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Tragedia in Russia, sparatoria in una scuola: almeno 13 vittime tra cui 7 bambini. Soccorritori ancora sul posto

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RUSSIA. Nella mattina di oggi un uomo ha aperto il fuoco nella scuola n.88 di Izhevsk, capitale della Buriazia, una repubblica della Federazione Russa con la più grande minoranza etnica della Siberia. Secondo quanto perviene 13 persone, tra le quali anche sette bambini, sono state uccise e 21 feriti, tra i quali anche 14 minori. Lo riportano i media russi. L’aggressore, secondo quanto riferisce il governatore locale, si sarebbe suicidato.

“Il corpo dell’uomo che ha aperto il fuoco è stato trovato dalla polizia. Secondo i rapporti, si è suicidato”, ha riferito il servizio stampa del ministero dell’Interno russo. La scuola dove è avvenuta la sparatoria è stata fondata nel 1994, contava 982 studenti e 80 insegnanti.

Russia – Putin in lutto:  è “Un atto terroristico disumano”

Il presidente russo Vladimir Putin e’ profondamente colpito dalla morte delle persone nel recente attacco terroristico che ha avuto luogo in una scuola nella citta’ russa di Izhevsk. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov nel corso di un briefing con la stampa. “Tragiche notizie da Izhevsk, il presidente Putin e’ profondamente in lutto per la morte di varie persone e bambini nella scuola in cui e’ avvenuto l’atto terroristico”, ha detto Peskov ai giornalisti.

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Secondo il portavoce, la persona che ha commesso l’attacco, a quanto pare, apparteneva a un’organizzazione neofascista. All’inizio della giornata, un ex studente della scuola n. 88 di Izhevsk ha aperto il fuoco nell’istituto scolastico e poi si e’ suicidato. Secondo gli ultimi dati, 13 persone, tra cui sette bambini, sono rimaste uccise, altri 14 bambini e sette adulti sono rimasti feriti.

La pista neonazista

Ancora poco chiare anche le circostanze dell’attentato: alcuni canali Telegram hanno pubblicato la foto di una classe con una porta sbarrata. Mentre il responsabile dell’attacco si sarebbe suicidato secondo il servizio stampa del ministero dell’Interno russo. L’uomo era in possesso di due pistole traumatiche convertite per sparare proiettili letali, caricatori vuoti e altri carichi di cartucce. In base a un video diffuso su Telegram l’uomo aveva indosso una maglia nera con una svastica rossa: si chiamava Artem Kazantsev, nato nel 1988, originario della città di Izhevsk, diplomato in quella stessa scuola. Attualmente, gli investigatori del Comitato investigativo russo stanno conducendo una perquisizione nel suo luogo di residenza, sono allo studio l’identità dell’aggressore, le sue opinioni e l’ambiente circostante, la sua adesione alle visioni neofasciste e all’ideologia nazista.
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