Sara Campanella, la mamma di Stefano Argentino ha provato a farlo scappare
Il piano di fuga in un biglietto

Il caso dell'omicidio di Sara Campanella, la giovane studentessa universitaria uccisa il 31 marzo a Messina, continua a svelare dettagli agghiaccianti. Stefano Argentino, il 26enne di Noto (Siracusa) che ha confessato il delitto, avrebbe agito con crudeltà e premeditazione. Secondo l'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Messina, Eugenio Fiorentino, Argentino si sarebbe preparato all'omicidio con un coltello, pianificando il delitto con intenzione precisa.
Il giudice definisce l'azione di Argentino come il segno di una personalità allarmante, incapace di frenare i propri istinti criminali. Non solo, ma il giovane non ha mostrato alcun pentimento dopo aver commesso il delitto. Anzi, ha cercato di darsi alla fuga per sottrarsi alle proprie responsabilità, dimostrando un completo disinteresse per le conseguenze delle sue azioni.
Il piano di fuga: la madre di Stefano Argentino coinvolta
Un altro elemento inquietante emerso dalle indagini riguarda il tentativo di fuga che la madre di Stefano Argentino avrebbe cercato di orchestrare per il figlio. Secondo quanto riportato nell'ordinanza, la donna avrebbe scritto un biglietto in cui suggeriva di "allontanarsi per un po'" con il pretesto di dover sottoporsi a cure mediche. Tuttavia, non risultavano problemi di salute evidenti, e secondo il gip, dietro questa proposta si nascondeva la volontà della madre di aiutare il figlio a sottrarsi alla giustizia.
L'intento di facilitare la fuga del giovane è stato un altro elemento che ha contribuito a complicare ulteriormente il quadro accusatorio nei confronti di Stefano Argentino. La madre, pur non essendo direttamente coinvolta nell'omicidio, sembra aver cercato di proteggere il figlio dopo il crimine.
La confessione di Stefano Argentino
Stefano Argentino, dopo aver ucciso Sara, ha confessato di aver agito per motivi che riguardavano un suo interesse verso la ragazza, che però non aveva mai ricambiato. «Sara Campanella era interessata a me, ma non ci siamo mai fidanzati. Volevo solo parlarle», ha dichiarato l'uomo. Secondo quanto emerso dalla sua confessione, il ragazzo ha agito con premeditazione, e una volta commesso l'omicidio, si è rifugiato dai suoi genitori. Questo comportamento ha confermato l'intenzione di sfuggire alle conseguenze del suo gesto.
Il dolore della famiglia di Sara e l'appello della madre
Il dolore della famiglia di Sara Campanella è indescrivibile. Maria Concetta Zaccaria, la madre della giovane vittima, ha espresso la sua disperazione chiedendo giustizia per la figlia: «Per noi ormai c'è il buio. Se lui era una nullità e non bastava a se stesso, perché non si toglieva la vita?», ha detto, sottolineando l'incomprensibile violenza del gesto.
La madre di Sara ha anche spiegato che sua figlia non aveva alcun legame con Argentino e che il giovane pretendeva attenzioni che la ragazza non era disposta a dargli. «Mia figlia nella sua gentilezza e bontà d'animo voleva persuaderlo con delicatezza. Non aveva mai parlato con noi, non sapevamo nulla», ha aggiunto con voce rotta dal dolore. La famiglia di Sara chiede ora che venga fatta giustizia e che Stefano Argentino paghi per il crimine commesso.
Le implicazioni legali e le indagini in corso
Le indagini sull'omicidio di Sara Campanella sono ancora in corso, ma gli sviluppi finora indicano che il delitto sia stato frutto di una premeditazione da parte di Argentino. Le autorità continuano a indagare sulle dinamiche che hanno portato alla tragedia e sul coinvolgimento della madre del giovane, che potrebbe aver avuto un ruolo nell'aiutare il figlio a fuggire.
L'omicidio ha scosso profondamente la città di Messina, dove Sara era conosciuta per la sua gentilezza e per la sua dedizione agli studi universitari. La sua morte ha lasciato un vuoto incolmabile nella vita dei suoi familiari e degli amici. Ora, la speranza è che la giustizia faccia il suo corso e che la verità emerga completamente.