“L'Inps non ha avuto pietà di me, sono vittima di un’estorsione”

“Io la chiamo estorsione”. Parole dure, forti quelle di Biagio Vallefuoco, ex poliziotto napoletano, diventato poi un imprenditore.
“Tutto mi aspettavo dalla vita, ma mai di essere tradito da quello Stato che ho servito con tanto amore e dedizione, mettendo spesso a repentaglio non solo me stesso, ma anche la mia famiglia”.

Sono un combattente, eppure, non mi sono mai sentito così solo e così inerme come in questi anni. Anni, sì, perché questo mio calvario, va avanti da ben due anni e non nascondo che sono stato più volte sul punto di mollare.
E se, poi, non l’ho fatto, è per mia moglie e i miei tre figli ed i miei nipotini, è in arrivo anche il quarto... e, soprattutto, per gli oltre duecento dipendenti che sono parte integrante della mia famiglia. Non ho timore a dirlo e non me ne vergogno, sono ancora in cura per depressione.
Ma ve lo immaginate voi, uno che ha fatto da scorta a Pertini, ridursi così?”
In quel momento, mi crolla il mondo addosso – prosegue Biagio – Non solo non avevo la più pallida idea di cosa fossero quelle irregolarità di cui l’Inps di Napoli mi faceva debitore, ma non potevamo nemmeno lavorare per poterle adempiere.
E nel frattempo, come se non bastasse, arrivano, anche le prime sospensioni dei pagamenti da parte dei committenti per i lavori precedenti, in quanto risultavano problemi inerenti al mio DURC.
Da lì a poco sarebbe scoppiata l’emergenza Covid, durante la quale nonostante tutto ho sempre pagato gli stipendi ai miei dipendenti, grazie a tutti i risparmi che negli anni sono riuscito a mettere da parte”.
Quando si presenta alla nostra redazione, Biagio è un fiume in piena. Nei suoi occhi c’è rabbia, delusione, sconforto e disperazione
“Non ce la faccio più, non so più cosa fare, ho bisogno di essere aiutato, ho bisogno di raccontare la mia storia affinché nessuno più subisca queste ingiustizie, questa estorsione. Se è vero come è vero – prosegue – che i giornali, i mass media sono la voce anche del popolo, vi prego di darmi voce”.Ci accomodiamo e incomincia il suo racconto
“Questa è la storia di un uomo, che ha sempre creduto nella giustizia e di quella giustizia ne ha fatto il suo credo, indossando una divisa e prestando un giuramento solenne: cercare nel suo piccolo di fare del suo meglio, di fare di più. Sono Biagio Vallefuoco, ex poliziotto, nato e cresciuto in questa terra e per questa terra ho dato tutto, fin da bambino, fin da ragazzo. Poi la vita o meglio qualcuno mi ha tirato un brutto tiro, sono vittima di un'estorsione.
C’è chi la definisce una disavventura, è stata ed è un’estorsione a tutti gli effetti
Un’estorsione fattami da un ente pubblico che, come tale dovrebbe tutelare i suoi cittadini e tutti gli imprenditori onesti come me, e invece mi sta mandando sul lastrico, io, la mia famiglia e quella di ben 250 dipendenti che a tutt’oggi lavorano nella mia azienda”.Da ex poliziotto a imprenditore
“Ho abbandonato la divisa dopo ben vent’anni – spiega l’imprenditore – per seguire un’ambizione, un sogno, ma soprattutto per cercare di dare un futuro migliore non solo alla mia famiglia, ma alla mia città. Ho sempre onorato il mio Stato e la divisa, l’ho lasciata per cominciare la mia nuova avventura, dopo aver lavorato alla squadra volante, all’Investigativa e ai Falchi di Scampia.
Il calvario
“Il mio calvario ha inizio 2 anni fa, esattamente il 25 novembre. Quando alla Fantastic Security Group Srl, specializzata nell’attività di custodia e sorveglianza non armata, giunge una comunicazione a mezzo posta certificata dall’Inps di Napoli, con un invito generico a sistemare un’irregolarità contributiva per un importo di circa 650mila euro. Un ente statale mi chiede quasi 650 mila euro, dall’oggi al domani, bloccando l’attività e quindi impedendomi di lavorare e guadagnare. Perché a causa di questa “irregolarità” anche il mio DURC, ovvero il documento unico di regolarità contributiva che attesta la puntualità dei pagamenti ad alcuni enti tra cui l’Inps, risultava non conforme. E senza quello la mia attività, io e i miei ragazzi eravamo tagliati fuori da tutto. Il Durc non è solo finalizzato alla repressione del lavoro nero e delle irregolarità assicurative e contributive, ma è indispensabile per la partecipazione alle gare pubbliche, che per noi sono vitali, è ciò che ci consente di lavorare.