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Messina Denaro, Feltri contro il Sud: “La Sicilia non è Vigevano, nel Paesello nessuno ha denunciato il mafioso”

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Feltri torna a puntare il dito contro il Sud. Sono giorni oramai che non si fa che parlare di Messina Denaro e come è ovvio che sia, ognuno dice la sua. Dagli esperti, ai giornalisti vari, ai capi di Stato, ministri, giustizia e chi più ne ha più ne metta. Il primo covo del super boss, il secondo, il terzo e decine e decine di trasmissioni Tv che analizzano il caso e ognuno con i super ospiti di eccezione.

E ovviamente non poteva mancare il Twitt del “contro tutto e tutti sempre” e/o (in base a chi lo ama e chi meno) “detentore della verità assoluta” anche se scomoda, Vittorio Feltri.

Feltri contro il Sud

E quello che doveva essere per molti “la vittoria dello Stato”, diviene per Feltri un nuovo affondo contro il Sud. E già perché secondo lo stimato giornalista, direttore, politico e opinionista italiano, è normale che nessuno abbia denunciato Messina Denaro perché siamo al sud, in Sicilia… Mica a Vigevano!

E ancora più esplicito e senza peli sulla lingua durante la sua apparizione a Stasera Italia:

“Il risultato è soddisfacente per tutti – ha detto Vittorio Feltri a Barbara Palombelli – Abbiamo festeggiato questo evento ma non dobbiamo dimenticare che questo signore era ricercato da trent’anni e nessuno lo trovava. Nonostante abitasse in un piccolo centro dove tutti lo conoscevano, dove tutti lo frequentavano e nessuno ha mai fiatato”.

La domanda caro direttore Feltri sorge spontanea:

Perché se era a Vigevano, Lei davvero può asserire che sarebbe stato denunciato dai suoi concittadini? Perchè la Mafia, la Camorra, l’ndrangheta esistono solo al Sud e non si sono radicate nelle altre città d’Italia e dell’Europa e del mondo?

Forse per Lei “omertà” è sinonimo di Sud, la sconvolgerà ma sul vocabolario d’italiano non vi è nessuna collocazione geografica ma parla di persone omertose. E le persone omertose sono ovunque, in ogni luogo e in ogni dove.

Al di là dell’omertà che indubbiamente esiste, ma potrebbe essere che anche al Sud ci sono persone per bene, non immischiate in certi “affari”, pur vivendo porta a porta con un mafioso? E può essere che magari qualcuno veramente non lo sapeva, non lo conosceva?

Personalmente io ci vedo l’arresto di un mafioso che è riuscito per trent’anni a farla franca proprio sotto i nostri occhi e la colpa certo non può essere di un “Paesello” della Sicilia (come lei l’ha definito), è troppo facile dare la colpa alla “gente” soprattutto quando si parla del Sud.

E sarà perché sono del Sud che me la prendo così a male, sarà perchè noi qua ci viviamo, ci siamo nati e ci cresciamo i nostri figli nonostante tutto… Nonostante quel che si dice dei nostri “mondi a metà”… E le posso assicurare che non siamo tutti mafiosi, né camorristi, né omertosi. Chi ha cercato di denunciare davvero, chi il “giornalista” l’ha fatto per strada, oggi non c’è più e non può raccontarlo, perchè ci ha rimesso la propria vita.

Uno tra tanti?

Giancarlo Siani, era giovanissimo e aveva tutta una vita davanti. Purtroppo lui non ha avuto al fortuna di Roberto Saviano, di scrivere best seller, farne film e campare ancora grazie alla scorta: “morto ammazzato” come si suole dire dalle nostre parti. E la sua uccisione fu ordinata dal boss Angelo Nuvoletta, per volontà del mafioso Totò Riina, capo di Cosa nostra, a cui il clan di Marano era affiliato.

Anche a fare l’opinionista, direttore, ci vorrebbe un pò di “tatto”, rispetto o meglio sempre per dirla nel nostro dialetto “creanza”.

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