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I “docenti” di Manfredi: da Filippone a De Iesu per riscostruire Napoli. La giunta “indipendente” dell’ex rettore

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NAPOLI. Che sarebbe stata una giunta composta da più tecnici, che politici era ben chiaro. Lo si presagiva già nei vari discorsi dell’ex rettore Manfredi, durante l’intera campagna elettorale.

Le parole chiavi del neo sindaco: ripartenza, ricostruzione, rinascita

E vien da sé che per fare questo c’è bisogno di una squadra di tecnici che sappiano il fatto loro e che conoscano le “materie”. (Sarà questo il motivo che avrà poi spinto il neo sindaco a estromettere la quota “giovani”, nonostante quanto anche questa sia stata molto nominata durante la “raccolta dei voti”).

Un team, dunque, di tutto rispetto che, al momento poco ha di politico, ma l’idea, stando a quanto giunge da alcune voci di corridoio (e in seguito agli incontri avuti con il Presidente della Regione Vincenzo De Luca), pare sia stata quella di pensare ad una giunta in due fasi.

Nel primo anno

Quindi, personalità di altissimo profilo, con docenti universitari e tecnici. Il segno di una svolta nella guida della città e di prospettiva per il rilancio di Napoli. In questo scenario non ci sarà spazio per i consiglieri comunali eletti.

La seconda fase della consiliatura

Invece, potrebbe aprirsi alla politica, essendo destinata più alla gestione, con il possibile innesto di personalità dal mondo della politica.

Ma veniamo dunque ai nomi dei “prof” di Manfredi, nomi di grande autorevolezza

Della nuova giunta comunale di Napoli fanno parte, compreso il sindaco, cinque docenti universitari, due dei quali sono anche presidenti di Ordini professionali: Edoardo Cosenza e Vincenzo Santagada, al vertice rispettivamente degli ingegneri e dei farmacisti.

Andiamo con ordine.

Partiamo da Pier Paolo Baretta, classe 1949 (non è stato certo una sorpresa), insigne economista, la figura giusta, secondo i più, per affrontare le problematiche relative a un bilancio disastrato, da quasi tre miliardi di disavanzo. Il “Papa straniero”, come viene definito, è una nomina di alto profilo tecnico. Baretta è stato, infatti, parlamentare del Pd e sottosegretario al ministero dell’Economia con ben quattro governi. A lui l’arduo compito di risollevare le sorti finanziarie della città. Delega Bilancio.

Gli altri due nomi che erano dati per sicuri da tempo e che infatti al momento della veste ufficiale erano già al lavoro, sono Antonio De Iesu ed Edoardo Cosenza. Entrambi tecnici, entrambi di alto profilo.

De Iesu è l’ex questore di Napoli, Milano, Avellino e Salerno e già Vicecapo della Polizia, insomma un poliziotto integerrimo, un nome molto ben visto anche dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

A De Iesu, classe 1955, la delega alla Polizia Municipale (che ha assoluto bisogno di essere riorganizzata) e Sicurezza Urbana.

Edoardo Cosenza classe 1958 (ex componente della Giunta Caldoro). E’ il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli e docente di Tecnica delle Costruzioni all’Università Federico II, collega di Manfredi. Già Assessore ai Lavori pubblici della Regione Campania, a lui la delega alle Infrastrutture.

Due gli assessorati al Pd

Paolo Mancuso (unico assente all’ufficializzazione della giunta, in quanto indisposto), classe 1948, già Procuratore capo a Nola e PM presso la Procura di Napoli, presidente dem. A lui va la delega alle attività ad Ambiente e Mare.

L’altra è Teresa Armato, classe 1955, l’eccezione che conferma la regola di questa giunta di tecnici. E’ infatti un politico navigato, forse sin troppo. Giornalista che dal 1993 è impegnata con ruoli di governo. Già senatrice, assessore regionale al Bilancio (era Bassolino), ai Trasporti, alla Sanità, al Turismo e vicepresidente della Provincia di Napoli. Prende, ora, la delega a Turismo e Attività produttive.

L’obiettivo di Manfredi e della sua squadra

Era di arrivare a una giunta con lo stesso numero di donne e uomini e a quanto pare ci è riuscito. Infatti, il primo cittadino ha rispettato il criterio della parità di genere nelle nomine: nella giunta ci sono 5 donne e 6 uomini.

