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Sospensione Assegno Unico, tantissime famiglie a rischio. Italiani sul filo del rasoio: ecco chi dovrà restituire tutti i soldi ricevuti

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Clamoroso errore nella distribuzione delle maggiorazioni dell’Assegno Unico da parte dell’INPS e dello stato.

Alcune famiglie saranno costrette a rimborsare una maggiorazione molto richiesta, che fa parte della serie di supplementi all’Assegno Universale per le famiglie che tutti i genitori con figli ricevono.

Si tratta di un errore di formulazione della norma che penalizza le famiglie omogenitoriali. Il governo potrebbe intervenire per modificare la legge e correggere questa anomalia, ma per ora lo Stato sta comunque richiedendo la restituzione di parte degli assegni elargiti durante questi mesi. Ecco come restituire le cifre richieste tramite il portale online dell’INPS in attesa che questa stortura venga corretta.

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Assegno unico, come funziona?

L’Assegno Unico è una norma che riassume tutti i bonus legati alla genitorialità in Italia. Prima di questa riforma, promossa dal governo Draghi, ha eliminato tutti i bonus precedentemente creati per sostenere le famiglie e la natalità. Questi bonus erano dispersi in diversi enti che dovevano valutare l’adeguatezza delle richieste e elargirli. Raccoglierli tutti diventava un lavoro per le famiglie e uno spreco di risorse per lo Stato, per questo sono stati razionalizzati in un solo bonifico mensile direttamente sul conto corrente delle famiglie interessate.

Al momento l’Assegno Unico è basato sull’ISEE, un parametro che identifica la situazione reddituale e patrimoniale della famiglia negli ultimi due anni. Questo significa che la cifra di base dell’Assegno Unico viene calcolata in base all’effettivo bisogno delle famiglie. L’ISEE è un parametro che tiene conto di moltissime variabili, tra cui anche il numero di figli a carico. Il nuovo governo però vorrebbe cambiare questa parte della misura, dando maggiore importanza al quoziente familiare.

Cambiando la norma in questo modo si andrebbero a favorire le famiglie con più figli invece di quelle con meno risorse. Il governo sostiene che la norma modificata in questo modo potrebbe favorire la natalità. I critici invece sottolineano come si vada a penalizzare le famiglie più povere in favore di quelle più numerose che, spesso, sono più agiate e possono permettersi di fare la scelta di avere più figli.

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Il problema delle maggiorazioni

Oltre alla cifra base dell’Assegno Unico, esistono varie maggiorazioni che si sommano in caso di determinate situazioni familiari. La più famosa è quella per le famiglie con figli disabili a carico, ma esiste anche un’altra maggiorazione: quella per le famiglie con entrambi i genitori lavoratori. Questo aiuto viene dato per favorire l’occupazione femminile, e impedire che l’assegno avvantaggi quelle famiglie in cui uno dei due partner non lavora.

Il problema di questa norma sta però nella formulazione. La parola “entrambi” sta ad indicare la presenza di due genitori. Questo quindi esclude tutte quelle famiglie composte da un solo genitore e uno o più figli, magari perché uno dei due genitori è deceduto. Da molte famiglie questa norma era stata interpretata come se la maggiorazione dovesse applicarsi a tutte quelle famiglie che hanno tutti i genitori che lavorano.

Al contrario invece, il termine “entrambi” indica chiaramente  che i genitori lavoratori devono essere due. Per questa ragione queste famiglie dovranno riconsegnare la maggiorazione ricevuta. Per farlo basta andare nell’area pagamenti del sito dell’INPS. In ogni caso il governo vorrebbe modificare questa norma in modo che includa anche i nuclei monogenitoriali, ma bisognerà aspettare l’approvazione della legge di bilancio 2023 che avverrà a dicembre.

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