"Maranza" pronti a invadere il Sud, la rissa annunciata su TikTok: «Tutti a Napoli»
La sfida in centinaia di video pubblicati sui social: scatta l'allarme per Piantedosi
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Negli ultimi giorni, TikTok è stato invaso da numerosi video in cui gruppi di giovani, autodefinitisi "maranza", annunciano l'intenzione di recarsi in massa nelle città del Sud Italia, in particolare a Napoli, il prossimo 1° marzo. La data coincide con la partita di calcio Napoli-Inter, evento di grande rilevanza per la città partenopea. Nei video, i "maranza" dichiarano apertamente di voler creare disordini e scontri con le comitive locali, alimentando tensioni e preoccupazioni tra i residenti e le autorità locali.
Chi sono i "maranza"?
Il termine "maranza" ha origini milanesi e risale agli anni '80-'90, utilizzato per descrivere giovani dei quartieri popolari con uno stile vistoso e un atteggiamento spavaldo. Oggi, i "maranza" sono gruppi di giovani, spesso provenienti dalle periferie delle grandi città del Nord Italia, caratterizzati da un abbigliamento specifico: pantaloni della tuta stretti alla caviglia, sneakers appariscenti come le Nike TN o Air Max, bomber imbottiti, marsupio a tracolla e occhiali da sole indossati anche di sera. Questo stile è fortemente influenzato dalla cultura trap italiana, sia nel vestiario che nel linguaggio e nell'atteggiamento.
La sfida lanciata sui social
La mobilitazione dei "maranza" per il 1° marzo è stata organizzata principalmente attraverso TikTok, dove sono stati pubblicati numerosi video che incitano alla violenza e alla "conquista" delle città del Sud. In uno di questi video, un giovane afferma: "Sud preparati, il 1° marzo arriviamo noi e sarà guerra. Tutti con il Frecciarossa senza biglietto, prima tappa Roma, poi Napoli e Sicilia... Faremo un macello e scapperanno tutti... perché quelli del Sud parlano male di noi del Nord". Questi messaggi hanno rapidamente attirato l'attenzione, generando risposte da parte dei giovani del Sud, che in alcuni casi hanno replicato con toni altrettanto minacciosi: "Vi aspettiamo a braccia aperte".
Reazioni politiche e istituzionali
La diffusione di questi video e la possibilità di scontri reali hanno suscitato preoccupazione a livello istituzionale. Il senatore della Lega, Gianluca Cantalamessa, coordinatore provinciale di Napoli e Avellino, ha annunciato un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. Cantalamessa ha dichiarato: "Decine di giovani e giovanissimi abbigliati come trapper e appartenenti a gruppi di maranza hanno lanciato sui social una sfida al Sud: 'Il primo marzo invaderemo Napoli… faremo un macello'. Sono questi i messaggi di violenza raccolti in decine di video su TikTok dove si annunciano risse di piazza, fra minacce e avvertimenti rivolti a ragazzi napoletani". Il senatore ha sottolineato la necessità di interventi preventivi per evitare che Napoli sia "tenuta in scacco da questi 'fenomeni', soliti postare video carichi di odio e inni alla violenza, che minacciano seriamente la sicurezza nelle nostre città".
Misure di sicurezza in vista del 1° marzo
In vista della partita Napoli-Inter e delle minacce diffuse sui social, le autorità locali stanno valutando l'implementazione di misure di sicurezza straordinarie per prevenire possibili disordini. È probabile un aumento della presenza delle forze dell'ordine nelle zone nevralgiche della città e un monitoraggio attento dei flussi di persone in arrivo da altre regioni. Inoltre, si stanno esaminando le modalità per identificare e bloccare eventuali gruppi organizzati con intenti violenti, al fine di garantire la sicurezza dei cittadini e il regolare svolgimento dell'evento sportivo.
L'importanza di un intervento tempestivo
La situazione evidenzia come l'uso dei social media possa amplificare rapidamente fenomeni di questo tipo, trasformando provocazioni virtuali in potenziali minacce reali. È fondamentale che le istituzioni, le forze dell'ordine e la comunità collaborino per monitorare e gestire efficacemente queste dinamiche, prevenendo escalation di violenza e garantendo la sicurezza pubblica. Un intervento tempestivo e coordinato può fare la differenza nel disinnescare tensioni e promuovere un clima di rispetto e convivenza pacifica tra le diverse realtà del Paese.