Sara Campanella e Stefano Argentino
Sara Campanella e Stefano Argentino

È durata oltre tre ore l'autopsia sul corpo di Sara Campanella, la studentessa universitaria di 22 anni accoltellata a morte lunedì scorso a Messina. Secondo i medici legali, la giovane è stata colpita con cinque fendenti tra la schiena e il collo, due dei quali particolarmente gravi: uno ha raggiunto la giugulare e un altro ha perforato un polmone, causando un’agonia durata pochi minuti. Il presunto assassino è Stefano Argentino, coetaneo e collega universitario di Sara, che da tempo era stato respinto dalla ragazza e, secondo quanto emerge, la perseguitava.

Il coltello del delitto e le indagini in corso

Durante l’autopsia, è stato chiesto ai consulenti di verificare la compatibilità delle ferite con un coltello trovato dai carabinieri poco distante dalla scena del crimine. Gli inquirenti ritengono che quell’arma possa essere proprio quella utilizzata da Argentino. Intanto, continuano le indagini per chiarire le circostanze della fuga del giovane dopo l’omicidio e capire come sia riuscito a raggiungere Noto, in provincia di Siracusa, dove è stato arrestato nella casa vacanza di famiglia.

I dubbi sulla fuga: qualcuno ha aiutato Stefano Argentino?

La dinamica dell’aggressione sembra ormai chiara, ma resta il mistero sulla fuga. Stefano Argentino non disponeva di un’auto e viveva da solo a Messina. Il sospetto degli investigatori è che non abbia agito da solo. Potrebbe aver ricevuto aiuto da una o più persone per fuggire dalla città e arrivare fino a Noto. Il gip ha ipotizzato un coinvolgimento diretto della madre, che avrebbe lasciato un biglietto a un altro figlio, dicendo di doversi assentare per motivi di salute. Secondo l'accusa, si trattava di una scusa per accompagnare il figlio e aiutarlo a far perdere le tracce.

Le sei ore di buco: cosa è successo tra l’omicidio e l’arresto

L’omicidio è avvenuto alle 17:15 e Argentino è stato arrestato poco dopo le 23:00. In quel lasso di tempo si ipotizza che possa aver chiesto aiuto a un conoscente o a un compaesano, magari ottenendo un passaggio in auto. Alcuni investigatori non escludono neppure l’ipotesi che abbia preso un autobus: un mezzo che usava abitualmente per spostarsi tra casa e università. Tuttavia, risulta difficile immaginare che, con i vestiti sporchi di sangue, possa aver mantenuto il sangue freddo necessario per salire su un mezzo pubblico senza destare sospetti.

Camera ardente e funerali: l’ultimo saluto a Sara Campanella

La salma di Sara sarà restituita domani alla famiglia e trasferita a Portella di Mare, frazione di Misilmeri (Palermo). Domenica 6 aprile, dalle ore 10:30, sarà allestita la camera ardente presso la chiesa delle Anime Sante in piazza Comitato, che rimarrà aperta anche durante la notte per permettere a tutti di renderle omaggio. I funerali si terranno lunedì 7 aprile alle ore 10:30 presso la chiesa San Giovanni Battista e saranno celebrati dall’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice. Il sindaco Rosario Rizzolo ha proclamato il lutto cittadino per l’intera giornata, con le bandiere a mezz’asta sugli edifici comunali.

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