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Covid e lavoro, aumentano le dimissioni in Italia. Gli strumenti della ripresa economica

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I recenti dati Inps, relativi al secondo trimestre 2021 evidenziano instabilità nel mondo del lavoro, con un aumento considerevole di dimissioni.  L’Ente ha registrato un incremento del 37% sul primo trimestre, e dell’85% sul secondo.

La riduzione è legata allo stato di emergenza pandemico ma, in piccola parte, anche al fatto che alcune misure sono giunte a conclusione. Ciò vale ad esempio, per l’incentivo per l’assunzione di giovani aderenti al programma “Garanzia Giovani” non prorogato per l’anno 2020. Ma è in aumento il numero medio di lavoratori che beneficiano dell’esonero strutturale giovani con contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti. Inoltre, sono in aumento anche le stabilizzazioni di contratti di apprendistato.

Lavoro e produttività

Numerosi gli strumenti per ovviare ai danni economici e sociali, causati dalla pandemia per creare un’Europa post Covid-19. In primis il REACT-EU sono stati stanziati 4,7 miliardi di euro per l’Italia dalla Commissione Europea, per sostenere la risposta del Paese alla crisi del Covid-19. Ciò contribuisce ad una ripresa socioeconomica sostenibile. Difatti, i fondi contribuiranno ad aumentare le assunzioni di giovani e donne, consentiranno ai lavoratori di partecipare alla formazione e sosterranno servizi su misura per le persone in cerca di lavoro.

In particolare, le suddette risorse proteggeranno i posti di lavoro nelle piccole imprese delle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. A Tal proposito, sono previsti investimenti per 200 milioni di euro, tali da ridurre i contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro. Un importo supplementare di 37,5 milioni di euro sarà utilizzato per sostenere i datori di lavoro che assumono donne e si tratterà anche in questo caso di un sostegno che ridurrà i contributi previdenziali.

Inoltre, il nostro Paese è il principale beneficiario del PNRR, un nuovo programma di finanziamento comunitario con 191,5 miliardi di euro di fondi suddivisi tra sovvenzioni (68,9 miliardi) e prestiti (122,6 miliardi).

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