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Cronaca

Geolier e il video ‘Narcos’ che lo “inguaia”: la polemica dei genitori di Giogiò Cutolo

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Emanuele Palumbo, conosciuto con il nome d’arte Geolier, ha finora rilasciato due album. Nel 2018, ha pubblicato uno dei suoi brani più celebri, “P Secondigliano”, dove racconta la sua esperienza di guidare un’auto di lusso nel suo quartiere, insieme ad altri oggetti di marca.

L’anno successivo, nel 2019, all’età di soli 19 anni, ha debuttato con il suo primo album intitolato “Emanuele”. Questo album è stato principalmente prodotto da Dat Boi Dee, che ha anche ricoperto il ruolo di direttore artistico del progetto. In seguito, il 10 luglio 2020, l’album è stato ristampato con sei nuove tracce inedite e ribattezzato “Emanuele”.

Fin dai suoi esordi, Geolier ha collaborato con importanti rapper e trapper italiani come Emis Killa, Lele Blade e Guè Pequeno. Queste collaborazioni hanno contribuito a far emergere il suo talento, nonostante la giovane età e la relativa inesperienza. Il suo album del 2019 affronta una varietà di temi, dall’amore alla vita quotidiana nelle periferie, riflettendo le esperienze di un ragazzo cresciuto nel quartiere Gescal.

Tra le tracce dell’album c’è anche la famosa “Narcos”

Oggetto di critiche per il testo e il video, in cui Geolier appare con un finto kalashnikov d’oro e oggetti di lusso. Questa canzone è stata criticata dai genitori di Arturo e GiòGiò Cutolo, che hanno contestato il Comune di Napoli per aver consegnato una targa a Geolier in seguito al suo successo a Sanremo.

Le parole di Geolier dopo la morte di GiòGiò:

“Non è possibile morire a 24 anni, nella stagione più bella dell’anno, per un parcheggio. A 16 anni nessuno dovrebbe avere una pistola. Nei quartieri i ragazzi devono cambiare mentalità e scappare da tutto questo male. Voglio dirgli che uscire soltanto per divertirsi con gli amici non è da deboli, che andare a scuola non è da scemi, che portare dei fiori a una tipa che gli piace non è una vergogna”, ha esordito.

“Io sono sempre stato come voi, capisco ogni vostra paura e il vostro punto di vista, era anche il mio fino a poco tempo fa. Non guardiamo per terra, i piedi e l’asfalto, vi assicuro che non è difficile alzare la testa e guardare in alto, il cielo, le stelle, dove tutto è bello anche se sembra inarrivabile. Anche io sono cresciuto nel rione dove parlare in italiano era da scemi, andare a scuola era da deboli. Ma il mondo non è questo”.

“É il momento che tutti facciamo il nostro perché i ragazzi cambino, a partire già da cose che possono sembrare piccole e lontane da quello che è successo due giorni fa, ma non è così. Fa tutto parte della stessa mentalità. Ciao, Giambattista, non è giusto”, ha concluso.

Recentemente, il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha consegnato una targa a Geolier come riconoscimento per il suo contributo alla cultura musicale della città. Tuttavia, questa decisione ha suscitato polemiche, con il padre di GiòGiò Cutolo criticando aspramente il gesto. Nonostante le controversie, il sindaco ha difeso la scelta, sottolineando l’importanza di utilizzare la musica e la cultura giovanile come strumento per mandare messaggi positivi alla giovane generazione.