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Kabul in mano ai talebani, l’Afghanistan è diventato un Emirato Islamico: gli italiani lasciano il Paese

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KABUL. Situazione drammatica in Afghanistan: i talebani hanno conquistato Kabul e preso controllo del palazzo presidenziale.

“Non ci sarà alcun governo di transizione, dichiareremo la nascita dell’Emirato Islamico. La vita dei cittadini non saranno a rischio”, hanno assicurato. Il presidente Ashraf Ghani ha lasciato il Paese: “Scappato per evitare un bagno di sangue”. Di Maio: “Nostri connazionali in volo verso l’Italia”.

La rinascita dell’Emirato Islamico

Kabul è quindi finita in poche ore nelle mani dei talebani che hanno annunciato la rinascita dell’Emirato Islamico. Dopo una giornata convulsa, caratterizzata dalla resa di fatto della capitale all’inarrestabile avanzata degli insorti, l’Afghanistan è ormai drammaticamente tornato nella morsa degli insorti.

Dopo l’entrata di una testa di ponte nella città, apparentemente per avviare una trattativa e arrivare ad un governo transitorio, i fondamentalisti hanno improvvisamente sterzato verso la piena presa del potere. Con l’entrata in massa dei combattenti rimasti in attesa del via libera alle porte della città.

Talebani: “Guerra finita, ora pronti al dialogo”

Da Doha un portavoce dell’ufficio politico dei talebani ha detto ad Al Jazeera che la guerra in Afghanistan “è finita”, aggiungendo che sarà chiaro “presto” che tipo di governo ci sarà. Ed aggiungendo che il gruppo è pronto a dialogare con “personalità afgane”, a cui verrà garantita la necessaria protezione. Il portavoce ha ribadito che la sicurezza sara’ garantita ai cittadini e alle missioni diplomatiche.

La resa del presidente Ghani

Il presidente Ashraf Ghani si è dato alla fuga ed è arrivato con la famiglia e alcuni fedelissimi in Tagikistan. L’ipotesi circolata in mattinata di un governo di transizione con a capo l’ex ministro dell’Interno Ali Ahmad Jalali è immediatamente evaporata con l’occupazione del palazzo presidenziale.

“I talebani ce l’hanno fatta a rimuovermi, sono qui per attaccare tutti gli abitanti di Kabul. Per evitare un bagno di sangue, ho pensato che fosse meglio lasciare e partire”. Questo ha poi detto in un messaggio sui social il presidente afghano, Ashraf Ghani, spiegando la sua decisione.

Scene drammatiche di popolazione in fuga

I talebani hanno assicurato di essere entrati in città per garantire la sicurezza, ma Kabul è immediatamente finita nel caos con le strade completamente bloccate per la popolazione in fuga, sparatorie segnalate in città e l’aeroporto “sotto tiro”.

Compresi diplomatici e civili stranieri i quali prendevano d’assalto l’aeroporto della capitale, dove alcuni Paesi come gli Stati Uniti hanno assicurato che manterranno una rappresentanza diplomatica. L’Italia ha evacuato l’ambasciata ed è partito il piano di evacuazione di diplomatici e cittadini, inoltre ha annunciato un ponte aereo per l’evacuazione di tutti i collaboratori afghani dei ministeri di Difesa ed Esteri.

Di Maio: “Italiani a Kabul in volo verso Roma”

“In questo momento il volo dell’Aeronautica Militare con a bordo i nostri connazionali è partito da Kabul”. Lo ha annunciato in tarda serata il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Il volo KC767 arriverà a Roma lunedì mattina. A bordo ci sono anche alcuni collaboratori afghani del corpo diplomatico.

Si riunisce anche la Nato – Riunioni di emergenza per analizzare la situazione sono state attivate in molti paesi occidentali, mentre la Nato ha sottolineato che la soluzione politica in Afghanistan è “più urgente che mai”. Ma gli Usa, travolti dalle polemiche e accusati di aver scatenato l’escalation talebana, hanno continuato a difendere la loro politica di ritiro delle truppe.

Lo ha fatto il segretario di Stato Antony Blinken che ha respinto ogni paragone con Saigon ed ha assicurato che gli obiettivi della guerra in Afghanistan sono stati raggiunti. Ma il timore è un salto indietro di 20 anni.

“Osserviamo completamente scioccati mentre i talebani prendono il controllo dell’Afghanistan. Sono profondamente preoccupata per le donne, le minoranze e i difensori dei diritti umani”, ha scritto l’attivista e premio Nobel per la pace pakistana, Malala Yousafzai.
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