Il Senato riconosce la cefalea come una malattia sociale

di redazione
6 mesi fa
9 Luglio 2020

La cefalea cronica è una malattia sociale. A riconoscerla così è stata l’aula del Senato che ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulla malattia. Il provvedimento è diventato legge con 235 voti favorevoli, 2 contrari e nessuna astensione.

Le dichiarazioni di Arianna Lazzarini

“Grande soddisfazione e un pizzico d’orgoglio per questa battaglia intrapresa nel 2011 da consigliere della Regione Veneto e ora vinta in Parlamento”, ha commentato la deputata della Lega Arianna Lazzarini, prima firmataria della proposta di legge approvata.

L’Italia prima in Europa contro la malattia

“L’Italia diventa così il primo Paese in Europa ad adottare un provvedimento come questo – continua nella nota – Un primo punto di partenza e di attenzione verso i circa sette milioni di italiani che ne soffrono, con una prevalenza netta di donne e nella fascia 20-50 anni.”

Malattia invisibile ma presente

“Un segnale concreto che accende i riflettori su questa malattia, affinché i soggetti che ne soffrono non siano più abbandonati a loro stessi e possano finalmente avere una speranza e una nuova dignità di vita. Questa è una malattia invisibile che oggi esce finalmente dal cono d’ombra in cui è sempre stata.”

Non è un semplice mal di testa

Non parliamo del semplice ‘mal di testa’ passeggero, ma di una malattia cronica e invalidante vera e propria, molto più diffusa di quanto si possa immaginare, che purtroppo ha già portato alcuni pazienti a compiere anche gesti estremi”.

La legge

La legge si compone di un solo articolo che recita così: «La cefalea primaria cronica, accertata da almeno un anno nel paziente mediante diagnosi effettuata da uno specialista del settore presso un centro accreditato per la diagnosi e la cura delle cefalee che ne attesti l’effetto invalidante, è riconosciuta come malattia sociale […] nelle seguenti forme: a) emicrania cronica e ad alta frequenza; b) cefalea cronica quotidiana con o senza uso eccessivo di farmaci analgesici; c) cefalea a grappolo cronica; d) emicrania parossistica cronica; e) cefalea nevralgiforme unilaterale di breve durata con arrossamento oculare e lacrimazione; f) emicrania continua». Fonte: la repubblica