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Reddito di cittadinanza, L’ULTIMA RICARICA DELL’ANNO. Poi il sussidio sarà tolto a tutti, ecco qual è la verità

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Reddito di cittadinanza

Sul Reddito di cittadinanza c’è molta confusione, in particolare su quelle che sono le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2023.

Salvo modifiche da parte del Parlamento, infatti, così come scritta oggi, la manovra toglie il Reddito di cittadinanza a tutti nel 2023, salvo alcune eccezioni. Non è però fatta alcuna distinzione tra occupabili o no.

Facciamo dunque chiarezza su come il Reddito di cittadinanza viene cambiato dalla legge di Bilancio 2023, ossia su quali sono le novità introdotte e quali saranno le famiglie che dovranno fare i conti con lo stop improvviso dei pagamenti dopo 8 mensilità.

Reddito di cittadinanza, a chi viene tolto davvero nel 2023

Ci è stato detto da diversi esponenti del governo Meloni, come pure riportato da gran parte della stampa, che il Reddito di cittadinanza nel 2023 viene ridotto, per i soli occupabili, da 12 a 8 mesi.

È sbagliato: nel primo comma dell’articolo 59 del testo della legge di Bilancio 2023 si legge infatti che il Reddito di cittadinanza nel 2023 può essere percepito per un massimo di 8 mensilità.

Tale regola vale per tutti, e non solo per gli occupabili, eccetto per i nuclei familiari in cui figura almeno un:

  • minore;
  • disabile;
  • over 60.

Quindi, se un occupabile ha un minore a carico non deve temere per la riduzione del Reddito di cittadinanza; diversamente, un nucleo con un solo componente, dove questo frequenta l’Università e quindi è escluso dal rispetto dell’obbligo lavorativo previsto dalla normativa non essendo ritenuto immediatamente occupabile, subirà lo stop della misura, e l’impossibilità di fare una nuova domanda, dopo l’ottava ricarica ricevuta nel corso del 2023.

Di fatto, se l’intento del governo Meloni era quello di punire i furbetti, la legge di Bilancio doveva essere scritta diversamente. Per adesso c’è un “errore”, in quanto così non è raggiunto l’obiettivo dichiarato.

Obbligatoria la partecipazione a un corso di formazione

Come detto sopra, di occupabili si parla nella parte in cui è introdotto l’obbligo di prendere parte a un corso di formazione o riqualificazione professionale, della durata di almeno 6 mesi, nel corso del 2023.

Tale obbligo vige solamente nei confronti dei soggetti che devono sottoscrivere il Patto per il lavoro con il centro per l’impiego o il Patto per l’inclusione sociale con il Comune. Per tutti gli occupabili quindi, anche per quelli che non subiranno lo stop del Rdc dopo 8 mesi in quanto fanno parte di un nucleo con minori, disabili o ultrasessantenni.

Per chi si rifiuta il Reddito di cittadinanza, infatti, gli sarà tolto immediatamente.

Reddito di cittadinanza cumulabile con il lavoro stagionale

La terza novità della legge di Bilancio è quella che consente di cumulare, entro una certa soglia, l’importo del Reddito di cittadinanza con eventuali redditi da lavoro. Tuttavia, ciò vale solamente per i contratti di lavoro stagionale o di tipo intermittente.

Per questi è prevista una soglia di 3.000 euro entro cui il reddito da lavoro non comporta alcun taglio al Rdc. Per lo stesso motivo, quando il guadagno percepito dalle suddette attività risulta inferiore alla soglia indicata, è meno anche l’obbligo di comunicazione all’Inps per l’avvio dell’attività lavorativa.

Reddito di cittadinanza decade al primo rifiuto di un lavoro

Anche questa regola vale per tutti gli occupabili, quindi anche per i nuclei che non subiranno la riduzione a 8 mensilità. Nel dettaglio, è stabilito che un’offerta di lavoro congrua non può essere mai rifiutata, pena la decadenza del Reddito di cittadinanza.

Oggi, nei primi 18 mesi di percezione, la prima offerta può essere rifiutata. Ma in questo modo si faceva scattare un meccanismo di decàlage che riduce l’importo del Rdc di 5 euro ogni mese.

Dopo il primo rinnovo neppure un’offerta di lavoro può essere rifiutata. Quindi, per chi percepisce della misura da più di 18 mesi, non ci sono cambiamenti.

Reddito di cittadinanza tolto a tutti nel 2024

La legge di Bilancio 2023 poi non lascia spazio a interpretazione su cosa succederà nel 2024: le disposizioni relative al Reddito di cittadinanza, infatti, saranno interamente abrogate.

Il Rdc, quindi, cesserà di esistere e di fatto l’ultima mensilità pagata dovrebbe essere quella di gennaio 2024 (in quanto riferisce a dicembre 2023). Lo stop riguarderà anche la pensione di cittadinanza.

Dopodiché stop alla misura, dopo quasi quattro anni dalla sua introduzione. Ma, assicura il governo Meloni, ci sarà un nuovo sostegno.


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