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Dramma a Prato, ha un malore improvviso in fabbrica e muore sotto gli occhi dei colleghi: aveva 41 anni. Disposta l’autopsia

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MONTEMURLO (PRATO). Un operaio di 41 anni e’ morto la notte scorsa a causa di un malore mentre stava terminando il suo turno di notte in una tessitura nella frazione industriale Oste nel comune di Montemurlo (Prato).

Stando alla prima ricostruzione dei fatti, poco dopo le 5 l’uomo, di origine pakistana, sarebbe stato colto improvvisamente da un malore. Un suo collega lo avrebbe visto accasciato a terra e avrebbe dato l’allarme.

Il medico del 118, intervenuto dopo la chiamata assieme a polizia e carabinieri, ha costatato il decesso per cause naturali: si ipotizza un arresto cardiaco. Sul posto sono tuttavia intervenuti i tecnici del dipartimento prevenzione e igiene sul lavoro dell’Asl Toscana centro. Il sostituto procuratore di turno ha disposto l’autopsia per comprendere con maggiore accuratezza le cause della morte. (ANSA).

Va al colloquio di lavoro e muore: ragazza di 21 anni strangolata dai suoi stessi capelli. Era incinta

Una terribile tragedia quella avvenuta a Borisov, in Bielorussia. Umida Nazarova, 21 anni, era impegnata in un colloquio presso lo stabilimento Svarmet, che produce filo ed elettrodi per saldatura, quando è morta strangolata dai suoi stessi capelli: è rimasta impigliata in una macchina all’interno della fabbrica che le ha letteralmente strappato il cuoio capelluto.

Secondo quanto ricostruire il Daily Mail, alcuni dipendenti dell’azienda le stavano facendo fare un tour della struttura quando è avvenuto lo sconvolgente incidente: di fatto, i suoi capelli sono rimasti improvvisamente intrappolati in un macchinario e le si sono avvolti intorno al collo. La 21enne è deceduta per soffocamento; era incinta alla settima settimana.

“Il medico ha ravvisato che c’erano delle ferite sulla gola” ha raccontato la madre, Olga. “I suoi capelli le si sono avvolti intorno al collo ed è stata trascinata nel meccanismo. Ha subito ferite mortali e non ha mai ripreso conoscenza” ha detto ancora la donna. Suo padre, Dmitry, ha denunciato la mancanza di regole di sicurezza all’interno dello stabilimento.

Ha detto: “Hanno preso due vite, era incinta di sette settimane”. “Hanno visto che aveva i capelli lunghi, quindi perché non le hanno dato qualcosa per coprirli?” si chiede l’uomo.

Il Comitato Investigativo Bielorusso ha dichiarato: “Un dipendente, che le stava mostrando come funziona l’attrezzatura, si è fermato per lavorare su un registro. Quando ha girato la testa, ha visto la donna a terra priva di sensi, i suoi capelli erano aggrovigliati nella macchina”. L’azienda ha pagato il funerale della donna.

“Voleva diventare madre”, ha detto Olga. “Volevamo celebrare il suo matrimonio e avere un nipote o una nipote, non questo… Questo non è quello che volevo per mia figlia”.

Un tribunale ha condannato il capo settore di produzione della Svarmet (l’identità non è stata rivelata) per “mancato adempimento dei suoi doveri ufficiali e negligenza […] che ha causato la morte di una persona”.
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