E parlando di donne, la vice del primo cittadino è la preside Maria Filippone (detta Mia), classe 1954. Docente di Italiano, Latino e Greco. Già  dirigente scolastica dei Licei Genovesi e Sannazaro. Mia Filippone, è molto nota a Napoli per aver diretto scuole prestigiose e aver dato vita a progetti per il riscatto dei minori. A lei anche la delega all’Istruzione e alla Famiglia. (Per questa carica era stato fatto il nome di Valeria Ciarambino, vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e capogruppo regionale M5s, ma la proposta è stata rifiutata. “Preferisce restare al suo posto”, avrebbe dichiarato).

In quota rosa ritroviamo

Laura Lieto, classe 1966, docente di Teoria dell’Urbanizzazione all’Università Federico II. A lei l’Urbanistica.

Chiara Marciani, classe 1977, esperta in programmazione dei Fondi europei. Già Assessore alla Formazione della Regione Campania. Altro profilo tecnico che si occuperà delle Politiche Giovanili.

Emanuela Ferrante, classe 1972. Avvocato. Capo Area contenzioso dell’Agenzia delle Entrate e rappresentante in consiglio comunale dei pentastellati (insieme a Trapanese) che, come dichiarato da Roberto Fico: “Da tempo si impegna in prima persona per la collettività, con passione, altissima professionalità e altruismo”. A lei va la delega a Sport e Pari opportunità.

E rimanendo tra i pentastellati, c’è Luca Trapanese, classe 1977. Fondatore di “A Ruota Libera Onlus” che si occupa di progetti legati alla disabilità, della Comunità per ragazzi disabili senza genitori “Il borgo Sociale” e di una casa famiglia per bambini con gravi malformazioni, unica in tutto il Sud Italia, “La Casa di Matteo”. Molto noto a Napoli e conosciuto anche nel resto d’Italia dopo che, da papà single, ha adottato una bimba con la sindrome di Down. A lui la delega alle Politiche Sociali.

Chiude il parterre (non perché meno importante, ma in quanto ultima in termine di tempo come carica assegnata) Vincenzo Santagada, classe 1958. Docente di Chimica Farmaceutica e Chimica Analitica all’Università Federico II. Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Napoli. Titolare delle deleghe alla Salute ed al Verde. Il docente era impegnato fino ad alcuni mesi fa in Forza Italia, ha gareggiato poi con lista “Azzurri”.

I grandi esclusi

Per sua volontà, Marco Sarracino, segretario dem locale e uno dei fautori del progetto che ha portato Manfredi a diventare sindaco. In tanti lo volevano assessore, lui preferisce continuare a vestire i suoi panni. E guardare Palazzo San Giacomo dall’esterno.

Altro grande escluso Sergio Costa, ex ministro dell’Ambiente e molto stimato dal sindaco, che lo avrebbe voluto tra i suoi. Il suo nome, però, non è stato fatto né da Roberto Fico, né da Luigi Di Maio (che hanno indicato invece i due profili Emanuela Ferrante e Luca Trapanese). Esclusa anche l’opzione Laura De Vita, capo della segreteria particolare di Fico.

Secondo alcuni, sarebbero stati non pochi i disaccordi tra Fico e Di Maio per la scelta dei nomi. Da Roma, però, assicurano che c’è stata unità. Una cosa però è certa, a livello locale la quadra non è stata trovata subito.

L’impronta di De Luca

Il che non si dica c’è e/o comunque trapela, soprattutto per chi conosce i suoi “amici”. Suo ex assessore, è infatti, Chiara Marciani (delegata da Manfredi alle Politiche giovanili e del lavoro).

Ma a quanto pare Il governatore, ha già piazzato a Palazzo San Giacomo, due pedine importanti. Pasquale Granata (che ricordiamo è la mente dietro il concorsone Formez per le 10mila assunzioni lanciato dalla Regione Campania, prima delle elezioni regionali che hanno sancito il trionfo di De Luca nel 2020), ex renziano, oggi vicinissimo all’ex sindaco di Salerno, che rivestirà la carica di direttore generale. Che è anche colui che firma tutte le assunzioni al Comune.

Il secondo scomparto deluchiano è quello del capo di gabinetto del Comune, per il quale è stata scelta Maria Grazia Falciatore, vice capo di gabinetto di Vincenzo De Luca a Palazzo Santa Lucia, ma in precedenza braccio destro per un decennio dell’ex governatore Antonio Bassolino.

E proprio sul rapporto con la Regione, Manfredi ha tenuto a precisare:

«E’ un rapporto molto solido dal punto di vista istituzionale ma non c’è nessuna organicità, perché la nostra Giunta è estremamente qualificata e fatta da persone autonome e indipendenti. In questa Giunta ci sono tutte persone di altissimo livello e penso che l’autonomia e l’indipendenza di queste persone sia assolutamente testimoniata dalla loro attività».
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