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Da Parigi a Roma, Enrico Letta sta arrivando: grandi novità per il Pd

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Oggi a Roma è finalmente in arrivo Enrico Letta. In arrivo da Parigi l’ex premier  che avrà contatti con i suoi fedelissimi prima di sciogliere la riserva sulla candidatura alla segreteria del Pd.
Venerdì a mezzogiorno il Pd potrebbe riavere un segretario e l’Assemblea nazionale di domenica potrebbe sancirlo con un voto unanime.

Arriva l’annuncio di Enrico Letta

Letta ha annunciato che entro 48 ore scioglierà la riserva sulle richieste di candidarsi alla guida del Pd.

Ciò che ha spinto l’ex premier ad attendere è stato molto probabilmente l’ampiezza della base che lo sosterrà all’Assemblea. “Sono grato per la quantità di messaggi di incoraggiamento che sto ricevendo – ha dichiarato su Twitter Letta – Ho il Pd nel cuore e queste sollecitazioni toccano le corde più profonde.

Ma questa inattesa accelerazione mi prende davvero alla sprovvista; avrò bisogno di 48ore per riflettere bene. E poi decidere”

Era infatti domenica quando Enrico Letta aveva manifestato la sua volontà di NON tornare in campo.

Ma Dario Franceschini e Nicola Zingaretti sembravano più decisi a sostenere il suo arrivo che la sua partenza.

L’argomento usato per accattivarlo pare essere stato il suo nome. Si, il suo nome.

Nelle politiche del Pd il nome di Enrico Letta sembrerebbe essere il sinonimo di unità, quello che potrebbe consentire al Pd di uscire dalla palude in cui è finito.

Il Pd è spaccato in due

Se Dario Franceschini ha optato per la riservatezza, Nicola Zingaretti ha fatto ben comprendere il suo orientamento attraverso le dichiarazioni di alcuni dirigenti a lui vicini che hanno convinto Letta a sciogliere la riserva.

A sua volta Goffredo Bettini ha affermato di non avere preclusioni verso Letta, lasciando però intendere di non essere uno degli artefici “dell’ operazione Letta”.

Alla ricerca di un chiarimento

Per il Pd “chiarimento” significa “congresso”. Un congresso è infatti ben visto dalla Base Riformista del partito che con la candidatura di Enrico Letta è rimasta spiazzata.

In poco tempo però, anche i riformisti, hanno dato il loro “sì” per Letta, ma con una precisazione: serve un congresso in autunno.
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