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ADDIO Reddito di cittadinanza, ORA E’ UFFICIALE: C’E’ LA DATA EFFETTIVA. Meloni fa sul serio e taglia definitivamente il sussidio

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Reddito di cittadinanza

«Stop, stop, stop! Dobbiamo eliminare un sussidio immorale per tutti quelli che sono in condizioni di lavorare». Lo ha annunciato eloquente la premier davanti a ministri e capigruppo a vertice di maggioranza di ieri. È in arrivo la stretta del governo Meloni sul Reddito di Cittadinanza. La premier, fino a pochi mesi fa auspicava un’abolizione totale, ma nelle ultime settimane si era ipotizzato un intervento più contenuto. Alla fine, pare che il nuovo esecutivo, con la nuova manovra, toglierà al sussidio tra uno e due miliardi di euro, da riutilizzare nel taglio al cuneo fiscale o per finanziare quota 103. Il piano è semplice: niente RdC agli «occupabili», ovvero tutti coloro che sono tecnicamente in grado di lavorare. Si tratta di 600 mila persone, che fra sei mesi, quando entrerà in vigore la nuova legge di Bilancio, smetteranno di percepire il sussidio, che invece rimarrebbe per i disabili e le famiglie numerose, riporta la Repubblica. Al taglio, ha spiegato Meloni, si aggiungerà un accurato monitoraggio per evitare che il Reddito non arrivi a chi non ne ha diritto. La premier, nella sala verde di Palazzo Chigi, ha posto l’attenzione soprattutto su chi continua a percepire il sussidio pur non risiedendo più in Italia, oltre che su chi – a margine – lavora in nero. In questo senso saranno i comuni a ricevere maggiore libertà di controllo.

I corsi di formazione proposti da Durigon

Quella della premier non è l’unica ipotesi sul tavolo. Al vaglio rimane anche la proposta del sottosegretario al Lavoro Carlo Durigon, spiega la Stampa. Secondo le regole attuali, dopo 18 mesi di percezione del Reddito, arriva una pausa di un mese durante la quale le condizioni del percettore vengono valutate. Se sono rimaste invariate rispetto all’inizio, il sussidio riprende a essere erogato il mese successivo. E così si può continuare virtualmente all’infinito, ogni anno e mezzo. Durigon propone di aumentare il periodo di sospensione da uno a sei mesi, e di inserirvi all’interno un corso di formazione per aiutare il disoccupato a inserirsi nel mondo del lavoro. L’idea del sottosegretario, condivisa dalla Lega, è di mantenere l’assegno invariato per i primi 18 mesi, e poi di ridurlo dopo ciascuna sospensione.

I costi e i numeri degli «occupabili»

Il RdC costa intorno a 9 miliardi di euro all’anno. Al momento le persone che in qualche modo ne beneficiano sono 2,4 milioni. Di queste, 430 mila vivono al Nord, 328 mila al Centro, e 1,7 milioni nel Sud e nelle isole. I nuclei con minori sono 328 mila e l’importo medio erogato è di 550 euro. Dei 600 mila che «occupabili», almeno 480 mila, secondo l’Anpal, non firmano un contratto da almeno tre anni e non vanno oltre la terza media. Secondo l’Inps, invece, gli occupabili immediatamente sono meno: 372 mila.

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