registra un incremento dei nuovi casi che segnano un ulteriore balzo (+51,9%): da poco meno di 161mila arrivano a superare quota 244mila, con una media mobile a 7 giorni di quasi 35mila casi al giorno”.

L’aumento

Riguarda, anche se in maniera eterogenea, tutte le Regioni (dal +18,4% della Sardegna al +132% della Valle D’Aosta) e tutte le Province tranne quella di Crotone (-2,4%): dal +9% di Cagliari al +132% di Aosta. Aumenta poi l’incidenza delle reinfezioni: nella settimana 22-28 settembre è del 17,8% (59.172 reinfezioni), rispetto al 15,8% dei 7 giorni precedenti, secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità.

“Sul fronte degli ospedali – ha affermato Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe – dopo oltre due mesi di calo si registra un’inversione di tendenza nelle terapie intensive (+21,1%), e un netto balzo (+31,8%) dei ricoveri in area medica. Gli ingressi in terapia intensiva – puntualizza – dopo aver toccato la scorsa settimana il minimo dal luglio 2021, sono quasi raddoppiati con una media mobile a 7 giorni di 21 ingressi/die vs 11 ingressi/die”. Continuano a diminuire i decessi: 281 negli ultimi 7 giorni (di cui 6 riferiti a periodi precedenti), con una media di 40 al giorno rispetto ai 44 della settimana precedente.

Covid – Nella settimana 28 settembre-4 ottobre

Calano i nuovi vaccinati, mentre al 5 ottobre sono 6,81 milioni le persone di più di 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose. Sono poi, sempre al 5 ottobre, 7,54 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la terza dose, mentre sono state somministrate quasi 3,4 milioni di quarte dosi. Nel dettaglio nella settimana 28 settembre-4 ottobre calano i nuovi vaccinati: 1.167 rispetto ai 1.310 della settimana precedente (-10,9%). Di questi il 34,1% è rappresentato dalla fascia 5-11 anni. Cala tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 299 (-9,7% rispetto alla settimana precedente). Del totale dei 6,1 milioni di persone che non hanno ricevuto nemmeno una dose, 5,84 milioni attualmente vaccinabili e 0,97 milioni sono temporaneamente protette in quanto guarite da Covid da meno di 180 giorni, pari all’1,7% della platea.

Quanto alla terza dose, sono 7,54 milioni le persone che non l’hanno ancora ricevuta: 5,32 milioni possono riceverla subito, pari all’11,2% della platea; 2,22 milioni non possono riceverla nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni. Infine, per la quarta dose, la platea per il secondo richiamo (quarta dose) è di 19,1 milioni di persone: di queste, 13,9 milioni possono riceverlo subito, 1,8 milioni non sono eleggibili nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni e 3,4 milioni l’hanno già ricevuto.

La ripresa dei contagi

“La netta ripresa della circolazione virale – ha spiegato Cartabellotta – coinvolge l’intero territorio nazionale e sta già facendo sentire i suoi effetti sui ricoveri in area medica e, in misura minore, in terapia intensiva. All’inizio di questa nuova ondata la preoccupazione è forte per vari fattori: la campagna vaccinale è sostanzialmente ferma, la copertura della quarta dose per anziani e fragili non decolla, la stagione influenzale è in arrivo e sui mezzi pubblici si è detto addio all’obbligo di mascherina”.(Tgcom24)
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“La pandemia non è finita”. Tornano vaccino, mascherine e limitazioni alle feste: la nuova circolare se i casi aumentano

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Pandemia Covid

LA PANDEMIA NON E’ FINITA. “Sebbene l’evoluzione della pandemia sia allo stato attuale imprevedibile, il nostro Paese deve prepararsi – per il terzo anno consecutivo – ad affrontare un autunno e un inverno in cui si potrebbe osservare un aumentato impatto assistenziale attribuibile a diverse malattie respiratorie acute.

