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L’affondo di Santanchè in Senato: “Contro di me sporche pratiche”

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La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, ha preso la parola nell’aula del Senato per difendersi dalle accuse che le sono state mosse negli ultimi giorni riguardo alla gestione delle sue aziende, in particolare la concessionaria pubblicitaria Visibilia e la società di investimenti Ki Group.

La ministra ha affrontato punto per punto le accuse, definendo le notizie emerse come una “campagna di vero odio e violenza nei suoi confronti”, senza aver ricevuto alcun avviso di garanzia al momento.

Santanchè ha criticato il quotidiano Il Domani per aver pubblicato informazioni che, secondo lei, erano segrete e sconosciute sia a lei che ai suoi avvocati. Ha definito queste informazioni come una “imboscata classica per colpire un ministro del governo”.

La senatrice di Fratelli d’Italia ha assicurato di non essersi appropriata di nulla né di aver abusato della sua posizione, sottolineando di aver utilizzato strumenti messi a disposizione delle imprese dalle leggi vigenti.

La ministra ha respinto le accuse riguardanti la sua partecipazione nel settore alimentare biologico, affermando di non aver mai avuto alcuna partecipazione in quel settore.

Ha anche precisato che la sua partecipazione in Ki Group non ha mai superato il 5%. Riguardo ai compensi ricevuti, ha dichiarato di aver incassato una media di 9.000 euro lordi all’anno nel triennio 2019-2021, smentendo le voci di compensi stratosferici.

Daniela Santanchè, la sua difesa in Senato

La ministra ha assicurato che i lavoratori dipendenti saranno soddisfatti nei loro diritti di credito, come previsto dal concordato. Infine, ha chiarito di non avere più alcuna partecipazione azionaria in Visibilia.

Durante il suo intervento, i banchi del governo erano al completo, ad eccezione di Giorgia Meloni, impegnata in Polonia. La ministra ha concluso invitando tutto il Palazzo Madama ad agire contro queste pratiche che definisce “sporche e schifose”.