L’allarme dagli ospedali: “In reparto tornano i pazienti Covid”

1 mese fa
11 Luglio 2020
di angela capasso

«In reparto tornano i pazienti Covid. Ci risiamo». A lanciare l’allarme è un infermiere dell’ospedale di Cremona, tra quelli in prima linea durante i giorni più drammatici dell’emergenza.

Luca Alini, in un lungo post su Facebook, racconta di pazienti con gravi insufficienze respiratorie e dice che il virus circola ancora e continua ad essere una minaccia.

La maggior parte delle persone sembra essersi dimenticata quello che è successo, denuncia l’infermiere, e pensa alle vacanze. Ma bisogna continuare a tenere alta la guardia e soprattutto non credere che sia sparito.

«Ci risiamo. Non è mia abitudine farmi dei selfie, né tantomeno pubblicarli su Facebook – scrive l’infermiere –  Questo l’ho fatto questa sera alle 22 circa, al lavoro. Non è una foto di marzo o di aprile. In reparto abbiamo ricominciato a ricoverare pazienti COVID con gravi insufficienze respiratorie.

Per ora la cosa è limitata, non come a febbraio o marzo o l’inizio di aprile, quando i COVID erano 30 su 30 in reparto più altrettanti ricoverati in altri reparti, quando su 30 pazienti 26 erano ventilati. Ma il Coronavirus non si è dimenticato di fare il suo lavoro, e da bravo virus fa quello che deve :infetta nuovi ospiti per sopravvivere. Niente di più e niente di meno.

Noi esseri umani, invece, dall’alto della nostra intelligenza ed evoluzione tecnologica e scientifica, facciamo finta che non esista, qualcuno pensa non sia mai esistito, altri che sia un ‘invenzione delle case farmaceutiche o di qualche altra fantomatica lobby segreta. Niente di tutto ciò.

Il virus esiste, non è magicamente sparito, e sta mietendo ancora vittime in altre parti del mondo. Da noi ha già dato, ma non sta scritto da nessuna parte che non possa ricominciare a farsi vivo, e, cosa più importante, il virus non lo sa che noi infermieri, medici, oss ed il resto del personale sanitario siamo distrutti da 3 mesi di lavoro intenso, fatto di paura, tensione, preoccupazioni, emozioni intense e continuo contatto con la morte.

E non gliene frega un cazzo, al Coronavirus, di tutto ciò. La maggior parte delle persone ormai pensa al mare, alla montagna, all’aperitivo con gli amici, alla gita del week end….».

L’ultimo paziente della prima ondata è stato dimesso, dal nostro reparto, il 30 giugno, ricorda l’infermiere. «Sono passati 8 giorni. Non siamo più COVID free, ma poco importa. S

pero che tutto ciò che è stato non si ripeta, ovviamente, ma nessuno ne può avere la certezza, e chi afferma il contrario a mio parere è un bugiardo clamoroso. Su questo virus si sa molto poco, quel poco che sappiamo lo abbiamo imparato strada facendo e lo abbiamo pagato 35000 (trentacinquemila) morti o giù di lì». Fonte: Il Mattino
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