Paderno, per Riccardo Chiarioni chiesto giudizio immediato
Il movente è ancora un giallo: «Sul comodino aveva il Mein Kampf»

La tragica vicenda risale al 1° settembre, quando Riccardo Chiarioni, un ragazzo di 17 anni all'epoca dei fatti, ha ucciso sua madre, suo padre e suo fratellino con un coltello da cucina nella loro casa a Paderno Dugnano, alle porte di Milano. Dopo aver festeggiato il compleanno del padre, la serata ha preso una piega drammatica, culminando in un triplice omicidio che ha sconvolto la comunità.
La confessione a caldo
Dopo aver compiuto l'atroce gesto, Chiarioni ha confessato in modo freddo e disturbante: «Volevo essere immortale, uccidendo loro avrei potuto vivere in modo libero». Una dichiarazione che lascia intendere un possibile stato mentale perturbato, ma che non ha ancora chiarito del tutto il movente dietro il suo gesto.
La ricerca del movente
Nonostante sei mesi di indagini, gli inquirenti non sono riusciti a individuare una causa chiara che possa giustificare un atto tanto estremo. Le indagini continuano a focalizzarsi sullo stato mentale del ragazzo e sulle sue inclinazioni. Un elemento inquietante emerso durante le perquisizioni è la presenza di un volume di Mein Kampf, il manifesto politico di Adolf Hitler, nella sua stanza. Accanto al libro, gli investigatori hanno trovato un quaderno con i discorsi di Benito Mussolini annotati a matita, disegni di aquile romane, fasci littori, e appunti su coltelli e lame.
Le richieste della Procura
In seguito agli sviluppi delle indagini, la Procura ha richiesto il giudizio immediato per Riccardo Chiarioni, che ora ha 18 anni. L'inchiesta si concentra sul tentativo di comprendere le motivazioni dietro il gesto, ma al momento il movente resta ancora un mistero. Le inquietanti scoperte nella stanza del ragazzo potrebbero suggerire una fascinazione per ideologie estremiste, ma non è ancora chiaro se questo possa aver influito sul suo comportamento.
Il futuro del caso
Il caso di Riccardo Chiarioni continua a suscitare grande attenzione, non solo per l'atrocità del delitto, ma anche per la ricerca di risposte che possano spiegare l'origine di un gesto tanto tragico. Il ragazzo, che ora dovrà affrontare il giudizio immediato, è chiamato a rispondere delle sue azioni, mentre gli inquirenti cercano di ricostruire gli eventi che hanno portato al massacro della sua famiglia.