Connettiti con noi

Cronaca

Alice Neri, il mistero del “terzo uomo” nel giallo di Fossa di Concordia

Pubblicata

il

Condividi

Il mistero sulla morte di Alice Neri, la giovane trovata carbonizzata nel bagagliaio della sua auto, si fa sempre più intrigante. Nuove ombre si addensano intorno alla figura di un presunto “terzo uomo”, mai indagato fino ad ora, che potrebbe essere coinvolto nella vicenda.

La trasmissione televisiva “Quarto Grado” ha dedicato un blocco della puntata al suo ruolo, evidenziando un post social sospetto pubblicato dal collega di lavoro della vittima proprio il giorno del ritrovamento del corpo. Inoltre, sembrerebbe che l’uomo avesse scritto delle lettere d’amore ad Alice, trovate e sequestrate dagli inquirenti nell’armadietto aziendale della ragazza. Nonostante egli abbia negato di aver avuto un appuntamento con la giovane, alcuni elementi farebbero pensare ad un possibile incontro avvenuto la mattina stessa della tragedia.

Il principale sospettato del delitto, il 29enne tunisino Mohamed Gaaloul, resta in carcere con le accuse di omicidio volontario e distruzione di cadavere. La sua richiesta di scarcerazione è stata respinta dal Riesame nonostante il tentativo del suo avvocato di farlo liberare. Gli inquirenti ritengono che Gaaloul sia stato l’ultimo a vedere Alice Neri viva la sera in cui è scomparsa e che ci siano elementi indiziari pesanti contro di lui.

Nonostante l’assenza di un movente chiaro, il Tribunale della Libertà di Bologna ha confermato la sua posizione di indagato. Il suo avvocato ha annunciato il ricorso in Cassazione e ha affermato che non tutte le telecamere di videosorveglianza nella zona di interesse sono vagliate. Gaaloul continua a proclamarsi innocente e afferma di aver solo fatto un passaggio a una donna bionda (la descrizione sommariamente corrisponderebbe ad Alice Neri) senza aver avuto alcun contatto con lei.

Morte di Alice Neri: per i giudici è ipotizzabile il movente sessuale

Le indagini sulla morte di Alice Neri continuano con vigore per scoprire nuovi elementi che permettano di chiarire tutti i contorni della tragedia finora avvolta dal mistero. L’attenzione degli inquirenti è concentrata sulla posizione del sospettato principale, il tunisino Mohamed Gaaloul, l’ultima persona a vedere la 32enne in vita la notte tra il 17 e il 18 novembre. Tuttavia, la difesa suggerisce l’ipotesi di un altro appuntamento con un soggetto ancora sconosciuto. Tuttavia, i giudici considerano questa possibilità come inverosimile.

Inoltre, Il Resto del Carlino ha riferito che il Tribunale della Libertà di Bologna avrebbe rigettato il ricorso del sospettato contro la custodia in carcere citando la possibilità di una colluttazione che ha portato all’omicidio a seguito di un rifiuto intimo, suggerendo anche l’ipotesi di un movente sessuale.