Bonus baby sitter e congedo parentale, caos per le famiglie: sono incompatibili.

di paolo marsico
8 mesi fa
28 Maggio 2020

Incompatibilità

Il bonus babysitter e il congedo parentale straordinario non solo non sono compatibili: o chiedi l’uno o l’altro. Ma non si possono nemmeno intrecciare. Se quindi una mamma o un papà ha chiesto in marzo o aprile il congedo di 15 giorni per stare a casa con i figli (al 50% dello stipendio), ora in giugno potrà chiederne solo altri 15 e sempre con busta paga dimezzata. Non potrà cioè sostituire i 15 giorni aggiuntivi di congedo con il bonus babysitter.

Vale pure il viceversa. Se uno dei due genitori ha già usufruito dei primi 600 euro del bonus babysitter, ora potrà chiederne altri 600 euro – dall’1 giugno, perché la procedura di rinnovo non è ancora attiva sul sito dell’Inps – ma non potrà sostituire il bonus con 15 giorni di congedo. Le due misure dunque non si parlano. Dovrebbero, soprattutto nel primo caso. Perché il congedo taglia lo stipendio. E ora è più agevole trovare una babysitter a disposizione

Proposta di cambiamento

La contraddizione si riverbera poi sul nuovo doppio uso che si può fare del bonus babysitter, da spendere anche presso i centri estivi, non appena riapriranno. Se uno ha chiesto i primi 15 giorni di congedo ed è costretto – se ne ha bisogno – a rinnovarli anziché accedere ai 600 euro, non potrà usare il bonus per i centri estivi. La deputata Pd Chiara Gribaudo ha rivolto sul punto un’interrogazione al ministro del Lavoro Nunzia Catalfo (M5S).

Anche il Forum delle Famiglie, guidato da Gigi De Palo, propone di cambiare la norma del decreto Rilancio – ora incardinato per la discussione parlamentare alla Camera – così da consentire l’intreccio tra le due misure di aiuto ai genitori. Inps nel frattempo ha chiesto un parere al ministero del Lavoro e attende una risposta per pubblicare una circolare esplicativa.

Resta assodato che chi non ha mai chiesto né il congedo né il bonus babysitter sin qui, ora ne può usufruire in formula piena: 30 giorni anche non consecutivi al 50% dello stipendio oppure 1.200 euro da spendere anche per i centri estivi (che salgono a 2.000 euro per operatori sanitari e forze dell’ordine). (La Repubblica)
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