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Cuba dice Sì a matrimoni e adozioni gay: il referendum apre anche alla maternità surrogata

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Con quasi il 67% di voti favorevoli, Cuba ha detto sì al referedum per l’introduzione dei matrimoni gay e la maternità surrogata. Votando “Sì” i cubani hanno approvato il nuovo Codice della famiglia. Il precedente risaliva al 1975.

Cuba, i risultati del referendum

Rosario in mano e preghiere in latino. Una processione di riparazione contro il Gay Pride e “blasfemie anti-cattoliche”, con circa 300 partecipanti, secondo gli organizzatori, ha sfilato sabato 2 luglio per le strade di Reggio Emilia.

L’iniziativa è stata del comitato “Beata Giovanna Scopelli”, non nuovo a questo tipo di eventi che raccoglie i conservatori cattolici di ferro. Monsignor Carlo Maria Viganò, l’ex Nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America, nemico numero uno di Papa Bergoglio al quale è arrivato a chiedere le dimissioni, “ha inviato la sua benedizione alla processione di riparazione”, fa sapere lo stesso comitato.

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La processione ha visto la partecipazione di diversi sacerdoti guidati da don Daniele Di Sorco, sacerdote ultra-tradizionalista, cresciuto nelle fila dei Francescani dell’Immacolata e ordinato dai Lefebvriani nel 2019. Il supporto tecnico e mediatico alla processione è fornito da Radio Spada e “Cronache di Cielo e Terra”.

Nell’invito alla processione era stato precisato anche il dress code: “I reverendi sacerdoti sono pregati di presentarsi in talare nera, cotta e berretta, senza stola. Ai fedeli, nonostante il caldo, è raccomandato un abbigliamento consono all’atto liturgico”. “Riparare è l’atto di chi ama Gesù, – ha detto don Di Sorco ai suoi fedeli. –

L’atto omosessuale è un peccato, lo dice la Sacra Scrittura. È disordinato, una perversione contro la morale. Diciamo ‘No’ alle adozioni per le unioni civili”. Poco prima della partenza della processione, come riporta Il Resto del Carlino, una contestatrice solitaria con una delle bandiere simbolo della comunità gay e un cartello (“Qua da riparare ci sono solo le biciclette”), è convinta dalla Digos ad allontanarsi per evitare tensioni.

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I risultati elettorali

All’indomani del voto, il risultato del referendum è ormai certo: riportando i dati preliminari sul referendum, il Consiglio elettorale nazionale ha riferito che hanno partecipato al voto 6.251.786 cubani, pari al 74.01% degli 8,4 milioni di elettori registrati. A favore del “Sì” sono contate 3.936.790 schede, pari al 66,87%. A favore del “No” sono andate 1.950.090 schede, ovvero il 33,13% dei partecipanti al voto.

Cosa cambia

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Si tratta di un cambiamento storico per il Paese: il nuovo Codice della famiglia appena approvato sostituirà il precedente del 1975. Il nuovo testo introduce il matrimonio tra persone dello stesso sesso e le adozioni per coppie omosessuali. Disciplina la maternità surrogata e porta novità nel contrasto alla violenza di genere, insieme al divieto del matrimonio infantile. Tra le novità introdotte c’è anche il trasferimento della “responsabilità genitoriale” dei minori agli anziani. Una possibilità importante per l’isola, terra di continue emigrazioni.

Forte astensionismo 

Durante le ultime ore di apertura delle urne, i media indipendenti del Paese avevano riferito di un elevato tasso di astensionismo. Un dato che secondo alcuni avrebbe una chiara lettura politica. Nei mesi precedenti al voto i dissidenti del governo in carica avevano messo in atto una campagna per disincentivare la partecipazione al referendum in segno di opposizione allo stesso esecutivo, che invece aveva fatto della vittoria del “Sì” una propria battaglia politica.
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