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Saviano stasera a Le Iene Inside: “Avere la scorta è un dramma, non un privilegio”

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Questa sera su Italia 1, in prima serata, ritorna ‘Le Iene presentano: Inside’. Il terzo episodio, intitolato ‘La Camorra’, rappresenta un viaggio-racconto condotto attivamente da Giulio Golia e redatto da Francesca Di Stefano, che dipinge uno dei quattro cartelli criminali radicati nel nostro territorio.

La puntata si arricchisce delle testimonianze di coloro che persistono nella lotta, nonostante le minacce, di individui che si dedicano con impegno a sostenere la propria comunità, di coloro che riacquisiscono la propria coscienza dopo averla smarrita e di chi si è ribellato al dominio criminale.

Roberto Saviano

Lo scrittore, giornalista e sceneggiatore simbolo della resistenza alla camorra, si unisce a Giulio Golia lungo tutto il racconto. Da 17 anni, vive sotto scorta per aver scelto di denunciare ogni aspetto oscuro di questo settore criminale. Nell’episodio, emerge anche la voce autorevole dell’onorevole Federico Cafiero de Raho, protagonista di numerose indagini contro il clan dei Casalesi, e del magistrato Catello Maresca, procuratore per dieci anni della Dda di Napoli, artefice dell’arresto del boss Giuseppe Zagaria.

Se visiti Scampia, troverai graffiti come ‘Saviano merda’, ‘Non siamo Gomorra’, ma non c’è alcun ‘Di Lauro merda’”.

Rileva il cortocircuito culturale che subisce chi denuncia il male, come se diventasse un veicolo di esso. Saviano sottolinea l’importanza di illuminare le tenebre dell’organizzazione criminale, poiché questa è la vera minaccia per loro. Silenziare tali storie significa favorire la crescita della criminalità nell’oscurità. Il giornalista rifiuta l’idea che la protezione sia un privilegio, sottolineando che vivere sotto scorta è un dramma che limita la spontaneità e stravolge la vita quotidiana.

Sulla scorta che gli viene contestata e che ha rischiato di perdere dichiara:

“Non sono benefit, è una vita rinchiusa, senza solitudine, costretta a procedure infinite. Non è un privilegio, è un dramma. Non può mai sorgere la spontaneità di un gesto o un cambio di itinerario. Ha scassato tutto, e questo dura da quando avevo 26 anni. Ora ne ho 44”.