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Stop reddito di cittadinanza, adesso è ufficiale: spunta la nuova disposizione. Il 2024 sarà l’anno della svolta, cambierà tutto

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Reddito di cittadinanza, stop nel 2024 per chi può lavorare. Un anno di ‘cuscinetto’ per inserire i lavoratori occupabili nel mondo del lavoro, accompagnati da appositi corsi di formazione, considerati obbligatori. Sarebbe questa, in attesa della decisione finale del cdm, la soluzione individuata dal governo come uscita soft dal reddito di cittadinanza per i cosiddetti occupabili.

L’idea della cancellazione immediata del beneficio già dall’1 gennaio, che avrebbe permesso di risparmiare 1,8 miliardi, sarebbe stata accantonata, sposando invece la soluzione ponte proposta dalla ministra del Lavoro Calderone.La data di interruzione sarebbe quindi, a quanto si apprende, quella del 31 dicembre 2023.Reddito di cittadinanza, ipotesi stop nel 2024 per chi può lavorare: spunta l’anno “cuscinetto”.

Modifiche reddito di cittadinanza, il governo ci ripensa: “Al lavoro per la nuova legge”. Le ultimissime

Il governo Meloni è al lavoro per la legge di bilancio. Si tratta del provvedimento più importante tra quelli programmati annualmente. Infatti, la legge permette di distribuire le risorse dello Stato nell’anno che verrà indicando gli indirizzi e i programmi da attuare e con quali risorse nel dettaglio.

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La legge di bilancio va approvata entro il 31 dicembre del 2022 ma occorre presentarla in tempo utile alle Camere per dare la possibilità di presentare emendamenti, ossia proposte di modifica. La legge di bilancio di quest’anno non avrà molti margini di manovra. Gran parte dei provvedimenti saranno indirizzati a confermare gli interventi del precedente governo sulle bollette.

Reddito di cittadinanza, nessuna novità nel breve periodo

Tuttavia, il nuovo esecutivo ci tiene a dare un segnale di discontinuità con il passato. Uno dei temi in tal senso è senza dubbio la riforma del reddito di cittadinanza. Intanto il sussidio è passato dall’abolizione totale della campagna elettorale alla riforma. Inoltre, prima di rimodulare l’intero sussidio cambiandone anche il nome come segnale di discontinuità è intenzione del governo iniziare ad apportare delle modifiche.

Tuttavia, tali novità per i percettori del reddito inizieranno soltanto a partire dal mese di luglio. Fino al 30 giugno non dovrebbe cambiare nulla per i percettori del reddito di cittadinanza. Successivamente, le modifiche riguarderanno sostanzialmente i single che percepiscono il reddito. Infatti, a costoro sarà tolto il sussidio alla prima proposta di lavoro rifiutata.

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Nulla dovrebbe cambiare, quindi per le famiglie con minori o con persone dai 60 anni in avanti. Al massimo cambierà il nome del sussidio per dare un senso di cambiamento e discontinuità più formale che sostanziale. Tuttavia, dal taglio del reddito ai single in età compresa tra i 18 e i 59 anni si presume di recuperare 1,8 miliardi.
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