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Messina Denaro, Saviano: “Era dove tutti sapevano fosse”. Le perle del giornalista -scrittore che poi ritratta: “Ho paura”

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Saviano

Messina Denaro, una “vittoria dello Stato” oppure no? L’opinione pubblica si divide, idem la politica.

E poi c’è lui, quello a volte, “inqualificabile”, “non pervenuto” per certe frasi e pensieri che tira fuori: Roberto Saviano. Un giornalista-scrittore “fortunato” che non ha dovuto scontrarsi seriamente con le “dure” leggi della camorra (in fondo non fa altro che fargli pubblicità), FORSE e sottolineo FORSE perchè nemmeno la camorra lo ritiene così importante da prendersi la briga di farlo tacere? Quando la camorra, la mafia ha voluto zittire qualcuno di veramente scomodo l’ha fatto e come. Basta pensare al giovanissimo Giancarlo Siano, fatto fuori per volontà di Totò Riina e tra l’altro se qualcuno non lo sapesse, all’epoca dei fatti, Giancarlo non era nemmeno un giornalista “finito”, avrebbe dovuto conseguire da lì a poco il tesserino.

Roberto Saviano

Un giornalista-scrittore che ha fatto la sua fortuna grazie a Gomorra, che per il solo fatto che ha raccontato della Camorra, ritiene di conoscere la verità assoluta anche su ciò che forse non è di sua competenza e peccando come sempre di protagonismo.

Nel giorno dell’arresto di Matteo Messina Denaro se ne esce con questo Tweet: “ Tutti sapevano dove era nascosto Messina Denaro. Ovviamente era nella sua terra”.

Ma tutti chi Savià? E allora te la meriti la satira di Giovanni Zola, autore di testi satirici anche per Zelig, che ha riportato sulla sua rubrica per Il Giornale con il nome di Gorgon.

Il meme

 Saviano: “Tutti sapevano dove era nascosto Messina Denaro. Io non l’ho detto perché volevo vedere se ci sareste arrivati da soli”.

Un Tweet a dir poco irriguardoso verso le vittime di questa vicenda e chi per tanti anni si è impegnato nella sua ricerca. Che Messina Denaro abbia avuto dei complici, prestanomi e chi per essi, questo è fuori da ogni dubbio (e ahimè anche un bambino ci sarebbe arrivato a capirlo). Ma da qui a generalizzare con un “tutti”, ci vuole una bella faccia tosta e soprattutto un’innata “ignoranza”, nel senso pieno e puro della parola stessa: quando si ignora qualcosa, perché effettivamente non la si conosce.

E mica sono tutti come te? Che raccontando la “sporcizia” di Napoli te si’ fatte e’ sorde?

I giornalisti veri, stanno sottoterra: “morti ammazzati”. E non solo loro, anche qualche giovane medico come Attilio Manca, fatto fuori dalla mafia a soli 34 anni perchè si rifiutò di operare alla prostata il superboss allora latitante Bernardo Provenzano.

Quindi tu, Saviano, schhhhh: taci!

Tu la Camorra non l’hai denunciata, ci hai tratto profitti. Che oggi tu non sia un uomo “libero” perchè con la scorta, non ci piove e non mi permetto di parlarne perchè non so cosa significa, ma ognuno raccoglie ciò che semina, ogni nostra azione ha una conseguenza e nel momento in cui ti è capitata quella storia tra le mani, l’hai accettata, quindi eri consapevole e non puoi oggi lamentarti perchè vivi sotto scorta.

Hai fatto una scelta

Da un alto il best seller, la fama, i film, le serie tv e i soldi; dall’altra la tua vita. Ogni scelta comporta un sacrificio e perdonatemi ma per me può definirsi sacrificio quello degli uomini che hanno catturato Matteo Messina Denaro; oppure della scorta di Giovanni Falcone, le loro famiglie alle quali è stato dato un risarcimento economico e una medaglia.

Sarò cruda e antipatica e molti non sposeranno il mio pensiero ma scusatemi: una vita quanto vale? Una vita la si può quantizzare in cifre? Per me no.

Roberto Saviano: “Ho Paura”

Prima ti eleggi a mister “so tutto io”, getti fango ovunque, poi hai paura. Dietro la cattura di Messina Denaro a detta di Saviano ci sarebbe una spia. 

“Nel mio articolo – sottolinea lo scrittore – ho mostrato che il problema non viene arginato con il suo arresto. La Mafia è l’economia più florida del nostro Paese”. Ed eccola l’ennesima scoperta colossale di Roberto Saviano, come se il mondo non lo sapesse.

Lo sfogo personale

Ho paura di continuare a vivere così, sotto scorta. Non ho paura del fango e dell’odio, ma uno degli assassini di Falcone ha chiesto il ritiro del mio ultimo libro: assurdo. Devo trovare, prima o poi, il modo di uscirne”. Hai paura per la tua vita? O forse perché l’ispirazione è finita? E che sia chiaro, non giudico lo scrittore, e forse nemmeno il giornalista… Ho acquistato e anche letto i suoi libri, contribuendo forse nel mio piccolo alla sua fortuna… E non giudico nemmeno a persona… Ognuno è ciò che decide di essere, però poi non deve scocciare il prossimo. Però poi dovrebbe mostrare un minimo di tatto quando apre la bocca.

Tutti sapevano dov’era? E vaglielo a dire a chi ci ha passo notti e notti sveglio a rischiare la pelle e a condurre indagini, vaglielo a dire alla mamma del piccolo Giuseppe Di Matteo. Forse qualcuno sapeva, ma non tutti. E al di là di quanto ciò possa o non possa essere vero e che comunque non sta a noi giudicare… Resta di fatto che io so che a Napoli non siamo tutti mariuoli e camorristi e perciò anche in Sicilia non sono tutti omertosi. Esistono persone che “sò brava gente”. Forse ti sei calato un pò troppo nei tuoi personaggi di Gomorra.


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