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Cronaca

Giulia Cecchettin, spunta un secondo testimone: potrebbe aver assistito all’aggressione

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Ancora più informazioni raccapriccianti vengono alla luce nel caso dell’aggressione mortale di Giulia Cecchettin perpetrata da Filippo Turetta, mentre nuovi testimoni chiave si presentano. 

Sul fatto delle circostanze dell’aggressione potrebbero avere informazioni cruciali Marco Musmeci, residente di fronte al parcheggio dove avrebbe avuto luogo il primo attacco, e un addetto alla sorveglianza dello stabilimento Dior.

Testimonianza di Marco Musmeci

Mentre si trovava sul suo balcone sabato sera, Marco Musmeci, residente nelle immediate vicinanze del parcheggio dove è avvenuto il primo attacco a Giulia, ha udito urla di aiuto. Senza esitazione ha telefonato alla polizia, affermando di aver udito le parole “mi fai male, aiuto”. Nel parcheggio, a soli 150 metri dalla residenza di Giulia a Vigonovo, Musmeci ha notato tracce di sangue e una lama di coltello.

Giulia Cecchettin spunta un Secondo Testimone

Può darsi che ci sia stato un altro testimone nell’area industriale di Fossò: uno dei dipendenti della sicurezza nello stabilimento Dior che ha visto l’aggressione. Potrebbe essere stata ottenuta una visuale della scena grazie alla presenza notturna nella guardiola di sorveglianza. Testimonianze provenienti da fonti comprovate affermano che questo testimone avrebbe chiaramente udito le grida di Giulia e immediatamente riferito l’accaduto alle autorità. La guardiola infatti è presidiata tutte le notti, come ha potuto verificare LaPresse recandosi nel luogo in cui Filippo Turetta avrebbe picchiato e spintonato Giulia Cecchettin fino a farle sbattere la testa. La notizia è confermata da fonti accreditate che riferiscono inoltre “che sarebbe stato proprio lui a riferire ai carabinieri che Giulia urlava ‘mi fai male'”. 

Gli spostamenti di Turetta

Una volta subita l’aggressione, Turetta sarebbe stato costretto a percorrere meno di 10 km per arrivare alla zona industriale di Fossò. Quando i carabinieri sono giunti sul posto, l’auto della persona in questione era scomparsa.

Nel caso di Giulia Cecchettin, le testimonianze e i dettagli aggiuntivi possono essere fondamentali per comprendere la dinamica dell’aggressione e raggiungere una soluzione equa. La ricostruzione degli eventi potrebbe richiedere la collaborazione di testimoni chiave.