Pandemia – L’ondata estiva di Covid-19

Causata da Omicron BA.4 e BA.5, ha evidenziato, si legge in premessa nella bozza della circolare, «che la pandemia non è ancora terminata». «Diversi fattori contribuiscono a rendere incerte l’evoluzione epidemiologica e le ricadute sul sistema sanitario in termini di domanda di assistenza»: dalla comparsa di nuove varianti virali in grado di aumentare la trasmissibilità o la gravità clinica dei casi, al grado di adesione alla campagna vaccinale (quarta dose) e all’osservanza delle misure igienico-sanitarie e comportamentali, fino alla co-circolazione di altri virus respiratori (influenzali, parainfluenzali, virus respiratorio sinciziale, ecc.).

Il futuro della pandemia da Sars-Cov-2

Non dipende solo da nuove varianti che possono emergere e sostituire quelle precedentemente circolanti, ma anche dai comportamenti e dallo stato immunitario della popolazione.È particolarmente importante evitare la congestione delle strutture sanitarie limitando l’incidenza di malattia grave da COVID-19 proteggendo soprattutto le persone più fragili e influendo su fattori modificabili per cui i sistemi sanitari e la società devono continuare ad adattare la loro risposta all’andamento epidemico del Sars-Cov-2″. È quanto si legge in una nuova circolare del ministero della Salute.

La bozza della circolare

Nel caso di «un evidente peggioramento epidemiologico» di Covid-19, si legge nella bozza della circolare, «con grave impatto clinico e/o sull’assistenza sanitaria e/o sul funzionamento dei servizi essenziali», l’uso delle mascherine «in spazi pubblici chiusi potrà essere una prima opzione per limitare la trasmissione nella comunità. Analogamente, nel caso di un sensibile peggioramento dell’epidemia, si potrà valutare l’adozione temporanea di altre misure, come il lavoro da casa o la limitazione delle dimensioni degli eventi che prevedono assembramenti».

«Nel periodo autunno-inverno 2022-2023, il Ministero e le altre Istituzioni nazionali continueranno ad assicurare una comunicazione chiara, completa e basata su evidenze scientifiche allo scopo di favorire una aderenza consapevole alle raccomandazioni istituzionali», si legge ancora nel provvedimento firmato dal direttore della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute Giovanni Rezza e della programmazione sanitaria Stefano Lorusso.

Il documento sottolinea inoltre come, nella prossima stagione invernale, sia «verosimile un aumento della pressione sui laboratori sia per la diagnostica ma anche più in generale, sulle reti di sorveglianza virologica a causa di una maggiore circolazione stagionale dei virus respiratori», e raccomanda dunque la necessità di prevedere «meccanismi di rafforzamento dei sistemi in vigore. Sarà, infatti, essenziale – si legge – assicurare un volume di sequenziamento sufficiente per monitorare i virus in circolazione e l’emergenza di nuove varianti virali e una adeguata capacità diagnostica dei laboratori. Pertanto, è fortemente raccomandato per lo meno in contesti d’elezione quali ospedali e pronto soccorso, raccogliere campioni da sottoporre a test molecolare, per garantire in ogni Regione/PA un numero minimo di campioni da genotipizzare».

E ancora, sulle vaccinazioni:

«Nella stagione autunno-inverno 2022-2023, l’obiettivo della campagna vaccinale sarà quello di continuare a mettere in sicurezza prioritariamente anziani e fragili, proteggendoli dalla malattia grave e dalla ospedalizzazione». Pertanto sarà prioritario – secondo il ministero – «considerare nella preparazione e nell’attuazione delle nuove strategie vaccinali» una serie di fattori tra i quali la prosecuzione della campagna vaccinale in corso, colmando le lacune nella copertura vaccinale del ciclo primario e dei booster raccomandati; la possibilità di combinare le campagne di vaccinazione contro Covid-19 e influenza e programmi di vaccinazione con vaccini adattati, identificando gruppi di popolazione prioritari ed assicurando che ci sia una disponibilità sufficiente di dosi.

Infine – secondo il dicastero della Salute – «l’individuazione dei casi attraverso i test, l’isolamento dei casi e la ricerca mirata dei contatti continuano ad essere strumenti utili per gestire l’epidemia da SarS-CoV-2». «La ricerca dei contatti e la quarantena dovrebbero prioritariamente essere condotte ed applicate in individui a rischio di malattia grave, contesti ad alto rischio (assistenza sanitaria, case di cura e strutture di assistenza a lungo termine), e in situazioni di maggiore preoccupazione (ad esempio, una variante emergente di interesse o preoccupazione)».
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