Altro dramma al Cardarelli, muore dopo 10 giorni di ricovero. I messaggi audio: “Non mi assistono”

di nunzia d'aniello
2 mesi fa
20 Novembre 2020

Altro dramma al Cardarelli di Napoli. Dopo 10 giorni di ricovero, 45enne muore. Qualche giorno prima nei messaggi audio, la donna denunciava: «Non mi assistono».

E’ quanto accaduto all’ospedale Cardarelli di Napoli, già sotto l’occhio del ciclone dopo il caso del paziente morto nel bagno. In merito alla nuova vittima, si sa poco o nulla riguardo alle cause della morte.

I Fatti

Non si sa se fosse positiva al covid e quanto abbia inciso un eventuale contagio nelle sue condizioni generali. Le uniche informazioni a riguardo sono: ricoverata al Cardarelli il due novembre e che il dodici è deceduta, anche se pure sulla data della morte non c’è certezza.

Ed è finita come tanti in quel sacco verde diventato il simbolo tetro della seconda ondata di lutti che si è abbattuta in Italia, in Campania e a Napoli.

Aveva 45 anni

Era in dialisi, ma stando a quanto ci perviene, in buone condizioni di salute, aveva un un marito e dei figli. Secondo i racconti dei familiari, era anche abbastanza serena nei primi giorni di degenza in ospedale, tanto da mandare messaggi incoraggianti alla sorella, alle amiche e alla stessa famiglia, fino a cimentarsi sulla app di tik tok, con tanto di occhiali da sole nel lettino dell’ospedale e le note di una canzone napoletana in sottofondo.

Poi, all’improvviso la situazione è degenerata

È stata condotta in un reparto di terapia pre intensiva, poi in terapia intensiva, fino al 12 novembre, il giorno della morte. Un caso su cui la famiglia chiede chiarezza, come riporta il Mattino, tanto da affidarsi a un avvocato per una denuncia che dovrebbe essere depositata questa mattina in Procura.

L’esposto

Un esposto con gli audio che la donna avrebbe mandato alla sorella e agli altri parenti, quando le sue condizioni di salute si sono fatte via via sempre più gravi: «Ho paura, non mi assistono, portatemi una cardio aspirina».

Richieste di aiuto giungono appunto dalla donna ai familiari nel periodo di maggiore stress vissuto negli ospedali a Napoli, e al Cardarelli in particolare, dove secondo alcune fonti, una coincidenza da non sottovalutare mette ancor di più in difficoltà l’ospedale napoletano.

Secondo quanto emerso finora, infatti, la donna, G.L., sarebbe deceduta nelle stesse ore in cui è stato trovato morto l’ottantaquattrenne Giuseppe Cantalupo, nella toilette del pronto soccorso, come ricostruito in un video registrato da un altro paziente.

Due casi e la stessa richiesta di chiarezza e trasparenza da parte delle rispettive famiglie. I parenti della donna chiedono la riesumazione della salma e una serie di verifiche sul cadavere, almeno per ottenere la risposta alla prima domanda, quella più elementare: di cosa è morta?

Due inchieste

Sul Cardarelli vi sarebbero quindi ora due inchieste. Una per omicidio colposo e per abbandono di incapace, sulla quale è al lavoro il pm Liana Esposito, magistrato in forza al pool guidato dal procuratore aggiunto Simona Di Monte. Fascicolo al momento contro ignoti, ieri l’autopsia, nel corso della quale sono stati nominati consulenti della Procura ma anche della famiglia del paziente deceduto: difesi dall’avvocato Antonio Zobel, i parenti di Cantalupo, si affidano alla consulenza dello specialista Saverio Terracciano.

Ieri pomeriggio ancora un altro decesso, la morte dell’ottantenne Nicola Acampora, a sua volta filmato su una barella del Cardarelli nello stesso video che raccontava la fine di Giuseppe Cantalupo.

E ancora la donna 45enne

Stando a quanto ricostruito finora, attraverso appunto gli audio, la G.L. ha una voce sofferente, lamenta mancanza di attenzione da parte di medici e sanitari, anche in relazione all’affollamento di pazienti: «Vedo gli anziani morire», dice in uno dei messaggi spediti alla famiglia; in un altro chiede «cardioaspirina», poi ai suoi parenti dice «portatemi qualcosa».

L’ultimo messaggio è del 10 novembre scorso

Voce appesantita dal dolore, la donna sta per entrare in terapia intensiva. Due giorni dopo il decesso.(IlMattino)
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