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Assegno Unico, CAMBIA TUTTO NEL NUOVO ANNO. La Meloni rivoluziona il sussidio, ecco cosa accadrà nel 2023

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Giorgia Meloni, la nuova eletta premier, sembra essere intenzionata a mantenere la sua promessa, ossia quello di aumentare l’importo per tutti. Ma cosa potrebbe accadere?

Assegno unico: com’è stato accolto dal popolo italiano

Sono passati 8 mesi da quando è stato utilizzato per la prima volta l’assegno unico. Sembra essere quindi arrivato il momento di verificare i primi bilanci e di capire come potrebbe evolversi questa misura nel prossimo anno.

Stiamo parlando proprio dell’assegno unico, di quell’indennità percepita al posto dei vecchi assegni familiari, delle detrazioni e di tutti gli altri bonus, nato per semplificare l’intero quadro.

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Ad oggi però tutto ciò sembra essere sospeso ad un filo. Il problema principale è il fatto che sono più di 10 milioni le persone che ne beneficiano piuttosto che gli 11 milioni previsti.

Inoltre, si tratta di un assegno che è stato utilizzato da 6 milioni di famiglie piuttosto che 7 milioni.

Ciò che ne consegue è il fatto che nelle case dello Stato è rimasto un tesoretto di 2 miliardi di euro inutilizzato.

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Infatti l’assegno unico dedicato alle famiglie italiane non viene attivato in modo automatico. E’ necessario presentare una domanda, un’azione che non tutti hanno eseguito.

Inoltre, è possibile affermare che da una parte le domande sono state più basse delle stime mentre la spesa generale è stata inferiore poiché il 20% delle famiglia ha preso la decisione di non presentare tutti i documenti per la compilazione dell’Isee e quindi di non ottenere nemmeno la cifra minima di 50 euro mensili.

Ricordiamo inoltre che l’assegno arriva ad un massimo di 175 euro e che diminuisse a 85 euro per coloro che hanno dei figli a carico con un’età compresa tra i 18 e 21 anni.

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Il pieno importo viene concesso a coloro che hanno un Isee che non supera i 15.000 euro. Mentre, chi ha un reddito superiore, vedrà scendere mano a mano fino a raggiungere la cifra minima di 50 euro.

Le novità dell’assegno unico proposte dal primo gennaio del 2023

Ma quali saranno le modifiche che verranno attuate all’assegno unico in vista del nuovo anno?

Si era già pensato che, durante il primo anno, l’adesione non sarebbe stata proprio al 100%. E questa quindi una situazione che non sorprende più di tanto anche se, continuando di questo passo, è molto probabile che durante la fine dell’anno prossimo possano avanzare 4 miliardi di euro sui 18 messi a disposizione.

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Quindi, è molto probabile che per il 2023, l’assegno unico aumenterà ma non del 50% e non per tutti i livelli di Isee proprio come il Giorgia Meloni aveva promesso durante la campagna elettorale.

Si potrebbe quindi vedere l’aumento da 175 a 263 euro al mese per coloro che hanno un ISEE non va oltre 15.000 euro.

Attualmente, l’importo medio mensile, si aggira intorno ai 233 euro. Comunque è possibile affermare che dal primo gennaio 2023, la cifra mensile aumenterà anche perché gli importi devono necessariamente essere adeguati al costo della vita.

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E questo è ciò che prevede la legge che ha provveduto alla sua introduzione. In questo modo l’assegno unico terrà conto anche dell’inflazione proprio come accadrà anche per le pensioni.

E così, l’importo massimo salirà fino a 190 euro mentre quello minimo sarà aumentato di 4 euro. Verrà aumentato anche la soglia dell’isee il quale, si trasformerà da 15.000 attuali a 16.185 euro mentre, quella per l’importo minimo, sarà aumentato da 40.000 a 43.160 euro.

Molto probabilmente l’aumento della soglie di ISEE darà anche la possibilità al quadro generale di cambiare totalmente. Inoltre, nel 2023 non verranno modificati nemmeno i requisiti del nucleo familiare e quindi l’assegno verrà erogato in ogni caso direttamente dall’INPS senza essere costretti a presentare una nuova domanda.

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All’interno del suo programma elettoraleFratelli d’Italia aveva proposto un aumento secco andando ad utilizzare parte delle risorse che attualmente venivano utilizzate in bonus considerati inutili.

Tale partito ha affermato di essere intenzionato a potenziare la misura aumentando sia i criteri che le risorse.

Al primo punto del programma c’è quindi questo argomento considerato come una vera e propria priorità proprio perché è sempre importante offrire un sostegno alla natalità e alle famiglie portando l’assegno ad una cifra di 200 euro al mese per il primo anno di vita di ogni bambino e a 260 euro al mese dal secondo anno in poi.

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Un aumento del genere però risulta essere difficile da attuare in quanto nel lavoro dell’esecutivo ci sono anche altre priorità che non devono essere lasciate indietro.

Ovviamente stiamo facendo riferimento alla legge di bilancio che si concentrerà sul caro bollette e sui numerosi provvedimenti in cui le pensioni sono protagoniste.

Come presentare la domanda per l’assegno unico nel 2023

Ma in che modo fare richiesta per l’assegno unico nel 2023? Per ottenere tale agevolazione sarà necessario accedere al sito dell’INPS e cliccare nell’area “Assegno unico universale per i figli a carico“.

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Ovviamente sarà necessario possedere uno Spid di livello 2 oppure altre identità digitali come CIE o CNS.

Inoltre si ha anche la possibilità di richiedere tale assegno attraverso una chiamata al numero verde dell’Inps 803.164 o al numero 06 164.164.

Chi invece desidera delegare l’intera domanda, non dovrà fare altro che chiedere aiuto ad un ente di patronato. È molto importante però essere a conoscenza del fatto che non si ha la possibilità di richiedere arretrati.

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Assegno unico e reddito di cittadinanza

Dal mese di marzo a settembre, sono stati 8,9 miliardi di euro erogati per l’assegno unico.

Invece, per quanto riguarda la spesa per coloro che non percepiscono il reddito di cittadinanza, si parla di un consumo di 8,5 miliardi di euro di fronte a 5,5 milioni di richiedenti e 8,8 milioni di figli che ne beneficiano.

In poche parole, gli importi medi mensili si aggirano intorno ai 233 euro per richiedente, mentre per figlio invece si parla di una cifra media mensile di 145 euro.

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Coloro che invece hanno percepito almeno una volta il reddito di cittadinanza, rientrano nella platea di 476.000 percettori, una fetta della popolazione italiana in cui non mancano 84.000 figli a carico.

In questo caso l’importo medio mensile per coloro che percepiscono tale indennità è di 166€ a famiglia.
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