Ilaria Sula
Ilaria Sula

Il tragico omicidio di Ilaria Sula, la studentessa di 22 anni trovata senza vita all'interno di una valigia, continua a scuotere l'opinione pubblica. Il principale indagato per il femminicidio è il suo ex fidanzato, Mark Antony Samson, che ha confessato il delitto dopo essere stato fermato dalle autorità. Il padre della vittima, Flamur Sula, ha raccontato gli ultimi momenti di interazione con l'assassino in un'intervista esclusiva a Chi l'ha Visto?, in onda su Rai Tre.

Le parole del padre: "Mi ha detto che era dispiaciuto e mi ha abbracciato"

Flamur Sula ha rivelato che l'ultima telefonata con sua figlia è avvenuta martedì scorso. "Ilaria ci aveva detto che sarebbe tornata a casa sabato. Viveva a Roma con alcune amiche per frequentare l'università" ha dichiarato. Tuttavia, dopo quella chiamata, la famiglia ha ricevuto strani messaggi dal telefono della ragazza, che hanno subito destato sospetti. "Era come se qualcuno cercasse di farci credere che fosse ancora viva, ma se fosse stata davvero lei, ci avrebbe chiamato" ha aggiunto.

Preoccupati, i genitori hanno denunciato la scomparsa della figlia. Domenica, Flamur Sula ha incontrato Samson in questura senza sapere che i due si erano già lasciati. "Sembrava tranquillo, mi ha detto che gli dispiaceva e mi ha abbracciato. Non potevo immaginare che fosse lui il responsabile della scomparsa di mia figlia".

La confessione dell'ex fidanzato: "Ho gettato il corpo in un dirupo"

Nelle ore successive, gli inquirenti hanno ottenuto la confessione di Samson. Il giovane studente di architettura, 23 anni, ha ammesso di aver ucciso Ilaria nel suo appartamento in via Homs, nel quartiere Africano di Roma. L'aggressione è avvenuta mentre i genitori dell'assassino si trovavano in casa. Dopo aver inferto diverse coltellate alla ragazza, Samson ha nascosto il corpo in una valigia e lo ha trasportato fino alla zona di Poli, a circa 40 km dalla Capitale, dove lo ha gettato in un dirupo.

Dopo essersi liberato del cadavere, il giovane ha cercato di cancellare ogni traccia del crimine: ha eliminato i profili social di Ilaria e ha inviato messaggi ai suoi familiari e amici per sviare le indagini. Inoltre, ha gettato l'arma del delitto in un cassonetto e il telefono della vittima in un tombino nella zona di Montesacro.

Indagini in corso: gli inquirenti cercano prove e testimonianze

Le autorità stanno lavorando per raccogliere ulteriori prove che possano confermare la premeditazione del delitto. Gli investigatori stanno analizzando le telecamere di sorveglianza della zona e i tabulati telefonici per ricostruire con esattezza gli ultimi spostamenti della vittima e dell'assassino.

Un punto cruciale dell'indagine riguarda il possibile coinvolgimento dei genitori di Samson, che erano presenti nell'appartamento al momento dell'omicidio. Al momento non risultano indagati, ma la procura vuole verificare se abbiano avuto un ruolo nel tentativo di occultamento del corpo o nel depistaggio delle indagini.

Il dolore della famiglia: "Non riusciamo a capire il motivo"

Leon Sula, fratello minore di Ilaria, è distrutto dal dolore e non riesce a capacitarsi dell'accaduto. "Non capiamo perché lo abbia fatto. Lo sa solo lui", ha dichiarato. Il giovane ha ricordato gli ultimi momenti trascorsi con sua sorella e ha espresso dubbi sui messaggi ricevuti dopo la sua scomparsa: "Forse non era lei a scriverli, forse era già morta".

Ilaria Sula era una studentessa brillante, originaria di Terni, che aveva scelto di trasferirsi a Roma per frequentare la facoltà di Statistica alla Sapienza. Qui aveva conosciuto Mark Antony Samson, con cui aveva avuto una relazione durata un anno prima di lasciarlo.

La richiesta di giustizia

La famiglia di Ilaria chiede ora giustizia e si affida alle autorità per fare piena luce sulla vicenda. Il pubblico ministero ha già chiesto la convalida del fermo di Samson e disporrà l'autopsia sul corpo della vittima per chiarire ogni aspetto della tragedia.

Questo femminicidio ha scosso profondamente l'Italia, sollevando ancora una volta l'urgenza di affrontare il problema della violenza di genere e di proteggere le giovani donne da relazioni tossiche e pericolose.

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