La seconda ondata fa paura
Mentre gli scienziati si accapigliano sull'incognita contagiosità degli asintomatici o sulle ragioni dell'evoluzione meno problematica della malattia, i cittadini si chiedono quanto è concreta l'ipotesi seconda ondata. Ci sarà o non ci sarà? Tronca sul nascere il discorso Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani di Roma che alla domanda risponde netto: «Non ho la palla di vetro». Perché la realtà è che questo virus è imprevedibile e gli scienziati possono solo formulare ipotesi e chiedere alla popolazione di non fare passi falsi e contemporaneamente ai governi di tenersi pronti.
«In questo caso è un po' come per i terremoti dobbiamo attrezzarci con case antisismiche poi se il terremoto non arriva, meglio così - Walter Ricciardi, rappresentante italiano presso il comitato esecutivo dell'Oms e consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza - Nessuno può essere certo al 100% che in ottobre la pandemia possa riprendere. Ma l'ipotesi che il virus sparisca è improbabile».
Le epidemie
«È molto difficile dire cosa accadrà. I focolai epidemici e sono quelli che potrebbero far riattivare localmente una nuova ondata epidemica, per questo bisogna fare di tutto per vigilare. L'immunità di gregge del Covid-19 dipende da altri fattori rispetto per esempio al morbillo, quello che sappiamo è che ogni volta che un soggetto infetto riesce ad attivare un focolaio (per esempio nelle rsa o in ospedale) può ripartire il contagio ed è quello che sta succedendo a Roma. Va fatta sorveglianza a tappeto per i prossimi mesi, adesso è fondamentale, ci sono troppe variabili legate agli andamenti stagionali che non ci fanno stare tranquilli» conclude la professoressa.
Il primario del Gemelli di Roma
Non schiarisce gli orizzonti nemmeno il primario di Pneumologia del Gemelli, Luca Richeldi: «Allo stato attuale non è possibile prevedere se ci sarà una nuova ondata di casi nei mesi che verranno, in particolare nell'autunno - precisa - L'atteggiamento giusto è quello della cautela e tutti i presìdi che sono stati allestiti (monitoraggio, tracciamento, ospedali dedicati) sono cruciali per non farci trovare impreparati, come inevitabilmente è successo per la prima ondata.
La matematica in questo caso può dare una mano alla comprensione.
«I numeri al momento non ci portano a prevedere una seconda ondata nei prossimi mesi - ne è convinto Nicola Fusco, ordinario di Matematica alla Federico II di Napoli - Una seconda ondata, se ci sarà potrà venire solo in autunno, se non saremo riusciti a eradicare completamente l'epidemia e se allenteremo le pratiche di distanziamento. Ma da qui a settembre mi sembra di poter dure che la situazione dovrebbe essere tranquilla». «In questo momento nessuno è in grado di fare previsioni, gli ultimi esperti di pandemia sono stati quelli della Spagnola di un secolo fa e mi pare che siano morti tutti. Le persone intelligenti usano il buon senso: un virus che ha colpito 7 milioni di persone è improbabile che sparisca di punto in bianco. (IlMattino)
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