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Massacro allo stadio in Indonesia: lacrimogeni e persone calpestate, tra i morti anche 17 bambini

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Le immagini provenienti dall’Indonesia sono terribili e strazianti. Quella che sarebbe dovuta essere una festa dello sport e del calcio, si è trasformata in un incubo e in un’orribile tragedia. Quanto accaduto allo stadio Kanjuruhan a Malang dopo il Super East Java Derby tra le squadre di Arema e Persebaya, ha lasciato tutti sotto shock: prima la folle invasione di campo dei tifosi di casa infuriati per la sconfitta, e poi la reazione violenta delle forze dell’ordine con i fumogeni, a scatenare un vero e proprio inferno.

Tutti hanno cercato una via di fuga con il panico a farla da padrone, e in tanti sono rimasti a terra storditi anche dal fumo dei lacrimogeni privi di sensi e calpestati da chi provava disperato a salvarsi la vita scavalcando le recinzioni. Il bilancio parla chiaro, con 174 morti e quasi 200 feriti molti dei quali gravi. Un dato purtroppo in costante aggiornamento e destinato a crescere, con gli ospedali in grande difficoltà. Le notizie che arrivano dall’Indonesia sono davvero drammatiche, e parlano anche di tante vittime di giovanissima età.

Secondo i dati compilati dal Ministero per l’emancipazione femminile e la protezione dell’infanzia (KemenPPA), sono 17 i bambini morti nella tragedia dello stadio Kanjuruhan di Malang. La maggior parte di questi piccoli tifosi, aveva un’età compresa tra i 12 e i 17 anni. Sono 7 inoltre i bambini che hanno rimediato gravi ferite, e in queste ore sono sottoposti a tutte le cure del caso, anche a livello psicologico data la brutalità di quanto accaduto. Come è stato possibile tutto questo? Perché la situazione è andata fuori controllo?

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Qualcuno dovrà pagare visto che l’allerta per questo derby, molto sentito, era massima ed è dunque incredibile quanto accaduto nonostante le premesse non fossero delle migliori. Muhammad Isnur, presidente generale della Indonesian Legal Aid Foundation (YLBHI) dopo aver esternato il proprio cordoglio ai familiari delle vittime, ha rivelato: “Fin dall’inizio il comitato era preoccupato per questa partita e ha chiesto alla New Indonesia League (LIB) di organizzare la partita nel pomeriggio per ridurre al minimo il rischio. Tuttavia, la LIB ha respinto la richiesta e ha continuato a tenere la partita di notte”.

Le cose sembravano andare lisce, fino a quanto i tifosi dell’Arema inferociti per la sconfitta hanno invaso il campo. A quel punto però ecco il corto circuito legato anche all’atteggiamento delle forze dell’ordine. Nei video circolati sul web e sui social, si può notare la violenza esercitata dagli agenti, e soprattutto la gestione dei lacrimogeni a dir poco discutibile. I gas sono stati utilizzati non solo sul terreno di gioco, ma anche sugli spalti. Sempre Isnur infatti ha spiegato: “Nel video che circola, abbiamo visto che c’era violenza da parte della polizia colpendo e prendendo a calci i tifosi in campo. Quando sempre più tifosi sono scesi in campo, gli ufficiali hanno poi sparato gas lacrimogeni sugli spalti, che erano ancora pieni di spettatori”.

Il sospetto, fondato, è che ci sia stato un uso eccessivo della forza da parte della polizia e un uso dei lacrimogeni inappropriato sulla folla. Infatti l’uso di gas lacrimogeni è chiaramente vietato dalla federazione calcistica mondiale (FIFA). Il massimo organo calcistico internazionale infatti nel regolamento sulla sicurezza, afferma che l’uso di gas lacrimogeni e armi da fuoco è vietato proprio per garantire la sicurezza a chi è all’interno dell’impianto. A quanto pare dunque le azioni degli agenti sarebbero contrarie a diversi regolamenti.

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L’Indonesian Legal Aid Foundation valuta dunque che la gestione del controllo della folla abbia violato diritti umani: “Condanniamo le azioni repressive delle autorità contro il trattamento dei sostenitori ignorando vari regolamenti, in particolare l’attuazione dei principi sui diritti umani della polizia nazionale”. Per questo Isnur ha esortato il capo della polizia nazionale a condurre un’indagine anche per capire della tragedia che ha causato la morte sia dei sostenitori che della polizia.

Oltre a questo poi bisognerà approfondire anche il discorso relative alle presenze all’interno dello stadio. A quanto pare nonostante la capacità effettiva di circa 38mila posti, sarebbero stati venduti 42mila biglietti. Una situazione rivelatasi fatale per l’a dir poco concitato post-partita, quando il sovraffollamento ha contribuito alla tragedia.
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