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Reddito di cittadinanza, PAGAMENTO ANCORA BLOCCATO. L’INPS RISPONDE: ecco perchè gli accrediti non sono arrivati

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Fioccano le segnalazioni e i timori per il mancato pagamento del Reddito di cittadinanza del mese di ottobre. In molti si chiedono perché le somme non siano ancora state versate, puntando erroneamente il dito contro il nuovo esecutivo che, per ora, non ha varato alcuna misura di sospensione o cancellazione del rdc.

Quali sono quindi i motivi di questo ritardo? Lo ha chiarito l’INPS in un commento sulla sua pagina Facebook specificando come le lavorazioni delle pratiche del reddito di cittadinanza non sono ancora iniziate a causa di alcuni controlli extra che gli uffici stanno portando avanti.

Gli interrogativi sullo slittamento delle pratiche sono quindi al centro del dibattito e ci si chiede se questi ritardi si rifletteranno sul prossimo versamento relativo al mese di novembre.

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Perché il reddito di cittadinanza di ottobre 2022 non è stato pagato?

Il pagamento del reddito di cittadinanza di ottobre 2022 era previsto entro sabato 5 novembre ma ben 70mila famiglie non hanno ancora percepito le somme dovute. L’assenza di comunicazioni ufficiali aveva destatato numerose perplessità fino a quanto la pagina Facebook, “INPS per la famiglia”, ha risposto ad un utente nella sezione commenti di un suo stesso post. Lo screen di questo commento è poi diventato virale grazie alla sua ricondivisione sul gruppo Facebook “ASSEGNO UNIVERSALE RDC BONUS INPS”.

Dal messaggio apprendiamo che, i ritardi nei pagamenti dell’rdc di ottobre, sono causati da un aumento dei controlli da parte dell’ente. L’INPS non ha chiarito se questi controlli siano legati alle verifiche che hanno portato alla sospensione di molte pratiche per quelle famiglie composte da ragazzi con meno di 26 anni, non sposati, che vivono da soli e non raggiungono specifiche soglie di reddito.

Nessuna informazione però neppure sul fronte delle tempistiche di lavorazione, una condizione che ha dato adito ad un’altra preoccupazione all’orizzonte: questi ritardi finiranno per posticipare i pagamenti del Reddito di cittadinanza riferiti al mese di novembre?

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Il pagamento di novembre arriverà in ritardo?

Nella mancanza generale di comunicazione diretta, non sono state chiarite delle possibili conseguenze sulle pratiche del mese corrente. Non sono quindi, in via ufficiale, previsti ritardi sui pagamenti del reddito di cittadinanza di novembre 2022.

Il problema più grande è però la mancanza di preavviso su questo slittamento sui pagamenti, un disservizio che causerà disagi notevoli a molti nuclei familiari, che ad oggi vedono nella misura dell’rdc l’unica entrata capace di saldare spese come quelle dell’affitto, delle bollette o degli alimenti.

Quando è tolto il reddito di cittadinanza

La certezza che tutti i beneficiari in attesa del versamento possono avere è che questa mancata erogazione non è per forza ascrivibile ad una revoca anche perché le condizioni per vedersi negato l’accesso all’rdc sono ben note e definite. La revoca del reddito di cittadinanza scatta infatti quando:

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  • Uno dei componenti della famiglia percepisce l’rdc;
  • Non si effettua la DID (dichiarazione di immediata disponibilità la lavoro);
  • Non si sottoscrive il Patto per il lavoro o quello per l’inclusione sociale;
  • Non si partecipa, senza giustificato motivo, alle iniziative di formazione e reinserimento lavorativo;
  • Non si aderisce a progetti utili alla collettività (in caso il Comune di residenza li abbia istituiti);
  • Non si comunica la variazione occupazionale;
  • Si dichiarano informazioni false per prendere più soldi;
  • Non si aggiorna l’Isee in caso di variazione del nucleo familiare;
  • Si viene trovati a svolgere attività lavorativa non dichiarata;

Il governo Meloni cancellerà il reddito di cittadinanza?

Queste condizioni di revoca restano inalterate anche dopo l’insediamento del governo Meloni, un esecutivo che conta nella sua formazione attuale numerose figure che hanno più volte manifestato la volontà di cambiare il reddito di cittadinanza.

Future modifiche non sono quindi da escludersi, ma non c’è concordia tra le parti della maggioranza del centrodestra sulla direzione da intraprendere. In questo contesto infatti si fanno strada idee diverse. Da un lato Salvini che propone di sospendere l’Rdc per sei mesi a chi ha terminato le prime diciotto rate. Dall’altro Meloni che ha avanzato l’ipotesi di garantire il sussidio solo a quelle famiglie che hanno persone anziane over 60. O ancora persone con disabilità, figli minorenni o persone non occupabili. Linee non del tutto inconciliabili tra loro, ma che di certo richiedono ampie discussioni prima di qualsiasi attuazione concreta.
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