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Guerra Ucraina

Guerra Ucraina, Erdogan: “Cessate il fuoco”. Putin: “Solo se Kiev riconosce

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Ucraina Putin accordo grano

GUERRA UCRAINA. Il presidente russo ha ribadito nella telefonata con l’omologo turco Erdogan che la Russia è aperta “a un dialogo serio” se Kiev “soddisfa le richieste note e tiene conto delle nuove realtà territoriali”. Secondo l’intelligence ucraina, l’esercito russo perderà “fino a 70 mila uomini nei prossimi 4-5 mesi”. Mosca accusa l’Italia: “Non può fare da mediatore tra Russia e Ucraina perché appoggia il regime sanguinario di Kiev e prende una posizione aggressiva anti-russa”.

Guerra Ucraina – La controffensiva dal cielo di Kiev

Nella notte forte esplosione a Melitopol, occupata dai russi. Mosca accusa l’Italia: “Non può fare da mediatore tra Russia e Ucraina perché appoggia il regime sanguinario di Kiev e prende una posizione aggressiva anti-russa”. Secondo l’intelligence ucraina, l’esercito russo perderà “fino a 70 mila uomini nei prossimi 4-5 mesi”. Putin: “Continueremo a sviluppare le nostre forze armate”. L’Ue annuncia nuovi aiuti: vertice il 3 febbraio a Kiev.

Stoltenberg: “Cresce partnership Russia-Cina, restare uniti”

“I regimi autoritari hanno aumentato la loro cooperazione. Un paio di settimane prima dell’invasione russa dell’Ucraina, il Presidente Putin e il Presidente Xi si sono incontrati a Pechino. Hanno annunciato un partenariato strategico “senza limiti”. Russia e Cina si addestrano e operano insieme in misura maggiore dal punto di vista militare. Hanno una crescente cooperazione economica”. Lo ha detto il segretario generale della Nato parlando alla Conferenze annuale delle imprese norvegese a Oslo.

“La Cina non ha condannato l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Al contrario, promuove la narrativa russa, che attribuisce la colpa alla Nato. E per la prima volta la Cina ha appoggiato la richiesta della Russia di chiudere le porte della Nato ai nuovi Stati membri. Non solo la cooperazione tra Russia e Cina si sta rafforzando, ma la Russia sta anche costruendo legami più stretti con altri regimi autoritari, come l’Iran e la Corea del Nord. Si tratta di regimi diversi.

Ma hanno in comune il fatto di promuovere un ordine mondiale alternativo. Sostengono valori che violano la nostra fede nella libertà e nella democrazia. In un mondo più pericoloso, è ancora più importante che noi, che crediamo nella libertà e nella democrazia, restiamo uniti”, ha aggiunto Stoltenberg sottolineando: “Non dobbiamo ripetere gli errori” fatti in passato “con altri regimi autoritari. Non con la Cina”. (Skytg24/Adnkronos)


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