Allarme in Congo: tre bambini mangiano un pipistrello morto e scoppia l’epidemia
L'OMS lancia l’allerta: oltre 50 morti e centinaia di contagi. I test escludono Ebola e Marburg, indagini in corso per scoprire la causa.
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Una misteriosa malattia sta mettendo in allarme la Repubblica Democratica del Congo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il focolaio è stato individuato per la prima volta dopo che tre bambini hanno mangiato un pipistrello morto. Ad oggi, si registrano 431 casi e 53 decessi, con due focolai concentrati nella provincia di Équateur.
Focolai e sintomi preoccupanti
L’epidemia si è diffusa rapidamente, con due epicentri principali:
- Bomate (Basankusu): 419 contagi e 45 morti
- Boloko (Bolombo): 12 contagi e 8 morti
I sintomi riportati sono febbre, vomito e gravi emorragie interne, con un tasso di mortalità elevatissimo: in molti casi, il decesso è avvenuto entro 48 ore dalla comparsa dei primi sintomi.
Cosa si sa finora: esclusi Ebola e Marburg
L’OMS ha già analizzato 13 campioni prelevati dai pazienti, escludendo la presenza dei virus Ebola e Marburg. Gli esperti stanno ora valutando altre possibili cause, tra cui:
- Malaria grave
- Intossicazione alimentare
- Tifo
- Meningite
- Febbri emorragiche virali sconosciute
Le dichiarazioni degli esperti
Tarik Jašarevic, portavoce dell’OMS, ha dichiarato:
"I casi sono aumentati rapidamente in pochi giorni. Questo rappresenta una minaccia significativa per la salute pubblica."
Anche Serge Ngalebato, direttore medico dell’ospedale di Bikoro, ha espresso preoccupazione:
"La rapidità con cui si sviluppano i sintomi e la morte dei pazienti è ciò che preoccupa di più."
Indagini e timori per la diffusione
L’OMS ha avviato indagini approfondite per identificare il patogeno responsabile. Nel frattempo, le autorità sanitarie locali stanno rafforzando le misure di contenimento per evitare una propagazione su larga scala.
L’epidemia ha già suscitato preoccupazione a livello internazionale, ricordando la crisi sanitaria del 2014-2016 causata da Ebola. Tuttavia, finora non ci sono prove che il virus sia trasmissibile da persona a persona.
Un precedente preoccupante
Già a dicembre, una precedente epidemia di origine sconosciuta in Congo aveva fatto scattare l’allarme globale, ma era stata poi identificata come un caso di malaria. Ora, gli esperti temono che si possa trattare di una nuova zoonosi, ossia una malattia trasmessa dagli animali all’uomo, come avvenuto con il Covid-19.
Prossimi aggiornamenti
Le autorità sanitarie internazionali restano in massima allerta, mentre si attendono i risultati delle prossime analisi di laboratorio per capire la reale natura dell’infezione e il rischio di ulteriore diffusione.